Miniatura, altri tre naufragi in apertura
(Topatsius)
Ho scoperto qual è il motivo di alcuni naufragi in apertura. Si tratta di irriducibili pacifisti che vogliono far durare una battaglia il meno possibile per soffrire il meno possibile sapendo che probabilmente perderebbero lo stesso. Insomma, se dev’essere 0-1, meglio che sia il più rapido possibile.
Scrive così Giangiuseppe Pili, filosofo e scacchista, nel suo “L’eterna battaglia della mente”: “Gli scacchi sono il primo gioco di guerra della storia … ogni singola partita di torneo rappresenta una battaglia … gli scacchi sono una metafora della guerra perché prevedono la presenza di una massa combattente … per essere dei grandi strateghi è indispensabile conoscere molto bene le caratteristiche generali e specifiche della massa combattente… una massa combattente deve avere una sua dimensione, una sua grandezza …”
Quantità, qualità, forma, mobilità sono le caratteristiche principali di queste “masse combattenti”, afferma Pili. Ma alla guida di una massa combattente ci dev’essere uno scacchista serio e preparato, non un giovanissimo ex-giardiniere o un altrettanto giovane dipendente di un supermercato (detto col massimo del rispetto per questi straordinari lavoratori).
Quando ci si dimentica di avere a disposizione una “massa combattente” da organizzare, cioè un esercito, si rischiano clamorosi rovesci già nelle prime fasi di una battaglia, anzi talora si hanno naufragi definitivi.
Vediamo il primo.
Skuratov – Kossov
(? 1963)
Vediamo il secondo naufragio.
Bozidar Kazic – B. Vukovic
(Yugoslavia 1940)
Evidentemente, con un naufragio così, il B.Vukovic di questa partita non era imparentato con Janko Vukovic, il comandante in capo nel 1918 della flotta navale dello Stato di Slovenia, Croazia e Serbia.
E vediamo infine (per oggi) il terzo.
Keene – Wockenfuss
(Bad Lauterberg 1977)
Nell’immagine sotto il titolo: Van Gogh: “il mare a Saint Marie”