Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Karpov story – 4, il mio amico Karpov

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(di Adolivio Capece)
Ho conosciuto Anatolj Karpov nel 1972 a Skopje, alle Olimpiadi; eravamo entrambi seconda riserva delle nostre nazionali (lui quella sovietica, io quella italiana) quindi avevamo abbastanza tempo libero. Vicini di età – lui ha 4 anni meno di me – facemmo amicizia e spesso giocavamo insieme, anzi alcune volte l’ho battuto … no, no, cosa pensate, non a scacchi, ma a ping-pong!

Dopo di allora ci siamo incontrati molte volte, ma in alcune occasioni (per esempio i mondiali di Londra, Leningrado, Siviglia, Losanna) solo nelle conferenze stampa.
Così ricorderò solo gli eventi in cui ebbi l’occasione di passare con lui un po’ di tempo.

La prima volta che incontrai Karpov dopo Skopje fu nel 1975 – era da poco diventato campione del mondo per il ritiro di Fischer – quando venne a Milano in occasione del grande torneo organizzato da Nicola Palladino (allora vice-presidente della Federazione) oggi considerato praticamente il primo super-torneo della storia degli scacchi.
Da ricordare che la FSI aveva anche partecipato all’asta per l’organizzazione del mondiale tra Fischer e Karpov, poi saltato, offrendo un milione e centomila franchi svizzeri (!).
Seguii l’evento con articoli quotidiani su “Il Giornale” fondato l’anno prima da Indro Montanelli e dove sin dall’inizio (dal numero 6!) usciva la mia rubrica domenicale; per l’occasione mi diedero anche molto spazio in cronaca. Come noto Karpov vinse il torneo battendo ai play-off Portisch dopo essere giunto secondo nel torneo a girone.

Nel 1981 andai spesso a Merano dove lui stava giocando il mondiale con Kortschnoj; un giorno andai a trovarlo nella villetta dove lo avevano sistemato e in quella occasione incontrai la moglie, Irina.
Si erano conosciuti quando lei lavorava nel Comitato dello Sport dell’Urss e si erano sposati nel 1978 (anno in cui Karpov si era anche laureato brillantemente in Economia all’U­niversità di Leningrado); Irina era una ragazza molto graziosa, minuta, dal sorriso dolce: gli darà un figlio maschio, Anatolj jr.

E poi di nuovo ci trovammo a Torino nel 1982 dove giocò il World Master, che vinse alla pari con Andersson. Un altro supertorneo organizzato da Nicola Palladino, nel frattempo diventato presidente della Federazione.
In quella occasione Karpov venne ospite con il suo ‘staff’ ad una cena per gli industriali della provincia che avevo contribuito ad organizzare e in cui fu regalato a tutti l’allora popolarissimo ‘cubo di Rubik’, con cui si mise a giocare incuriosito.

Mi sembrò un po’ meno allegro del solito e infatti mi disse di avere dei problemi di famiglia; solo in seguito capii: aveva un nuovo amore, Natascia, o se preferite Natalia, una bella ragazza alta e bionda, occhi verdi, un poco più alta di lui (avrò occasione di conoscerla e intervistarla durante il mondiale di Siviglia del 1987), totalmente diversa da Irina, dalla quale avrebbe divorziato di lì a poco (Irina poi ottenne l’affidamento del figlio).

Karpov con Don Valerio Piro, a Fiume nel 2010

Saltiamo al 1990. A Biella, dal 12 al 15 luglio, subito prima dei campionati italiani giovanili Under 16, fu organizzata una divertente sfida ‘scacchi-tennis’, un ‘triangolare’ a coppie con Karpov abbinato al famoso tennista australiano Martin Mulligan, Spassky abbinato al cecoslovacco Tomas Smid (campione di doppio) e lo svedese Ulf Andersson, abbinato al tennista Jan-Erik Lundquist, pure svedese.
Si giocava a tennis in doppio e a scacchi con i due giocatori della coppia che muovevano alternativamente una volta ciascuno.
Fu anche organizzato un torneo simile ‘di contorno’ per sei giornalisti, tra i quali anch’io, in coppia con Piero Forcella; c’era anche Guido Oddo.
Sia Karpov sia Spassky erano con le loro mogli: per Karpov la seconda, Natascia, che un paio di volte si mise in costume da bagno a prendere il sole e con il suo fisico statuario conquistò molti ammiratori; per Spassky la terza, Marina, elegante signora francese.

Un aneddoto: giocavano Karpov e Mulligan contro Spassky e Smid; ad un certo momento Mulligan mise la Donna in presa: Spassky sorrise e gli fece cenno di rifare la mossa. Poco dopo fu la volta di Smid a mettere la Donna in presa: Karpov sorrise e … catturò la Donna!

