Scacchi italiani sulla retta via

(Franco Pratesi)
Quando in una delle tante lettere ad Adriano Chicco, per me maestro di storia e bibliografia scacchistica, accennavo che stavo ottenendo risultati promettenti sulla storia dei giochi di carte, non ottenevo un incoraggiamento a proseguire quelle ricerche. Passare dagli scacchi alle carte era come tradire una missione, come abbassarsi a un livello incomparabilmente inferiore.

[Le fotografie in questo post sono di Shawn Landersz]
Lasciamo perdere i cacciatori di scacchi armati di dollari…

Alberto Foguelman, Maestro e compositore di studi

(Daniel Perone)
Fin dagli anni giovanili ho sempre gradito risolvere studi, dando la preferenza a quel tipo di posizioni più vicini al gioco pratico. L’attrattiva degli studi sta nelle idee brillanti e sorprendenti. Di tanto in tanto, in periodi diversi, ho provato a comporre studi, senza che questo fosse, in partenza, il mio scopo finale. Penso che l’interesse per la composizione studistica sviluppi nel giocatore la sua abilità analitica e la sua forza. È falsa la convinzione di molti che ciò comporti un allontanamento del gioco vivo.” (Vassily Smyslov).
Il Bianco muove e patta (Studio di Foguelman, 1999)

Sempre insieme

(Mario Spadaro)
Quella che mi accingo a raccontarvi è una tragica vicenda poco nota, perché accaduta in tempo e luogo in cui non tutto quel che avveniva poteva essere conosciuto dal resto del mondo. Riguarda il triste destino di Vladimir Sergeevich Selimanov (nato il 21 febbraio 1939 e deceduto secondo le fonti ufficiali nel 1960), figlio di Nadezhda Andreyevna e sin da piccolo orfano di padre, ucciso in una epurazione stalinista, avvenuta negli anni quaranta.

[Toronto, gruppo dei partecipanti al Campionato del Mondo Juniores 1957, fonte chess-news.ru]

Vladimir fu poi adottato da Vasily Vasilievich Smyslov

1875-1903: NUOVA RIVISTA DEGLI SCACCHI

(Alessandro Rizzacasa)
Il 1875 segna una data importantissima nella storia degli scacchi in Italia e, naturalmente, della loro storia in generale. Infatti è l’anno in cui, oltre ad essersi svolto a Roma, in primavera, il “Primo Torneo Nazionale dei giuocatori di scacchi”, nasce a Livorno la «Nuova rivista degli scacchi» (d’ora in avanti anche NRdS), un periodico che per primo saprà raccogliere l’interesse e tirare le fila dello scacchismo italiano riunendo l’attività di coloro che nel nostro Paese si dedicavano al gioco, gettando così le sue autentiche fondamenta future.
Una domanda però dobbiamo porcela: perché Livorno?

Scacco matto all’assassino (4)

(Fabio Lotti)

Excursus sul rapporto giallo-scacchi nella letteratura poliziesca

Partiamo da una citazione di Da molto lontano di Roberto Costantini, Marsilio 2018. Anno 1990. Siamo nella villa del cavalier Petruzzi. Accanto alla sedia un tavolino basso con sopra un fascio di quotidiani, una radiolina, un taccuino, una matita, una bottiglia di acqua minerale e un bicchiere, e un libro di scacchi “Fischer-Spassky, 1972, la sfida del secolo.” Citazione che ci riporta ad un momento esaltante della storia scacchistica mondiale.
Mi ricordo che facevo un tifo sfegatato per Fischer…

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