Se studi Reti non arretri (3)
(Topatsius)
… Non solo non arretri, ma andrai avanti. E poi fra un po’ di tempo ci penseranno l’Intelligenza Artificiale e i conseguenti progressi della scienza a fare in modo che vivrai 150 anni e che potrai raggiungere anche a 140 il titolo di Grande Maestro o i 3.000 punti Elo. Ma intanto (questa è la terza e, per ora, ultima puntata) studiamo Reti, dai, che non fa mai male!
“In cosa consiste il piacere che si prova esaminando – (o giocando, n.d.r.) – una combinazione negli scacchi? Consiste nel raggiungere il convincimento che una mente umana è dietro ai pezzi, una mente che li domina e infonde loro il soffio della vita” (Richard Reti, in “Nuove idee negli scacchi”).
Uno dei temi più affascinanti della combinazione è quello dell’interposizione. Se ne ha un ottimo esempio nella partita che qui andiamo a vedere e che giustamente vinse il premio di bellezza.
Richard Reti – Evfim Bogoljubov
New York, aprile 1924
E’ interessante notare come nel suo citato lavoro Reti abbia inserito una sua partita contro Bogoljubov, di Nero, perduta a Berlino nel 1919 in 36 mosse (non è da tutti commentare proprie partite perdute, eh?).
Così Reti giudicava il gioco del russo: “Bogoljubov non possiede il particolare talento scacchistico di Alekhine, e non è in grado di fare, come Alekhine, dei veri e propri giochi di prestigio… Egli è incline alla semplicità, ma non come Rubinstein, che cerca in ogni circostanza la possibilità di evitare complicazioni. Bogoljubov piuttosto cerca di raggiungere una padronanza delle posizioni difficili tale che esse possano, almeno per lui, rivelarsi come facili”.
Nella partita che abbiamo visto Reti è riuscito a disinnescare tale abilità di Bogoljubov, sfruttando con intelligenza e maestria un suo errore in apertura.
Richard Réti raggiunse l’apice della sua fama mondiale proprio nel 1924, quando, sconfiggendo anche José Capablanca a New York, pose fine alla striscia di imbattibilità del campione del mondo che si era protratta per ben 8 anni e 63 partite.
Concludo con una immagine della cittadina slovacca che nel 1889 diede i natali a Réti (sepolto a Vienna): Pezinok, a 20 km da Bratislava, nota per un magnifico castello, per la sua zuppa di fagioli e per un terrificante panino con strutto e cipolla.
