Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scacco matto e fortunato

(Riccardo Moneta)
Ahi, ahi! No, non ho nessuna intenzione di inerpicarmi per un percorso di salita arduo e azzardato come quello della “fortuna negli scacchi”, dove qualunque affermazione non verrebbe mai del tutto condivisa. Consapevole che ognuno di noi ha visioni differenti in materia e anche probabilmente episodi differenti, curiosi e interessanti, da raccontare, qui prendo il tema più sul lato scherzo/curiosità, quindi molto alla larga.

[Il quadro di apertura è “I bari” di Caravaggio (1594)]

Del resto, visto che a giocare si è sempre in due, fortuna e sfortuna dovrebbero alla fine bilanciarsi, nel senso che a fronte di un 50% di giocatori accarezzati dalla fortuna dovrebbe esserci un 50% più toccato dalla sfortuna, a fronte quindi di un 50% di partite fortunate, un altro 50% di partite sfortunate. Nell’arco dello stesso torneo, poi, ciò è inevitabile che sia.

E invece pare non sia così nella percezione comune. Un paio di miei sondaggi (in verità lontanissimi nel tempo), uno condotto ad Imperia e l’altro a Latina, portarono a questo risultato complessivo: su 100 intervistati, 65 si dichiararono più sfortunati che fortunati, 30 non si ponevano il problema, 5 più fortunati che sfortunati. Se fosse davvero così, converrebbe star lontani dagli scacchi.

E invece no. Gli scacchi portano sempre fortuna, soprattutto a portare fortuna è lo Scacco Matto. La dimostrazione? Due ragazzi di Amaseno (Frosinone) vinsero ad aprile del 2017 ben 10.000 euro con un biglietto “gratta e vinci” acquistato presso il Bar “Scacco Matto” di Amaseno. Un caso? Ma no! Il 4 di ottobre dello stesso anno un altro cliente ha concesso il bis nello stesso bar: altri 10.000 euro! La Dea Fortuna evidentemente aiuta spesso chi gioca con lo Scacco Matto. Tanto è vero che agli inizi degli anni ’40 su riviste e giornali italiani apparve la pubblicità (allora si diceva “rèclame”) della lotteria di Merano con la scritta “Scaccomatto alla fortuna!”. Nella vignetta era raffigurata una parte della scacchiera sulla quale si vedeva una mano sconosciuta impugnare un Cavallo che dava Scacco matto ad una figura con gli occhi bendati e una cornucopia a tracolla, simboleggiante appunto la Dea Fortuna. Oggi quella vignetta è introvabile: chi l’ha ancora, se la tiene, forse … porta fortuna.

Ora non dovete certo pensare che io citi/sponsorizzi la bellissima Merano o il Bar “Scacco Matto” di Amaseno perché ho amici o interessi in qualche albergo di Merano o al Bar di Amaseno! La fortuna è invece qualcosa che gira, sappiamo dove si è fermata ieri ma non dove si fermerà domani. E quando a Merano o ad Amaseno non si vince o addirittura si perde per aver troppo osato? Beh, allora è colpa vostra, in quanto di certo avrete avuto un abbaglio che vi ha condotto ad inseguire una Falsa Fortuna… perché, come scriveva intorno al 1370 il Poeta Geoffrey Chaucer in “The Book of Duchess”:

Fortune the false hath played a game
Of chess with me, alas! the while!
Thath traitress false and full of guile”.

Mi chiedete ora un esempio di partita fortunata/sfortunata? Beh, forse quest’altro mio vecchio articolo può aiutare:

“Lei ha avuto una gran fortuna! …”

La Buona Fortuna dovrete saperla riconoscere e saperla trovare senza bisogno di ricorrere a ferri di cavallo e zampe di coniglio, o spargervi di sale la spalla sinistra, o bruciare incenso e salvia, o accendere due candele bianche ed una arancione, o infilarvi nelle tasche della tormalina nera o del quarzo rosa.

Una saggia donna mi disse un tempo: “per avere fortuna, vivi in una casa ordinata e fai ogni giorno una buona mossa” (dove per “mossa” leggasi ovviamente “azione”). La Fortuna, insomma, è una cosa seria!

Se poi non vi fidate abbastanza delle sagge donne, date almeno retta a Josè Raul Capablanca, il quale ci ricordava che “il bravo giocatore è sempre fortunato” oppure a Xavier Tartakower: “in un torneo il giocatore migliore arriva secondo, il più fortunato arriva primo”.

Caspita! Ma allora io, caro Tartakower, io che non sono mai arrivato più su del terzo posto nonostante le mie bozze di goffi tentativi alla Caravaggio, come mi debbo ritenere? Poco capace oppure poco fortunato? Lo so, lo so …. la risposta è abbastanza scontata. Ma avete ragione. Posso infatti confermarvelo e concludere confessandovi che oggi, 15 maggio 2026, è il giorno del mio 75° compleanno: no, fin qui non sono stato poco fortunato!

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