I 15 splendidi anni di Remo

(Alessandro Pompa)
Da appassionati, da “esperti”, amiamo appassionatamente gli scacchi. Li giochiamo, organizziamo, diffondiamo. Da Giocatori, Dirigenti, Organizzatori, Istruttori,  Arbitri… Facciamo tutto, ci prestiamo a tutto, perché a tutto siamo disposti per la nobile causa del nostro gioco.

Questo ci dà competenze e padronanza tecnica, ma non sempre ci aiuta purtroppo a saper ascoltare, ad essere umili, modesti, maieutici con i piccoli che seguiamo nei corsi, con i giocatori dei quali dirigiamo le gare. Se non sai immedesimarti, se non li sai prendere, è dura davvero…  Un “tuttologo” è sempre pieno di cose da fare: dunque, pieno di sé. La cruna dell’ Ego, per noi scacchisti, è davvero strettissima. Per questo, Istruttori ed Arbitri non fanno capo a una Società, ma rappresentano direttamente la nostra Federazione: al di sopra di tutti e di tutto. E devono avere sensibilità, competenze davvero speciali.

Remo non era un Maestro di scacchi, e lo sapeva; ma i veri Maestri sono coloro che hanno coscienza dei propri limiti: quelli che sanno di non sapere e i Maestri li cercano, per esserlo un giorno anche loro. In pochi anni, è riuscito a scrivere pagine indimenticabili. Arrivato tardi agli scacchi, ma profeta in patria, con l’aiuto grandissimo della vulcanica maestra Tina Giaffreda, colonna dell’Istituto Comprensivo “Duilio Cambellotti” e sua cara amica, creò un miracolo che non rimpiangeremo mai abbastanza: il Circolo Scacchi Rocca Priora, che si rivelò subito un eccezionale bene comune per la cittadinanza di Rocca.

Altro che “Circolo”, amici scacchisti! Stiamo parlando di un centro culturale al servizio dei cittadini, educativo e tecnico insieme, che ospitò non solo grandi Tornei internazionali di scacchi (splendidamente diretti da Remo e a cui partecipai anch’io), ma anche (curati da Tina) corsi di formazione per educatori e istruttori  – che tenemmo insieme –  e perfino Centri Estivi per bambini basati su scacchi e giochi di regole! Un’Associazione davvero unica, in luoghi bellissimi, spesso isolati dal mondo in inverno e privi di luoghi in cui fare cultura, ingiustamente affossata due anni fa da spese improvvise ed insostenibili. “Poesia di un’età che non ritorna”, davvero…

Mi resi conto della statura di Remo quando a Roma, nel 2010, in trepida attesa degli esami da Arbitro Nazionale FSI con altri navigati Arbitri, ci interrogammo a vicenda sui Regolamenti: io, arbitro e giocatore “esperto” con 35 anni di carriera e mille battaglie, “casi” (più o meno) risolti, vicissitudini ed errori alle spalle; lui, dilettante puro, ma vero innamorato del gioco. Il meno “esperto”, il meno “bravo” a giocare si rivelò alla fine di gran lunga il migliore di tutti ed impressionò i Commissari d’Esame.

Preparatissimo, serio, gentile, puntuale, elegante, si fece subito apprezzare moltissimo lasciando in noi giocatori l’incancellabile impronta della sua signorile modestia. Divenuto con abnegazione fiduciario degli Arbitri nel Lazio, fece miracoli in una situazione difficilissima, con gli arbitri ridotti al lumicino. Quando dovetti sospendere l’attività nel 2014, e glielo dissi, mi inviò poche splendide righe di momentaneo commiato e speranza, addolorato che avessi già comunicato tutto in Federazione. Scelse di mettersi in gioco anche come agonista, con risultati importanti.

Caro Remo, ci hai incoraggiato e aiutato a crescere. Ti portiamo dentro. Sei stato un esempio per tutti. Non dimenticheremo la tua nobiltà.

Grazie.

One thought on “I 15 splendidi anni di Remo

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  1. Una spiegazione per il titolo scelto da Alessandro: erano circa 15 anni che Remo Sayour si occupava di scacchi.

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