200° anno Accademia Scacchistica Romana

(Roberto C.)

ANNO 1819: NASCE L’ACCADEMIA

L’Accademia Scacchistica Romana, è nata a Roma il 19 Aprile 1819 ed oggi compie 200 anni: tanti auguri dal blog ‘Uno Scacchista’! Il suo primo Statuto “COSTITUZIONE E REGOLAMENTI DELLA SOCIETA’ DEGLI SCACCHI’, che venne redatto dall’Avv. Francesco Belli, riporta la data del 19 Aprile 1819 ed è per questo la più antica società scacchistica italiana.

Dallo Statuto del 1819 dell’Accademia Romana degli Scacchi, Nuova Rivista Degli Scacchi, 1885, p.261 e p.264

La sua prima sede fu il ‘Caffè dei Pastini’ nelle vicinanze del Pantheon (Piazza della Rotonda).

Deve essere stata da principio impiantata in una delle case particolari dove si teneva conversazione di scacchi; ma ben presto si tramutò in un luogo pubblico, e precisamente nel camerino del Caffè dei Pastini, più tardi chiamato perciò Caffè dell’Accademia degli Scacchi, precisamente dove nel 1865-1870 si radunava seralmente la piccola società, che fu come il nucleo della presente Accademia’ (Dubois, Nuova Rivista degli Scacchi, 1886, p.10).

Oggi, dopo due secoli e numerosi trasferimenti di sede, è in piena attività in Via Luigi Pulci, 14 a Roma (sito internet dell’Accademia Scacchistica Romana); festeggiamo le sue 200 candeline con qualche vecchio ricordo.

LE CLASSI DEI GIUOCATORI

Nell’antica ‘Accademia Romana degli Scacchi’ esistevano le ‘Classi dei giuocatori’, ovvero, le Categorie: “(1820-25) Verso questo tempo fu istituita ai Pastini la famosa Accademia sotto la protezione del Cardinale Della Somaglia valente cultore del giuoco. La presidenza fu devoluta al Cavaliere Ciccolini di Macerata grande entusiasta, ma giuocatore poco più che di mezzana forza. Qui si cominciò dal fare le classi. Per avanzare bisognava sfidare uno della classe superiore, e vincere un certo numero di partite. Che se lo sfidato rimaneva al disotto scendeva un gradino”.

Dallo Statuto del 1819 dell’Accademia Romana degli Scacchi (Nuova Rivista Degli Scacchi, 1885, p.296)

Ma perché le ‘Classi’ ? All’epoca in Italia si giocavano principalmente le partite amichevoli per diletto, per passare il tempo o quelle cosiddette ‘a vantaggio’ e, in questo secondo caso, possiamo facilmente immaginare quale fosse la domanda più frequente, questa: “Gioco con te, ma che vantaggio mi dai ?”; ciò anche per via del fatto che, anche se tutti si definivano dilettanti si scommetteva qualcosa (un caffè, dei pasticcini, delle piccole poste in denaro, ecc.), il giocatore più debole pretendeva un seppur piccolo vantaggio…

ANNO 1859: LA RIVISTA DEGLI SCACCHI

La prima rivista scacchistica italiana di sempre si chiamava molto semplicemente La Rivista degli Scacchi. Fu fondata a Roma nel 1859 dall’iniziativa di Serafino Dubois, di gran lunga il più forte giocatore italiano dell’Ottocento, e Augusto Ferrante, entrambi soci dell’Accademia Romana degli Scacchi.

La Rivista degli Scacchi: Num.1 – 15 Gennajo 1859

Fu un periodico dal contenuto molto vario e interessante: tra le sue rubriche principali Teorica delle Aperture, Partite fra i più forti giuocatori contemporanei e la Cronaca del giorno e vennero anche tradotti articoli da riviste estere. Furono pubblicate principalmente partite con le regole italiane ma anche alcune (pochissime) con le regole francesi, cioè, quelle utilizzate in tutto il mondo già dalla metà dell’Ottocento ma non dall’Italia che adottava le ‘vecchie’ in linea con i dettami dei tre grandi modenesi (Ercole Del Rio, Giambattista Lolli e Domenico Lorenzo Ponziani), autori di importanti trattati.

La Rivista degli Scacchi stampata dalla Tipografia Forense di Roma due volte al mese, uscì con regolarità ogni quindici giorni, dall’inizio dell’anno per tutto l’anno, dal Num.1 del 15 Gennaio 1859 al Num.24 del 30 Dicembre 1859, fino a quando cessò le pubblicazioni…

ANNO 1875: 1° TORNEO NAZIONALE ROMA

A meno di quindici anni dall’Unità d’Italia (17 marzo 1861 si svolse), dal 25 aprile al 25 maggio 1875, il “Primo Torneo Nazionale dei giuocatori di scacchi” con le regole italiane, quelle con l’arrocco libero, l’assenza della presa en passant e la promozione del pedone limitata ad un pezzo già catturato.

Gioacchino Altobelli, “Associazione Nazionale de’ Giuocatori di Scacchi. Primo Torneo tenuto in l’anno Roma 1875”

Verso questo tempo i torneanti forestieri avendo esaurito le loro partite si disponevano a rimpatriare. Prima però che si separassero dai loro compagni d’arme, sorse il gentile pensiero di eternare la memoria d’un così gradito avvenimento, mediante una fotografia che rappresentasse la fisionomia del Torneo. A questa seduta intervennero tutti i torneanti (eccetto il Conte Cassoli partito il giorno innanzi per affari urgenti), il Presidente e Vice-Presidente d’onore, i membri del Comitato direttivo, qualche membro del Tribunale arbitrale e vari altri soci, in tutto 21. La fotografia di cm. 44 sopra 35 opera del valente artista sig. Altobelli riuscì magnifica, ed ogni Presidente di Comitato locale fu presentato con una copia della medesima in benemerenza dello zelo spiegato nel coadiuvarci”.