E veniamo al maggio 1995: il 27 Karpov venne a Milano invitato da Nicola Palladino; tenne una conferenza stampa al Museo della Scienza, alla fine giocò alcune partite ‘lampo’ con Sergio Mariotti e con alcuni dei VIP presenti, concludendo con una stretta di mano con uno spettatore d’eccezione, Vittorio Sgarbi (che dimostrò una certa conoscenza sia dei campioni sia del gioco).

Il giorno dopo, 28 maggio, il grandioso evento del torneo semilampo di San Giorgio su Legnano, località a poca distanza da Milano, ma in realtà giocato nella confinante Castellanza dove c’era un capiente Palazzetto dello Sport.
Quel torneo, che fu disputato in un’unica giornata con partite di quindici minuti l’una, è rimasto storico anche perché registrò il maggior numero di iscritti di sempre ad una singola competizione scacchistica, contando ben 926 partecipanti (più un centinaio di altri scacchisti tra addetti ai computer, arbitri, fotografi, ecc.).
Karpov venne fatto giocare dagli organizzatori (Giovanni Longo e Alberto Meraviglia) su un ring (proprio come quelli del pugilato) posto al centro del Palazzetto. Prima di ogni turno la (sexy) Erika Agosto, nel 1993 campionessa italiana femminile Under 16, girava sul palco con il numero del turno (proprio come nel pugilato per indicare il round) e poi scendeva a giocare il torneo femminile, che vinse davanti a Giuliana Fittante e Alessandra Riegler.
Anche Karpov vinse, ma solo dopo un match di spareggio con Tiviakov, dato che i due avevano concluso i nove turni realizzando entrambi 8 punti e mezzo.

Karpov tornò a Milano nel dicembre 1997, per presentare il suo manuale per bambini realizzato per la Disney; per l’occasione io feci da traduttore (lui parlava in inglese) e presentatore per i numerosi colleghi giornalisti intervenuti.
La Disney ospitò tutti in un importante ristorante russo della città, dove poi fu offerto il pranzo ovviamente a base di specialità russe.

Arriviamo al 2002; Karpov fu invitato da Michele Cordara a Torino, dove si era ormai in piena anteprima Olimpica (le Olimpiadi degli scacchi si sarebbero tenute nel 2006, dopo le Olimpiadi invernali e le relative ‘paralimpiadi’).
Il programma prevedeva una simultanea con personaggi dell’industria e della cultura; fu invitato anche il noto calciatore Davids (Juventus), allora abbastanza assiduo frequentatore della Scacchistica Torinese, che arrivò inseguito da un codazzo di giornalisti e televisioni.
Io avevo l’ormai per me tradizionale compito di fare da presentatore e coordinatore; quando invitai tutti a prendere posto, Davids rimase in piedi; gli chiesi come mai e lui, serafico, rispose “Con Karpov perderei e a me non piace perdere”.
E non giocò, ma rimase a seguire l’esibizione per oltre due ore, guardando le partite, firmando autografi, con le tv che si dedicarono molto più a lui che a Karpov…

Infine ricorderò un’altra esibizione in simultanea di Karpov, quella a Lodi l’11 giugno 2005. Insieme a lui, dato l’elevato numero di giocatori (100), tennero simultanee anche Michele Godena, Sabino Brunello (15 anni), Maria Vincenza Santurbano e  anche la allora giovanissima Marina Brunello, già al centro della attenzione degli scacchisti italiani.
Secondo la Polizia locale l’evento richiamò quasi 3 mila spettatori (anche perché si raccoglievano fondi per i bambini di Chernobyl).
Arrivarono anche una troupe di Canale 5 e una di Italia 1, che fecero ottimi servizi, poi trasmessi più volte nei telegiornale, ma dedicando quasi tutto il tempo alla piccola Marina (che si esibì su 10 scacchiere e vinse rapidamente tutte le partite) e con Karpov che appariva solo negli ultimi secondi.

Da allora non ci siamo praticamente più incontrati, anche se è venuto varie altre volte in Italia; per esempio spesso in Sardegna, dove nel 2017 ha siglato un accordo per una ‘scuola’ con uno dei più importanti resort dell’isola, dove si è recato varie volte ed ha anche realizzato una esposizione di sue scacchiere.

4. Fine

1 thought on “Karpov story – 4, il mio amico Karpov

  1. COMPLIMENTI Maestro CAPECE, articoli INTERESSANTISSIMI su questo GIGANTE
    della Scacchiera!!!!!!!!!!!!! Grazie Mille.
    Cordiali Saluti.

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