I sette Colle

(Riccardo M.)
Questo titolo non è un refuso. Infatti non ci vogliamo occupare dei sette colli di Roma. Questi qui sono i SETTE di Colle: Edgar Colle (Gand 18.5.1897-20.4.1932), il giocatore che diede il suo nome al Sistema Colle. Campione belga nel 1922, e poi per altre 5 volte fino al 1929, ebbe anni felici fino al 1930.

SETTE furono le partite del match con il connazionale George Koltanowski (1903-2000) ad Anversa nel 1925, il suo match più noto in quanto lui gli dedicò un libro. Prevalse nettamente Colle con 4 vittorie e tre patte, nessuna sconfitta. Koltanowski, che gli fu ottimo amico, successivamente prese la cittadinanza statunitense ed ebbe il merito di diffondere negli Stati Uniti il “Sistema Colle“.

SETTE furono le vittorie consecutive del Bianco in un altro suo match, quello del 1924 contro un giovane olandese non ancora troppo famoso, Max Euwe, futuro campione del mondo. Sul 3-4 Colle perse però col Bianco l’ottava partita ed il match andò ad Euwe per 5 a 3.

SETTE furono i tornei memorabili di Edgar Colle: Scheveningen 1923 (3° dietro Johner e Spielmann ma davanti a Mieses e Yates), Parigi 1924 (3° ancora, ma davanti ad Euwe), Weston sur Mare 1926 (2° dietro Euwe), Merano 1926 (1° davanti a Canal, Przepiorka, Spielmann, Kostic, Grunfeld ….), Hastings 1928/29 (1° alla pari con Marshall e Takacs), Parigi 1929 (2° ex aequo con Baratz e Znosko Borovski) e Scarborough 1930 (1°, imbattuto).

In verità Colle ottenne altri buoni piazzamenti ad Hastings (2° nel 1926/27 e 3° nel 1927/28, ma il lotto dei partenti non era qui di grande spessore).

Edgar Colle partecipò a quasi tutti i più grandi tornei del dopoguerra. Morì purtroppo ancora giovane, a 34 anni, dopo essere stato sottoposto a ben quattro interventi per un’ulcera gastrica.

Questa è la conclusione di una delle tre partite che lui strappò ad Euwe:

Colle-Euwe, Zutphen 1924

Euwe vince, è chiaro, se si cambiano tutti i pezzi. Ma ad arrivarci! Balza agli occhi l’attività pesante delle due Torri bianche. Il che ora consente a Colle la 24.Dd5! Tc5 25.Da2 (minacciando, tra le altre cose, anche Ce4) 25. … Th5 (poco igienico 25. … Txc3, per via di 26.Axg6 hxg6 27.Txg6+ Rh8 28.Txd6) 26.Axg6 hxg6 27.Txg6+ Rh8

Colle-Euwe dopo 27. ... Rh8
Colle-Euwe dopo 27. … Rh8

28.T1xd6! (e non 28.Tgxg6 a causa di 28. … Dh4) 28. … De7 29.Cd5 (se il nero avesse giocato al tratto n.27… Rh7, ora sarebbe stata decisiva 29. Db1) 29. … De5 30.Tgh6+ Txh6 31.Txh6+ Rg7 32.Th4

Colle-Euwe dopo 32. Th4
Colle-Euwe dopo 32. Th4

Alla fine Euwe ha dovuto restituire i pedoni di vantaggio ma non si è sciolto, data la posizione emarginata del Cavallo in a5 e quella ancora esposta del suo Re.

32. … Td8 33.Tg4+ Rh8 34.Cxf4 De1+ 35.Tg1 (e non 35.Rg2?? Td2) 35. … Dc3 36.De2 Tg8 37.Cg2! Cb3 (che altro può fare questo povero cavallino?)

Colle-Euwe dopo 37. ... Cb3
Colle-Euwe dopo 37. … Cb3

38.De4! Df6 (Colle minacciava 39.Dh4+, che non si poteva parare con 38. … Dg7 a causa di 39.Dh4+ Dh7 40.Dc4 e cade il cavallo nero) 39.Dd5! e cala il sipario: 1-0. Infatti su 39. … Cd4, segue 40.Dh5+ Rg7 41.Cf4+ Rf8 42.Dc5+, mentre su 39. … Dc3, segue 40.Dh5+ Rg7 41.Ch4+ Rf8 42.Dh6+ Tg7 43.Dh8+.


