Carr e i castelli incantati

(UnoScacchista)
Il buon Topatsius, con il suo Scherzo di Carnevale, mi ha incuriosito. O, meglio, mi ha incuriosito questo G.Carr, figura contemporaneamente in grado di concepire un quesito particolare come quello che abbiamo visto martedì e di promuovere un’apertura così… diciamo… eccentrica come 1… h6. Per un inizio di Quaresima mi è sembrato un buono spunto di ricerca che, per fortuna, ha dato risultati interessanti.
George Shoobridge Carr, matematico e scacchista dilettante di fine ‘800

Uno scherzo di Carnevale

(Topatsius)
Oggi è  l’ultimo giorno di Carnevale ed uno scherzo ce lo potreste anche concedere. Comunque ce lo prendiamo. Avete visto bene la posizione del diagramma?
E’ tratta da una quasi sconosciuta partita che venne giocata nel 1908 tra Emanuel Masker ed un giovanissimo Alexander Arlekhìne, in un match amichevole a Rio de Janeiro, fra le avvenenti ed esagerate ballerine dello spettacolare Carnevale.
Uno scherzo, ma non troppo semplice…

Come vincere con poco tempo a disposizione

(UnoScacchista)
La situazione è tipica: stiamo giocando una partita Rapid e abbiamo un vantaggio che sappiamo essere decisivo. Purtroppo il nostro avversario non si decide ad abbandonare e “... accidenti, se prende il mio ultimo pedone è patta … oppure devo dare matto con Alfiere e Cavallo … e chi se lo ricorda come si fa? Come faccio con i 30 secondi che mi rimangono?” Cosa avreste giocato nella posizione del diagramma (la mossa è al Bianco) per risparmiare un po’ di mosse?
La posizione è tratta da una partita Rapid tra due GM sopra i 2700 …

Carlsen e la manovra con De1 contro la Siciliana

(Uberto D.)
Non ho mai fatto mistero della mia ammirazione per lo stile di gioco di Carlsen, soprattutto per la sua capacità di identificare spesso “angoli” inattesi in posizioni che molti giudicano piatte o pari (senza che però siano patte!). Nel suo ultimo torneo vinto a Wijk aan Zee, il norvegese ha battuto Rapport con una combinazione molto profonda (ma leggete il post fino in fondo per una sorpresa), che mi ha ricordato la costruzione di uno dei suoi capolavori: la vittoria contro Anand nella finale del Grand Slam del 2012.

[Foto di Alina l’Ami, Tata Steel Chess Masters 2019]
La forza della casa e1

Metti una sera al DLF Steinitz …

(Uberto D.)
Chi ha detto che per veder giocare un interessante finale di pedoni siano necessari due Grandi Maestri? La posizione del diagramma (con mossa al Bianco) si è verificata sabato scorso nella partita del primo Torneo Sociale 2019 al circolo DLF Steinitz di Roma, tra Raffaele Lombardi e Pietro Mancini. Prima di leggere il post, come valutate il finale a gioco corretto?
Non è così semplice come sembra…

45. b6 “Abbandono” “Davvero?”

(UnoScacchista)
Siamo in Olanda. Il giocatore con il Bianco ha appena giocato 45. b6 e rivolge all’avversario uno sguardo impassibile. Il Nero capisce che il risultato è ormai segnato e sa che il Bianco lo sa. Stende quindi la mano senza proferire parola e stringe quella dell’altro che gli chiede “Abbandoni, vero?” “” è la laconica risposta. E il dramma si è compiuto.
Già, un dramma sportivo, perché voi non avreste abbandonato, giusto?

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