La storica fotografia fu scattata da Gioacchino Altobelli (Terni, 1814-1879), lo stesso pittore e fotografo romano, che soltanto cinque anni prima documentò lo storico evento della ‘Breccia di Porta Pia’.

Gioacchino Altobelli, “Assalto alla breccia e alle barricate di Porta Pia”, 20 settembre 1870

Considerato all’epoca il miglior fotografo di Roma ed ancora oggi come uno dei maggiori fotografi d’arte italiani di tutti i tempi; fu testimone dei momenti salienti della vita politica romana: nel 1870, insieme al Verzaschi, si recò a Porta Pia con la propria attrezzatura fotografica il giorno dopo l’apertura della breccia e documentò l’evento storico mettendo in posa i soldati per dare una parvenza di realtà alla veduta”.

La città di Roma, la breccia di Porta Pia, Serafino Dubois, ‘il più illustre dei giocatori italiani “internazionali” dell’Ottocento’ e Gioacchino Altobelli, un ‘Grande Maestro’ italiano della fotografia sono indubbiamente legati da un “fil rouge” per sempre !

DUBOIS: IL SUO VERO VOLTO…

La fotografia del 1° Torneo Nazionale di Roma del 1875, oggi una rarità fotografica e scacchistica, sparì dalla circolazione per più di un secolo fino a quando fu pubblicata nel 1983. Scoperta casualmente da Angelo Bruni, venne diffusa tra gli scacchisti da Adriano Chicco nel 1987 con il principale scopo di “individuare i singoli personaggi”: il maggiore storico italiano degli scacchi capì subito di che cosa si trattava rendendosi conto dell’importanza di quel ritrovamento che avrebbe potuto dare un volto a tanti appassionati scacchisti italiani del passato ed in particolare a colui che era ritenuto il più forte giocatore italiano dell’Ottocento: Serafino Dubois.

L’Illustrazione Universale dell’11 luglio 1875 (anno II, n. 45-46, pag. 364)

Dopo alcuni interessanti articoli nei quali vennero fatte delle ipotesi, la questione fu risolta definitivamente da Valerio Luciani nel 2003 con il ritrovamento di un’incisione, contenente l’indicazione di venti nominativi, pubblicata su L’Illustrazione Universale dell’11 luglio 1875 che, appunto, non lascia alcun dubbio sulla sua identità: Dubois, che alla data del torneo del 1875 aveva 58 anni, è il personaggio in piedi , stempiato e con la barba bianca, in secondo piano e leggermente spostato sulla destra rispetto al tavolino centrale.

… E UN PERSONAGGIO MISTERIOSO

Tra tutti quei personaggi il più importante è – senza ombra di dubbio – Serafino Dubois (1817-1899) ma, purtroppo, non sono ancora stati individuati tutti i personaggi perché i nomi dell’incisione sono venti, gli stessi nomi di un’altra fotografia in B/N che li riporta in calce, ma che presenta ventuno personaggi (l’Ing. P. Degli Abati, il Cav. Fantacci, il Conte Francesco Cini, E. Vannutelli, l’Ing. V. Bevilacqua, l’Ing. L. Rancorelli, l’Ing. Vanzetti, il Cav. L. Tormene, il Cav. Giovan Battista Maluta, l’Ing. Pietro Seni (il vincitore del torneo), il Principe di Teano e Duca di Sermoneta Onorato Caetani, Giovanni Tonetti, Serafino Dubois è il quindicesimo, il marchese Giuseppe Forcella, insigne mecenate degli scacchi, Luigi Sprega, l’Ing. L’Inganni, Filippo Cantoni, il Cav. D’Aumiller e l’Avv. Curio Marchetti)…

Nell’incisione il quinto è indicato come E. Vannutelli mentre nella fotografia in B/N è indicato come l’ottavo ma la somiglianza tra questi due ‘E. Vannutelli’ pare non ci sia affatto (uno è decisamente più giovane dell’altro)… inoltre, l’Ing. L’Inganni nell’incisione, potrebbe essere, per la stempiatura e, forse, anche per la rotondità delle guance ed i baffi, in un’altra posizione nella foto color albumina ma questa considerazione se esatta dimostrerebbe che entrambi gli elenchi dei nomi siano sbagliati, cosa davvero poco probabile…

Nemmeno i due elenchi di nomi sciolgono tutti i dubbi ma prima o poi si dovrà dare una risposta ‘all’enigma E. Vannutelli’ magari cercando meglio tra gli altri giocatori romani indicati nell’Elenco dei Membri dell’Associazione Nazionale, cioè una quarantina di persone, tra i quali un Em. ed anche un En. Vannutelli…

Löwenthal, De Rivière, Wyvil, Falkbeer, Staunton, Lyttelton, Kennedy

BELLOTTI, UNO DEI NOSTRI MIGLIORI DILETTANTI…

Volete saperne di più su un dilettante dell’Accademia Romana che vinse 3 a 1 col De Rivière, fondatore della rivista “La Régence”, pilastro del Café de la Régence, e campione di Francia per circa vent’anni ? Bene, vi presentiamo il maestro di scuola elementare Leopoldo Bellotti.

Tanti auguri alla moderna

Accademia Scacchistica Romana !

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