Mai giocato con la clessidra?

(UnoScacchista)
Tra le cadenze che si possono impostare sugli orologi digitali, ce ne è una che ben pochi conoscono: quella denominata “hourglass” (in italiano “clessidra”). Il funzionamento è intuitivo: il tempo di riflessione usato da un giocatore viene aggiunto al tempo disponibile per l’altro giocatore. L’arbitro regionale FSI Alessandro Luzietti ha pensato di sperimentare questa cadenza in un torneo al circolo ASD Steinitz di Roma.

Trattandosi di un torneo sperimentale, l’obiettivo non era tanto valutare la qualità delle partite, ma studiare la scelta ottimale del tempo iniziale a disposizione di ogni giocatore e verificare la durata media delle partite.

Va ricordato, infatti, che il tempo totale disponibile per i due giocatori rimane sempre costante (tanto ne consuma uno, tanto ne guadagna l’altro) e non è previsto incremento. Questo significa che, in linea teorica, una partita può avere una durata illimitata; la pratica ovviamente è una cosa diversa, ma a priori non è chiaro se e come questa cadenza possa avvantaggiare i giocatori più veloci (consumando poco tempo, concedono poco all’avversario che via via erode il suo tempo a disposizione senza incremento a compensare) o i giocatori più abili (che possono mettere in difficoltà l’avversario facendolo riflettere più a lungo e, di conseguenza accumulando ulteriore riserva di tempo) o, infine, i giocatori più esperti (che possono giocare “con” l’orologio rallentando o accelerando il ritmo a seconda della situazione).

Se state pensando che questa cadenza sia una sorta di diavoleria moderna possibile solo grazie agli orologi digitali, forse non avete letto “Orologi o clessidre” di Riccardo, dove viene descritta la proposta di Luigi Grancelli datata marzo 1947 sull’uso della clessidra (a sabbia, ovviamente) per regolare i tempi di una partita. Vediamo come la sua idea è stata messa in pratica e come è andato l’esperimento.


Il torneo è stato giocato sabato 2 Marzo 2019 con la formula del girone all’italiana tra 6 giocatori. Come tempo iniziale di riflessione per giocatore, l’arbitro Luzietti ha optato per 2 minuti e mezzo, avendo stimato, da una serie di partite preliminari, che corrispondesse ad una durata media delle partite tra i 10 e i 20 minuti, quindi più lenta di un Blitz 5’+3″ ma più veloce di un Rapid 10’+5″.

L’arbitro Luzietti controlla lo svolgimento del torneo Hourglass (foto di Riccardo Moneta)

La media della durata (arrotondata) è risultata essere pari a 10 minuti, con una varianza di 8,5 minuti. Pur con le limitazioni di una sperimentazione effettuata su un campione di sole 29 partite tra giocatori non esperti della cadenza e con Elo medio attorno ai 1700, questo sta a significare che l’assunzione iniziale <2 minuti e 30 secondi a cadenza clessidra equivalgono ad una cadenza più lenta del Blitz 5″+3′> è stata verificata come corretta.

Dal punto di vista dei giocatori non c’è stata nessun commento negativo per quanto riguarda la cadenza, a parte un iniziale disorientamento nel vedere entrambi gli orologi muoversi. E stato segnalato come un aspetto positivo il frequente “recupero” di tempo anche dopo essere arrivati a pochi secondi residui: da un lato questo può essere successo grazie al fatto che nessuno ha giocato “per” l’orologio (vedi sopra), ma testimonia anche come la partita possa essere giocata con tempi di riflessioni più lunghi di un Blitz senza arrivare mai a giocare “solo con l’incremento”.

Dal punto di vista arbitrale, nessuna partita ha creato problemi di interpretazione o contestazioni (una sola partita si è conclusa per esaurimento del tempo di riflessione), ma rimane il dubbio sulla effettiva applicabilità della cadenza in un torneo con partecipazione più ampia. Il motivo è la difficoltà di pianificare la durata di un turno: se nelle partite a cadenza con incremento la stima della durata media di una partita può fornire un’indicazione del tempo massimo di gioco (ad esempio, una partita Blitz 5″+3′ di 100 mosse non può durare più di 20 minuti), la cadenza a clessidra non dà modo di calcolare la durata massima di una partita, perché è dipendente dal tempo di riflessione “medio” per mossa. Ad esempio, impiegando mediamente 30″ per mossa (cosa possibile grazie al recupero del tempo) una partita di 100 mosse può durare anche 1 ora e 40 minuti! Inoltre, questa durata è praticamente non dipendente dalla dotazione iniziale di tempo per giocatore (a patto, nell’esempio riportato, che sia di almeno un minuto a testa).

Foto di Herr Olsen

Insomma, la cadenza ha i suoi meriti ed ha l’apprezzabile vantaggio di permettere una gestione più comoda del tempo di riflessione da parte dei giocatori, ma potrebbe avere dei limiti pratici nell’applicazione in torneo. Una cosa è certa: merita una sperimentazione più ampia, con attenzione specifica nel verificare il comportamento dei giocatori riguardo all’uso del tempo e la durata media delle partite in funzione della dotazione iniziale di tempo, della forza e dell’esperienza dei giocatori.

Un ringraziamento all’arbitro Luzietti per aver promosso questa iniziativa e per avermi fornito dati e considerazioni per la scrittura di questo post.

Saranno molto graditi i vostri commenti e suggerimenti.

2 thoughts on “Mai giocato con la clessidra?

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  1. Molto interessante! Faccio solo alcune osservazioni:

    – non è banale il problema di assegnare un tempo iniziale “equo”. In linea di massima penso che all’inizio le due vasche della clessidra dovrebbero avere la stessa quantità di sabbia. Ma in questo caso dovremmo avere una clessidra diversa per ogni tempo di riflessione scelto…

    – sarebbe compito dell’arbitro verificare l’affidabilità della clessidra, che cioè il tempo impiegato per svuotare completamente la vasca piena A sia lo stesso per svuotare completamente la vasca piena B (potrebbero esserci deformazioni nel collo della clessidra tali da renderla “non equa”). Anche in questo caso, una clessidra difettosa non sarebbe utilizzabile…

    Quanto sopra ovviamente decade se invece si utilizza un orologio elettronico in modalità clessidra. Ma purtroppo dalla foto non si vedono gli orologi, per cui non si sa cosa sia stato fatto in realtà.

    1. Grazie per le osservazioni, Sergio. Ovviamente il torneo si è giocato con gli orologi digitali programmati in modalità “hourglass” con dotazione iniziale di 2 minuti e mezzo per giocatore.

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