Uno studio e il suo gemello

(Uberto D.)
Su questo blog raramente tocchiamo il mondo degli studi, principalmente per la mancanza di una adeguata cultura in materia. Mi piace però di tanto in tanto condividere qualche studio che mostra idee curiose o vicine al gioco in partita. Oggi vi mostro due studi gemelli composti dal norvegese Geir Sune Tallaksen Østmoe (MI a tavolino) in collaborazione con lo studista tedesco Martin Minski.

La particolarità di questi studi, non eccessivamente difficili, sta nella naturalezza della posizione iniziale (in particolare il primo) e nell’unicità della sequenza che sfrutta al massimo la batteria di Alfiere e Re. Trattandosi di studi gemelli, le soluzioni sono in qualche modo collegate; in questo caso la manovra che risolve uno studio non funziona nell’altro (e viceversa).

I puristi degli studi mi perdoneranno per aver posto l’accento sulla praticità del gioco più che sui temi della composizione: sarei in realtà molto felice di ospitare sul blog un appassionato che voglia mostrarci e spiegarci le gemme della composizione.

Ma passiamo al primo dei due studi, che gli autori hanno identificato come “Twin A”: il tema viene esposto e sviluppato in maniera molto lineare. La posizione è molto naturale e mi sono fatto l’idea che l’autore abbia preso ispirazione da qualcosa di accaduto veramente in partita.

Nota di UnoScacchista: per la prima volta abbiamo introdotto un pulsante per mostrare o nascondere la soluzione. Spero che questo meccanismo funzioni bene sui vari dispositivi e sia di vostro gradimento.

Martin Minski and Geir Tallaksen Østmoe
Facebook 2016

Il Bianco muove e vince (Twin A)


Bene, adesso che abbiamo capito l’idea alla base dello studio, vediamo come nel “Twin B” l’aggiunta di un Cavallo nero in h8 cambi radicalmente la manovra vincente.

Martin Minski and Geir Tallaksen Østmoe
Facebook 2016

Il Bianco muove e vince (Twin B)


Spero che i due studi gemelli, con le loro soluzioni incrociate, vi siano piaciuti.

Mi sembra giusto rendere onore a di Geir Sune Tallaksen Østmoe mostrandovi una sua foto recente (2017) assieme alla famiglia. La foto è presa dal n° 69 di Problem-Forum (Marzo 2017), rivista trimestrale curata da Martin Minski.

Geir Sune Tallaksen Østmoe con sua moglie Ann Helen, la figlia
Marie e il figlio Benjamin (2017)

(Nel caso ve lo steste chiedendo… no, i figli di Tallaksen Østmoe non sono gemelli!)

2 thoughts on “Uno studio e il suo gemello

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  1. Due studi eleganti e non particolarmente difficili. L’unico dubbio che mi è venuto, prima di trovare la soluzione del primo, è stato il ricordo, a dire il vero un po’ sfocato, di una regola nella problemistica secondo la quale non bisogna iniziare la sequenza di un problema con uno scacco. È una regola o una prescrizione di “buona composizione di un problema”? Ma soprattutto è mai esistita o è una leggenda metropolitana che va a braccetto con quella tanto cara ai principianti, che prevede di poter muovere due pedoni di un passo contemporaneamente quando questi si trovano nella casa di partenza? Ai nostri amici scacchisti, frequentatori del “mondo parallelo” della problemistica, la risposta.

    1. Non so se sia una regola o una buona prassi (Marco B. aveva accennato alla questione in questo suo post) ma, come tu stesso dici, si applica alla costruzione di problemi, non di studi.
      La tua domanda sulla spinta di due pedoni di un passo è interessante: se ne parlava con altri autori giusto qualche mese fa. Vediamo se qualcuno avrà voglia di accettare la sfida 🙂

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