Fischer-Spassky 1972 – UnoScacchista a RaiRadio1

Sabato prossimo, 10 Novembre, alle 23:35 va in onda su RaiRadio1 una puntata del programma “Il Pescatore di Perle” con oggetto la sfida Fischer-Spassky del 1972.
Ancora?”, direte voi. Be’, il fatto è che il curatore del programma, Carlo Albertazzi, offre agli ascoltatori “storie, personaggi, fatti poco conosciuti o sepolti dal tempo” come tesori riscoperti per la loro valenza culturale e sociale. Ed è innegabile che il “Match del secolo” (scorso) sia stato un evento che ha segnato una stagione della nostra storia, travalicando i confini degli scacchi giocati.

11.11.2018 – Aggiornato con il podcast della trasmissione
Un ricordo di quel 1972 con Massimo Teodori, Bruno Pizzul e Uberto

La bandiera a scacchi e la scacchiera

(Adolivio Capece)
Recentemente (giugno) è stato dato molto risalto ad un episodio curioso verificatosi durante il GP del Canada di Formula 1. La modella ventiquattrenne canadese Winnie Harlow ha sventolato “la bandiera a scacchi” con un giro d’anticipo: per sua fortuna nessun pilota ha rallentato e tutti hanno continuato a spingere fino al termine della gara.
Ufficialmente l’ideatore fu Antony Noghes in occasione del GP di Montecarlo del 1929

Scacchisti e maestri bevitori

(Riccardo M.)
Vorrei sapere dove sta scritto che gli scacchi sono un gioco troppo serio e che gli scacchisti sono tutti noiosi, equilibrati e morigerati. E astemi. Di esempi di giocatori che alzano ogni tanto il gomito (vino, birra, vodka ecc…) ce ne sono, eccome se ce ne sono. E sono pure quelli bravi. Sì, perché un artista (e gli scacchisti sono degli artisti) può trovare ispirazione e verità anche nel vino. “In vino veritas”, non è forse così che dicevano i nostri antenati qui a Roma all’incirca 19 secoli fa?

[Nella foto di apertura, alcuni attori protagonisti agli “eno-scacchi viventi” di Asti, (da “La Stampa” del 12.09.2018]
Fior di giocatori hanno apprezzato (fin troppo) il buon bicchiere.

Che vantaggio mi dai?

(Roberto C.)
Dare un vantaggio all’avversario più debole è stata una buona pratica almeno fino agli inizi del Novecento, nella quale il giocatore più forte concedeva sempre un (seppur minimo) vantaggio al giocatore più debole: come minimo un pedone in più; a volte veniva dato anche un pezzo intero di vantaggio, un Cavallo o una Torre, a volte invece a fronte del giocare con un Cavallo in meno, generalmente quello di Donna (Cb1), all’avversario più debole si toglieva un pedone perché questi era ritenuto leggermente un po’ più forte di un ‘giocatore da pezzo’ (intero); più frequentemente si concedevano una o anche due mosse di vantaggio, ben più difficilmente tre…

[Targa stradale all’altezza del civico 510 di Via del Corso a Roma (foto Roberto C.)]

Prima di scriverne un po’ di più, vediamo Carlsen nella partita contro Jones a WaZ 2018…

E’ giunta l’ora di un Mondiale “over 40”

(Riccardo M., con il supporto di Uberto D. per i grafici)
Ho sotto gli occhi la Classifica Elo internazionale di Luglio 2018. Ben 8 dei primi 10 giocatori al mondo hanno 30 anni (Nakamura) o meno di 30. Fanno eccezione Mamedyarov (33) e Kramnik (43). Altra considerazione: ai giorni nostri se a 20 anni non si è Grandi Maestri si può dire che è già tardi per ambire ai massimi livelli mondiali.

[Foto di Ivan77]
Un tempo non era così.

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