Joszef Pinter ci insegna come combattere contro i pedoni sospesi
Joszef Pinter nel 2019 insieme a Pal Benko
(Topatsius)
Questa di oggi non è una partita spettacolare come tante altre che abbiamo presentato sul nostro Blog. E’ però una partita assai istruttiva perché dietro ogni singola mossa del conduttore dei pezzi bianchi c’era un obiettivo molto ben definito, quello di far risaltare la debolezza dei “pedoni sospesi” avversari, e una chiara idea di come raggiungere in pratica il risultato.
Ne è stato protagonista una delle menti più sottili e brillanti del movimento scacchistico ungherese dell’ultimo quarto dello scorso secolo, il G.M. Joszef Pinter, classe 1953. Pinter rappresentò il suo Paese in ben 8 Olimpiadi, e in altre due fu il capitano della squadra nazionale. Joszef, che ricordiamo anche in Italia al Torneo del Banco di Roma, interruppe praticamente nel 1987 la sua scalata ai vertici mondiali, ovvero nel momento in cui stava per qualificarsi tra i Candidati al titolo mondiale e non vi riuscì perché perse nell’interzonale di Belgrado una partita stravinta contro Viktor Korchnoi. Non si riprese più da quella delusione.
Ma eccovi la partita di cui dicevamo all’inizio, giocata nel 1984 nella Coppa Europa a squadre di club.
Pinter – Ljubojevic, 1984
Ovest Indiana
Una “lectio magistralis” contro i “pedoni sospesi” e contro uno dei migliori Grandi Maestri di quegli anni!