#BatumiChess2018 – Altre 12 bellezze (e un capolavoro)

(Topatsius)
Nel mio precedente post sui “Premi olimpici di bellezza“, vi avevo mostrato le partite selezionate da Susan Polgar tra quelle giocate nei primi 5 turni dei due tornei Olimpici. Oggi vi mostro tutte le altre 12, con qualche breve commento, e le due partite che sono state scelte come le migliori in assoluto delle due Olimpiadi. Ma vi mostro anche la partita che più mi ha colpito: la Caruana-Mamedyarov giocata all’ottavo turno, una partita che Fabiano ha vinto nello stile di Carlsen.

[Nella foto di apertura, Désirée Di Benedetto ritratta da David Llada]

Dodici belle combinazioni e un capolovoro di virtuosismo tecnico

Premi olimpici di bellezza a #BatumiChess2018

(Topatsius)
Ricordate la bella tradizione del “Premio di bellezza”? Guardando i bollettini dei tornei, andavo subito a cercare la partita che aveva vinto questo particolare premio, gustandone la combinazione, comparandola con quelle degli anni precedenti, decidendo se i giudici avessero deciso per il giusto. Poi… questa tradizione è andata scomparendo, con mio grande dispiacere. Alle Olimpiadi di Batumi per fortuna è stato deciso di assegnare un premio di bellezza per ogni turno!

[Foto tratte dalle pagine del sito ufficiale e dalla pagina Facebook del torneo]
Pronti per il giro sulla giostra?

L’ultimo del circolo

(Topatsius)
Una rivista americana dello scorso secolo riportava questa curiosa notizia: una sera del 1884, al circolo canadese del City Club di Montreal, il campione del circolo, J.W.Saw, giocava una simultanea. Le vinse tutte tranne una, persa contro colui che di gran lunga veniva considerato il peggior giocatore del club: il signor Girard. Piuttosto seccato, Saw scommise col Girard che gli avrebbe vinto in un match 50 partite di seguito.

(Honoré Daumier: “Giocatori di scacchi”, 1863)

50 sono tante…

Sfondamento e meta

(Topatsius)
Quando negli scacchi un pedone è in settima, a volte tocca avere il coraggio di fare come si fa nel rugby quando l’ovale è ad un passo dalla linea di meta. Non ci si deve risparmiare, tutti avanti a sfondare per la meta: tre quarti ala e tre quarti centro, terze e seconde linee, mediani, se serve perfino l’estremo.

É il proprio pubblico a tifare

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