Lo “sguardo”

(Uberto D.)
L’anno scorso al JW3 center di Londra, dove si stavano svolgendo le “Mind Sports Olympiads“, mentre passavo da una sala all’altra osservando tornei di Triolet e di Agricola, ho visto la bellissima foto di apertura di questo post. Non so chi l’ha scattata e quando, ma è splendida: lo “sguardo” del bambino che sfida il GM è impagabile! Mi è venuta quindi l’idea di un post sugli “sguardi” più famosi degli ultimi anni.

Mikhail Tal, occhi magnetici a scrutare e confondere l’avversario

Per citare lo sguardo magnetico con il quale Tal osservava i suoi avversari, riporto qui una breve traduzione dal magnifico “Timman’s Titans” di Jan Timman. “La prima volta che ci giocai (NdA: con Tal; fu nel 1972 alle Olimpiadi di Skopje) fu un’esperienza particolare. Avevo pensato all’incontro con una certa apprensione, ma anche con curiosità, in una mescolanza di sentimenti. Come sarebbe stato il suo sguardo ipnotico? Se ne era parlato molto, in passato. Una volta Benko aveva indossato occhiali da sole contro un giovane Tal: in quel modo pensava di poter sfuggire al potere ipnotico degli occhi di Tal. Una volta Hein Donner disse che Tal sembrava il tipo di ebreo che i nazisti raffiguravano sui loro poster durante la guerra. Era un tale incubo per lui, che perse tutte le sue partite con Tal. (…) A quei tempi si poteva fumare durante le partite (…) Misi una sigaretta in bocca e, prima che potessi cercare i fiammiferi in tasca, una grande fiamma apparve dinanzi alla mia faccia. Tal aveva acceso il suo accendino con la fiamma più alta possibile. Quella fiamma e quegli occhi dietro di essa! Persi rapidamente e senza scampo.


La battaglia di sguardi tra Anatoly Karpov e Viktor Korchnoi

Non c’è bisogno di raccontare la lunga storia degli sguardi “ipnotici” dei quali Korchnoi denunciò di essere oggetto durante i match contro Karpov, in particolare quello di Bagujo 1981. La sua risposta furono un paio di occhiali a specchio, che, di riflesso (è proprio il caso di dirlo), infastidirono non poco Karpov. Insomma niente sguardi diretti, ma comunque molto intensi.


Garry Kasparov, lo sguardo più famoso degli ultimi decenni

La pressione psicologica che l’atteggiamento di Kasparov ha sempre esercitato sui suoi avversari è quasi leggendaria. Il campionario di gesti, smorfie e posizioni del corpo che Garry ha esibito negli anni è quasi infinito, ma “the stare”, lo sguardo fisso verso l’avversario, è probabilmente il più caratteristico.


Lo sguardo… assorto di Magnus Carlsen

Insomma… non è proprio uno sguardo quello che Carlsen ha riservato ad Anand durante il secondo match mondiale, quello di Sochi. Durante l’ottava partita in molti hanno avuto l’impressione che il Campione del Mondo si fosse appisolato, anche se questo non gli ha impedito di ottenere una comoda patta. Di sicuro a Londra Magnus farà meglio a essere più vispo contro Caruana!


Hikaru Nakamura, l’avversario di Sauron

Qualche anno fa, nel 2013, Nakamura pubblicò un Tweet che fece abbastanza scalpore: “Comincio a credere di essere l’unica persona che può fermare Sauron nel contesto della storia scacchistica“, dove Sauron era ovviamente Carlsen. Una affermazione abbastanza temeraria, che, ahilui, non ebbe altre conseguenze pratiche che fargli infilare ben 12 sconfitte di fila (patte escluse) prima di vincere finalmente una partita a Bilbao nel 2016. Hikaru è sempre un giocatore temibile ma nonostante uno sguardo spesso concentrato e penetrante, oggi è scivolato fuori dalla Top Ten della classifica Elo.


Lo sguardo freddo di Fabiano Caruana

Magnus Carlsen si dovrà abituare allo sguardo neutro e freddo di Caruana. Fabiano è una persona molto piacevole e corretta; nelle interviste è sempre tranquillo e sorridente, rispondendo con gentilezza e modestia. Non si lascia però sfuggire le occasioni per “pungere”, come ha dimostrato durante la recente Sinquefield Cup. “Pochi sguardi e molti fatti” potrebbe essere il suo motto.


L’apprendista Ding Liren

Nuovo e recente ingresso nel club degli over 2800, non sono ancora chiari i limiti del giovane cinese. Non mi è sembrato essere un giocatore che mira ad imporre la sua presenza sulla scacchiera, ma a Berlino l’ho visto spesso guardare l’avversario per vedere l’effetto delle sue mosse in apertura.


Si possono cogliere molti altri “sguardi” alla scacchiera, ovviamente: per me rimane imbattibile lo sguardo del ragazzino a Kasparov, ma questi sono gusti personali. Certo, a meno di non considerare lo “sguardo” di Homer Simpson a Vladimir Kramnik, catturato da AntonSquaredMe durante il recente Torneo dei Candidati… 🙂

One thought on “Lo “sguardo”

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  1. Ci vuole anche una foto dello sguardo feroce di quel giovane “grizzly” iraniano che sta scalando rapidamente le classifiche: Parham Maghsoodloo!!

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