Юрий Авербах … gioca e patta!

(Riccardo M.)
L’8 di agosto ha compiuto 95 anni e mezzo Yuri Averbakh, un monumento degli scacchi sovietici e poi russi, il più anziano grande maestro vivente. Mio nonno asseriva che passati gli ottanta anni bisogna festeggiare ogni mezzo anno. Benone. E’ allora come se per noi Averbakh avesse incamerato qualche giorno fa un altro buon mezzo punto per la sua ricca classifica. Patta?

Averbakh è figlio di un ebreo tedesco (Auerbach) e di madre russa, una insegnante. Sua figlia Eugenia sposò Mark Taimanov. Giocatore solidissimo come pochi altri, Yuri è anche un eccellente compositore di studi. E giornalista e autore di fama internazionale.

Diverse varianti di apertura portano il suo nome, tra le quali il “sistema Averbakh” nella Indiana di Re: 1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Nc3 Bg7 4.e4 d6 5.Be2 0-0 6.Bg5.

Anche grazie alla sua opera è stato aperto nel 2014 a Mosca il primo museo russo interamente dedicato alla storia degli scacchi.

Tra i suoi successi c’è il campionato sovietico del 1954, svoltosi a Kiev e vinto davanti a grandi nomi quali Mark Taimanov, Viktor Korchnoi, Tigran Petrosian, Efim Geller e Salo Flohr. Ecco la sua chiusa vittoriosa nella partita contro Geller:

Geller-Averbakh, Kiev 1954
Geller-Averbakh, Kiev 1954

Sì, i pedoni neri sono da corsa, ma bisogna saper correre al momento giusto. Qui sbagliata sarebbe stata l’immediata 46. …  c2? 47.Txb2 Td1 48.Txc2!

Corretto è stato invece il seguito scelto da Averbakh, ovvero: 46. …  Td1! E Geller lasciò, in quanto dopo 47.Txd1, c2 vince. E allora stavolta “Averbakh muove e vince”.

P.S.: l’ immagine di copertina è tratta dal Torneo dei Candidati giocato a Zurigo nel 1953. Da sinistra a destra:  Tigran Petrosian, Alexander Kotov, Paul Keres, Yuri Averbakh ed Efim Geller.

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