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Anna Muzychuk parla di differenze

(UnoScacchista)
Sabato 7 Ottobre il sito russo Censor.net ha pubblicato una bella e lunga intervista di Evgenij Kuzmenko ad Anna Muzychuk, attuale vice-Campionessa del Mondo e Campionessa del Mondo Rapid e Biltz. Come già nel caso dell’intervista del Dicembre scorso a Maryia Muzychuk, gli argomenti sono stati tanti, tra cui l’annosa questione della differenza di prestazioni di uomini e donne nelle competizioni scacchistiche.

(Tutte le foto sono di Oleg Ogorodnik per Censor.net)

Le idee di Anna sembrano abbastanza chiare in merito e le riassume in quattro principali fattori: fisico, motivazionale, emotivo, statistico.

Senza arrivare all’affermazione di Nigel Short pubblicata su New In Chess 2015/2 (“Men and women’s brains are hard-wired very differently, so why should they function in the same way?” – “I cervelli degli uomini e delle donne sono costruiti in maniera diversa, quindi perchè dovrebbero funzionare allo stesso modo?“) che tanto scandalo sollevarono, Anna parla abbastanza chiaramente di come uomini e donne non siano uguali quando si parla di scacchi competitivi.

Premettendo che la differenza non sta ovviamente nella capacità di gioco tra giocatori uomini e donne di pari Elo, ma sulle differenti abilità dei primi 20 giocatori rispetto alle migliori 20 giocatrici, Anna puntualizza anche che il motivo non è certamente la quantità di tempo dedicata allo studio e alla preparazione (lei stessa dichiara di dedicare “tutto” il suo tempo agli scacchi), ma è legato a:

Interessante leggere che Anna in qualche modo è d’accordo con Short, il quale fu accusato di sessismo e di atteggiamento discriminatorio verso le donne, per aver detto che uomini e donne sono diversi (senza assegnare superiorità) e che quindi anche negli scacchi è normale che le abilità e i risultati siano diversi: “One is not better than the other, we just have different skills. It would be wonderful to see more girls playing chess, and at a higher level, but rather than fretting about inequality, perhaps we should just gracefully accept it as a fact.” (“Nessuno è migliore dell’altro, abbiamo solamente abilità diverse. Sarebbe meraviglioso vedere più ragazze giocare a scacchi e farlo ad alto livello, ma invece di discutere di ineguaglianze, forse dovremmo semplicemente considerare la cosa come un fatto“).

D’altra parte anche le idee dei due giocatori più forti di sempre tra gli uomini e tra le donne sono diverse:

Vediamo se le parole di Anna daranno il via ad altri commenti su uno dei temi da sempre più controversi e delicati, stavolta oggetto dell’opinione di una delle migliori giocatrici.

Se avete modo, anche solo aiutandovi con GoogleTranslate, leggete l’intervista in cui Anna parla di molte altre cose: delle sue ambizioni (nell’ordine: diventare Campionessa del Mondo, vincere le Olimpiadi e riuscire ad avere una vita “normale”), del mondiale di Teheran (la questione del velo, la sua reazione alla sconfitta), del rapporto con la sorella Maryia (“nessuna gelosia”), delle attività di promozione degli scacchi in Ucraina e di quello che, secondo lei, sarebbe giusto che la Federazione Ucraina riconoscesse ai suoi giocatori, che hanno vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere.


Nota di UnoScacchista:
Secondo me il punto, caro Nigel, sta in quello che chiami “fatto”;

– “le donne sono diverse dagli uomini” è un fatto oggi e lo sarà sempre (per fortuna!)
– “gli uomini giocano a scacchi meglio delle donne” è una situazione attuale, non un fatto immodificabile
– “ci sono più uomini che giocano a scacchi” è la condizione di oggi, non un fatto da accettare e basta

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