Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Quel matto di Topatsius

(Topatsius)
”UnoScacchista” e Riccardo mi hanno chiesto di mostrare un tracollo mio personale e non soltanto e sempre quelli degli altri. Ma che ci posso fare se io non ho mai commesso in vita mia sviste da due punti interrogativi? E se le ho commesse, le ho dimenticate tutte. E se qualcuna non l’ho dimenticata, e che lo dico a voi? Quindi replico all’amico “UnoScacchista” e a Riccardo: “provate prima a pubblicarmi una mia bella miniatura e poi vedremo se ricordo qualcosa”.

Hanno ceduto. Ecco pertanto la combinazione che giocai a Caracas nel 1959: partita Topatsius-Biava, torneo “Alexandre Bóveda”.

Nella posizione del diagramma alla mia 16. Cd5 il nero ha illusoriamente appena replicato con 16… Db6-b4. Lui non sa che Topatsius non è abbastanza pollo da non vedere che a 17.Dxb4 cxb4 18.Cxb4 seguirebbe 18. … a5 e poi 19. … Txc2. E che è abbastanza sveglio, nonostante la “bandierina”, già come sempre alzata, da intuire che qui si vince con

A proposito di ‘bandierina’ (oggi non esiste più per fortuna) già alzata prima della ventesima mossa, mi è venuto in mente quanto accadde all’irlandese James Mason nel torneo di Vienna del 1882. Voi sapete come a partire dal 1861 furono introdotte nei regolamenti delle limitazioni di tempo. Fu accolta la proposta di Tassilo von Heydebrand und der Lasa, un giocatore e scrittore tedesco del XIX secolo, e cioè che a ogni giocatore venisse concesso un certo tempo in cui giocare un numero predeterminato di mosse, ad esempio due ore per 30 mosse.

In uno degli ultimi turni  Mason, che stava in corsa per la vittoria finale, sforò il tempo concessogli, ma il suo avversario (non ricordo chi fosse) si rifiutò di avvertire l’arbitro e Mason alla fine vinse la partita. Questo poté accadere in quanto dal 1861 in avanti, per un certo periodo e per alcuni tornei, la sanzione per aver oltrepassato il tempo non era la perdita della partita, ma soltanto una multa (questa era stata una proposta di Staunton). Il vincitore di Vienna del 1882, Steinitz, aveva fatto appello contro il risultato di quella partita di Mason, ma l’appello fu respinto.

Però da quel momento  andò in soffitta la pena pecuniaria, e la sanzione per aver superato il tempo fu unicamente, e purtroppo anche giustamente,  la perdita della partita. Io veramente proporrei di affiancare alla perdita della partita il ripristino di una pena pecuniaria: così può accadere che il timore di essere toccati nel portafoglio faccia accelerare le mosse.

Buona giornata!

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