Ride bene chi ride ultimo

(MF Folco Ferretti)
Qualche anno fa, per un altro sito scacchistico, avevo scritto due paginette in cui esponevo la mia passione per le coincidenze, in generale, e per quelle scacchistiche, in particolare. In particolare, avevo messo in luce una serie di straordinarie e del tutto casuali analogie fra una mia modesta partita e una giocata da due illustri GM, di cui uno faceva Magnus come nome di battesimo…

[L’immagine di apertura è un fotogramma di “Geri’s Game“, Pixar (1997)]
Stavolta mi è capitato fra le mani qualcosa di ancor più succulento.

Amarcord: Coppa Italia 1952-53

(Rodolfo Pozzi)
Un “Amarcord” dell’amico Fiorentino Palmiotto su “L’Italia Scacchistica” [1] mi ha dato l’idea di rispolverare le mie note sull’agonismo della gioventù, e ne è uscito un articolo che Adolivio Capece mi ha pubblicato [2], e che ho riadattato nel 2013 e per questo blog.

[Nella foto di apertura, Rodolfo Pozzi nel suo primo incontro a squadre (Como-Chiasso, 6.6.1952)]

Ventiduenne, ero entrato da meno di un anno nello scacchismo ufficiale…

Chi la dura la vince?

(MF Folco Ferretti)
L’antica saggezza popolare riassunta nei detti proverbiali è a volte irritante quando coglie nel segno, soprattutto per chi ne è vittima, il quale spesso e volentieri si sfoga parlando di banalità, luoghi comuni, qualunquismo ecc. Ma niente paura! Per la legge dei grandi numeri, prima o poi si troverà sempre un contro-esempio in grado di smentire i vecchi adagi, e può finalmente scatenarsi la vendetta di chi per tanto tempo ha subito senza reagire…

[In apertura, dettaglio dei “Proverbi fiamminghi” di Pieter Bruegel il Vecchio – “Riuscire a legare il diavolo con un cuscino”, equivalente al nostro “Chi la dura la vince”]

Cosa c’entra tutto ciò con gli scacchi?

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