Stranezze in apertura/4

(del GM Sergio Mariotti)
Continuiamo la carrellata di “Stranezze in apertura” con un Gambetto Siciliano che, anche se poco utilizzato agli alti livelli, ho usato spesso nella mia carriera, ottenendo buoni successi. Ho avuto ottime vittorie con Benko, Kuzmin, Bilek, Holm ed altri buoni giocatori, perdendo solamente con Larsen, quando era il grande scacchista che conosciamo, una partita prima vinta, poi patta e poi persa, una partita con interessanti sacrifici dei miei pezzi sul suo arrocco, partita che anche se è terminata con la mia sconfitta reputo essere una delle più coraggiose ed avvincenti di quelle da me giocate.
Mariotti-Benko, Venezia 1974: una partita molto complicata e molto combattuta

Vincere con gli alfieri di colore contrario è possibile

(Uberto D.)
Nel mio articolo di cronaca sul torneo di Biel, ho commentato brevemente il finale della partita Mamedyarov-Carlsen, riportando l’annotazione fatta dal GM Daniel King sulle similitudini tra quel finale e il finale della partita Carlsen-Karjakin giocata a Wijk aan Zee nel 2013. In entrambi i casi il finale vedeva una maggioranza 4 contro 3 sul lato di Re, alfieri di colore contrario e Torri. Oggi voglio andare un po’ più a fondo nel capire perché nessuna delle due partite è finita patta.
Le conclusioni: questi finali si possono vincere, perché la difesa è difficilissima.

Ac1 ed altri alfieri, da Carlsen a Szabo

(Riccardo M.)
Quando, da giovane, seguivo il torneo del “Banco di Roma” ho avuto spesso l’occasione e la fortuna d’incrociare Enrico Paoli, che mi concesse pure una intervista per “Zeitnot”. Ricordo in particolare un pomeriggio in cui il non dimenticato maestro stava scambiando alcune parole con un funzionario del Banco, evidentemente neofita del gioco.
Questi gli stava chiedendo come facessero i campioni a ‘non sbagliare mai’?

Come vincere i finali (vinti) di Re e Pedoni di Torre

(Uberto D.)
So bene che un titolo non può essere troppo lungo, quindi mi scuserete se questo è un po’ pretenzioso: il titolo dovrebbe comprendere anche “e pattare i finali (patti)”. Oggi vorrei ragionare insieme su questo tipo di finali semplici e con pochissimo materiale sulla scacchiera, che libri e “tablebases” riportano come facilmente risolti. Solo che, in partita, le “tablebases” non le abbiamo e i dubbi si affollano nella mente… Opposizione, percorsi minimi, case critiche…

[Posizione finale di Barcza-Fischer, Zurigo 1959]
Vediamo assieme qualche esempio pratico (con un pizzico di teoria e un aneddoto su FIscher)

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