Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Sognavo un set di scacchi…

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(Rodolfo Pozzi)
Sognavo un set di scacchi che fosse differente da tutti gli altri, con i pezzi chiaramente riconoscibili, inconfondibili, facili da sollevare e saldamente stabili sulla scacchiera.
Ho pensato di alternare i pieni ai vuoti, idea che non mi sembra sia stata applicata ad altri set di scacchi. E così l’ho denominato “Full-Empty”.

Ogni figura avrebbe dovuto essere composta da una sagoma centrale cava, perforata entro cerchi di varia grandezza, e da una forma superiore piena posta all’esterno, l’emblema. Il tutto sarebbe stato fissato in verticale su una base orizzontale rotonda.

Ho abbozzato il set, sulla carta, nel 1970. Il disegno però è rimasto fermo, chissà perché, per trent’anni.
La realizzazione è perciò avvenuta soltanto nel 2000, ad opera dell’orafo comasco Pietro Grigioni, che ha tagliato in lastra i dischi e le basi e ha traforato a seghetto le silhouette.

I pezzi Bianchi sono in argento 925/1000, i Neri in argento dorato. La lavorazione artigianale è stata eseguita con fusione a cera persa e a traforo, e il tutto è stato rifinito con sabbiatura e doratura in bagno galvanico con oro puro e trattamento finale antiossidante.

Il Re, alto sei centimetri, è seduto sul trono, ha in testa la corona regale e tiene lo scettro.
La Regina ha la corona nobiliare, è anch’essa in trono e, femminilmente, si contempla nello specchio che regge con una mano.

L’Alfiere è un guerriero in armatura con mazza ed elmo rinascimentale, che negli scacchi italiani ne rappresenta il simbolo.
Il Cavallo è rampante, con testa e coda sporgenti dal nucleo centrale.

La Torre ha una porta in basso e la cima ornata da merli ghibellini.
Il Pedone ha la consueta struttura schematizzata, con la testa piena in alto.

Sotto ogni base è incisa la mia sigla (RP).

Tra il disco verticale e l’orizzontale, che ne costituisce la base, è inserita una figura geometrica che esprime la forza di ciascun pezzo nel gioco.
Il Pedone (che vale 1) ha una riga, il Cavallo e l’Alfiere (3) un triangolo, la Torre (5) un pentagono, la Donna (9) un ennagono e il Re, che ha valore infinito, un cerchio.

Si tratta di un unicum… ed è anche una mia non più ripetuta creazione artistica.
E adesso una foto d’arte: è dell’amico Carlo Pozzoni, che ha voluto immortalare così Re e Donna dando risalto alla proiezione delle ombre.

Anche la fotografia che vedete qui sotto è sua, tratta dal volumetto “Di Cavallo in Torre e di Torre in Cavallo, scacchi e scacchiere di arte contemporanea in Italia”, da lui edito e illustrato (Carlo Pozzoni Fotoeditore, Como 2015). Il testo critico “Il mondo dell’arte, il gioco dell’arte, il gioco del mondo” è del comune amico Roberto Borghi.

La pubblicazione è uscita in occasione della mostra, avente lo stesso titolo, allestita con opere provenienti da collezioni private nella Pinacoteca Civica di Como, durante il 9° Congresso della Chess Collectors International Italia organizzato nel capoluogo lariano da mia moglie Milly e da me nell’ottobre 2015.

Milly ha fortemente voluto questa esposizione per far apprezzare a un più vasto pubblico non solo i preziosi scacchi antichi, ma anche e soprattutto la creatività e la genialità profuse dagli artisti di oggi nei nuovi giochi, destinati a divenire essi pure in futuro pezzi di antiquariato.

Secondo il pensiero di noi appassionati della grande varietà dei pezzi e delle loro forme figurative o convenzionali prodotte da quasi un millennio e mezzo, affinché gli scacchi continuino a suscitare interesse e ad attrarre nuove generazioni è inoltre indispensabile che non si interrompa la creazione di queste meraviglie, che esprimono il contesto in cui si vive.

I giocatori si cimenteranno al computer anche a distanza utilizzando i simboli schematizzati che compaiono sul monitor, ma i collezionisti, che sono generalmente studiosi delle forme dei pezzi e della loro storia, nell’avvenire dovranno poter analizzare sempre nuove ispirazioni.


POZZI_FOTO Profilo

Nato a Como nel 1930, liceo classico, laurea in Economia e commercio, felicemente sposo, padre, suocero e nonno, dirigente industriale in pensione, appassionato di speleologia, preistoria e archeologia. Negli anni ‘50 e ‘60 animatore dell’attività scacchistica a Como e Delegato Provinciale FSI, ora Past President della Chess Collectors International Italia. Principali pubblicazioni (oltre a numerosi articoli): “Il Circolo degli Scacchi di Como dal 1945 al 1955”, Milano 1956; “I giochi di scacchi mongoli, riflesso della cultura nomade delle steppe”, Como 2002; “Scacchi: giochi da tutto il mondo” (con Gianni Gini), Lecco 2007.

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