Quest’altro invece è lo splendido gioco col quale a Berlino nel 1926 Colle mette KO un altro campione che come lui è celebrato da un’apertura: Grunfeld.

Colle-Grunfeld, Berlino 1946
Colle-Grunfeld, Berlino 1946

17.Cxf7! (un altro SETTE!) 17. … Rxf7 18.Dxe6+ Rg7 19.d5 Cc5 20.Cf5+! Rf8 21.De3 gxf5 22.Dh6+ Rf7 23.Axf5 Axd5

Colle-Grunfeld dopo 23. ... Axd5
Colle-Grunfeld dopo 23. … Axd5

E si finisce in bellezza col SETTE: 24.Txe7+Txe7 25.Dxf6+ Re8 26.Dh8+ Rf7 27.Axc8 1-0

Il “Sistema Colle” è dato da questa sequenza di mosse: 1.d4,d5  2.Cf3,Cf6  3.e3 seguita da Cbd2. Deve la sua popolarità, come ho detto prima, al contributo decisivo del MI americano (di origine belga) George Koltanowski. Apertura solida e affidabile per il Bianco, non è mai stata troppo utilizzata in quanto sembra che il Nero possa ottenere facilmente una posizione almeno equilibrata. Tuttavia anche alcuni GM della seconda parte dello scorso secolo l’hanno saltuariamente giocata, fra i quali il russo Artur Yussupov.

Diversi lavori sono stati dedicati all’apertura inventata da Edgar. Fra questi è degno di nota, pubblicato nel 2015, “I sistemi Colle e Zukertort” di Anatoly Karpov e Nikolai Kalinichenko.

Belle e commoventi parole seppe scrivere su Edgar Colle il maestro Hans Kmoch, in un’intervista alla Wiener Schach-Zeitung del 1932, poco dopo la morte di Colle,  riportata nel sito “belgianchesshistory.be”:

Il povero Edgar era malato … il suo spirito scintillante e la sua anima solare risiedevano in un corpo debole e tremante, eternamente piegato dal dolore. Eppure non l’ho mai sentito lamentarsi, non usare mai la scusa della malattia. Quando perdeva una partita, attribuiva il risultato solo al suo gioco inferiore. … Era sempre allegro e sicuro, un partner affascinante, ma sulla scacchiera un combattente implacabile di esemplare sportività e senso del dovere. 

Una volta Edgar Colle affrontò una partita particolarmente difficile e, dopo otto ore di lotta, raggiunse una posizione vincente; tuttavia il suo avversario non si arrese, contrariamente alle aspettative generali, ma volle sospendere e “andare in busta”. Invece di riposare un giorno, Colle fu costretto a faticare ancora, la mattina dopo, per vincere. Il comportamento del suo avversario fu generalmente condannato, ma Colle non lo volle rimproverare: tremante e mortalmente pallido, venne alla partita alle 9 del mattino, senza lamentarsi. Da quel momento in poi ho imparato ad ammirarlo, questo maestro di scacchi con il corpo di un mortale e con lo spirito di un eroe immortale…

Lo incontrai negli ultimi suoi tornei. Era felice, si era fidanzato e mi diceva di voler abbandonare la vita irregolare di un maestro di scacchi e dedicarsi esclusivamente al giornalismo. E soprattutto, mi disse di volersi sottoporre ad un altro intervento chirurgico in modo da risolvere definitivamente i suoi problemi allo stomaco prima del matrimonio….

Edgard Colle, caro collega e amico! La vita ti ha negato di realizzare i tuoi desideri…. Il tempo potrà lenire il nostro dolore, ma la tua memoria non ci lascerà mai. Rimarrai un esempio di forza e di cavalleria. Il tuo nome nella storia degli scacchi risplenderà luminoso, anche quando la maggior parte di noi sarà stata dimenticata…. Ed io rimarrò per sempre fiero di aver avuto la tua amicizia”.

2 thoughts on “I sette Colle

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  1. Un grande campione di scacchi sicuramente. Ma ancora più grande come uomo che pur nella malattia ha saputo conservare signorilità, generosità e rispetto per l’avversario!

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