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Due trappole per topi

(Topatsius)
Fine tragicomica di certi dilettanti è di prendere matto o perdere la Donna in meno di venti mosse quando incontrano un Grande Maestro in simultanea. Talvolta anche in meno di dodici mosse.

Io che lo so, ho furbescamente sempre evitato contro i GM la “miniatura”, sempre però entrando scioccamente in finali persi quasi senza accorgermene. Risultato pratico il medesimo: zero. Sono un “furbo sciocco”, insomma. Talmente sciocco da non immaginare che cadendo nella trappola e subendo la miniatura si può almeno qualche volta avere la soddisfazione di finire in un libro o in una rivista tra le “miniature dell’anno”.

E’ ciò che successe nel 1950 al conduttore dei neri in questa partita giocata contro una delle vecchie conoscenze di “UnoScacchista” e degli appassionati di scacchi di tutto il mondo, dalle Alpi alle Piramidi: l’ucraino David Bronstein, una partita pubblicata all’epoca un po’ ovunque. Tuttavia sul perdente un pietoso velo citò trattarsi di “NN”. Peccato.

Guardate qua.

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Perdere d’improvviso la Donna, però, non è una prerogativa del dilettante allo sbaraglio. Poteva accadere anche ad un promettente ragazzino (aveva 15 anni) come l’estone Jaan Ehlvest, che a Mosca nel 1977 si trovò ad affrontare col Bianco un ragazzino (14 anni) ancora più promettente di lui, un certo Garry Kasparov.

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Buon divertimento con le “trappole per topi”!

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