Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

La speranza è un prestito fatto alla felicità

(Topatsius)
Una celebre dama francese (*) disse una volta: “Il commercio più lucroso sarebbe di comperare gli uomini per quello che valgono e rivenderli per quello che credono di valere”.
Mutatis mutandis”, scriveva così nel 1952 l’indimenticabile maestro Enrico Paoli, “quelle parole andrebbero spesso a pennello anche per gli scacchisti!”

[(*) La dama francese era Vera de Talleyrand-Périgord (1842-1919), aristocratica di origine russa (il suo nome da nubile era Vera Dmitrievna Benardaky)]

Anche negli scacchi, infatti, la presunzione di avere una posizione superiore, la speranza di trovarsi a un passo dal successo, diventa talora la debolezza che dimostrerà come la nostra partita non era per niente vinta e che la nostra idea vincente valeva quanto il classico “fico secco”.
Vediamone un esempio.

Siamo a Mosca, Campionato sovietico del 1955; si affrontano Vitaly Sergeevich Sherbakov e Semyon Abramovich Furman.

Il Bianco crede che valga molto la sua posizione e si appresta alla realizzazione del piano che gli consentirà in 4 mosse la cattura della Donna Nera:

E il Bianco abbandona in quanto 36.e7 è controbattuta da 36… Ce8, restando con un pugno di mosche. Un pugno di mosche sopra un fico secco!

Ebbene sì, “la speranza è un prestito fatto alla felicità”.

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2 pensieri su “La speranza è un prestito fatto alla felicità

  1. Salve. Una domanda .. Chi sono le due persone nella fotografia introduttiva all’articolo “La speranza è un prestito fatto alla felicità”?… Quello più giovane mi pare Karpov, l’altro ha una faccia già vista ma non ne ricordo il nome .. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti. Marco Pacchiarini – marco.pacchiarini@yahoo.it

    1. L’altro è proprio il suo allenatore Semyon Furman. Scusaci, Marco, per il ritardo nel risponderti. Ciao.

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