Alberto Foguelman, Maestro e compositore di studi

(Daniel Perone)
Fin dagli anni giovanili ho sempre gradito risolvere studi, dando la preferenza a quel tipo di posizioni più vicini al gioco pratico. L’attrattiva degli studi sta nelle idee brillanti e sorprendenti. Di tanto in tanto, in periodi diversi, ho provato a comporre studi, senza che questo fosse, in partenza, il mio scopo finale. Penso che l’interesse per la composizione studistica sviluppi nel giocatore la sua abilità analitica e la sua forza. È falsa la convinzione di molti che ciò comporti un allontanamento del gioco vivo.” (Vassily Smyslov).
Il Bianco muove e patta (Studio di Foguelman, 1999)

[R] The chess player and the boy next door

R I S T A M P A

Some stories are timeless. In this short writing, a cameo, Sabine brings us in a time and a place devastated by the second World War, where anyway two very different people bring some light and hope thanks to their passion for chess.
This is our first bilingual post. Thank you, Sabine


Alcune storie sono senza tempo. In questo breve ritratto, una sorta di cameo, Sabine ci descrive un mondo devastato dalla seconda Guerra mondiale, dove comunque brilla la storia tra due persone molto diverse tra loro, accomunate dalla passione per gli scacchi.
Questo è il nostro primo post in due lingue. Grazie Sabine.

Lo scacchista e il ragazzo della porta accanto

Il Maestro Werner Kunerth

(Riccardo M.)
Ci eravamo attardati, quella sera di fine ottobre del 1980, nel magico salone del Casinò di Arco di Trento, tradizionale teatro di gioco, fin quasi, ultimi, ad esserne cacciati via. Per tal motivo fummo anche gli ultimi a prender posto a tavola, per la cena, nella accogliente e calda saletta della nostra piccola pensione. Abitudine, questa di essere ultimi, alla quale noi “ragazzi del Sud” abbiamo sempre avuto difficoltà a derogare.

[Foto dall’archivio dei circoli di scacchi di Francoforte sul Meno]

Maestro Kunerth, com’è andata la partita?

Tripoli 1976, l’anno delle due Olimpiadi

(di Bruno Manzardo)
Bruno Manzardo, per molti anni consigliere e Vice-presidente della Federazione, oggi è uno di coloro che stanno contribuendo alla realizzazione del libro sui 100 anni della FSI. Sul libro si parlerà anche del 1976 e della spedizione olimpica italiana in Libia, ma qui Manzardo ha voluto regalare al Blog, su quell’avventura, qualche nota di colore in più. Volentieri pubblichiamo. (La Redazione)
Haifa 1976. 48 nazioni parteciparono alle Olimpiadi ufficiali ad Haifa, in Israele…

Era tempo di scacchi per Villa Pamphilj

(Riccardo M.)
Roma, Villa Doria Pamphilj. Questo gioiello seicentesco, sito nei pressi del Gianicolo, ha avuto ed ha, in realtà, ben poco a che vedere con il nostro gioco. Ma non ai miei occhi, perché fu proprio nei suoi giardini che per la prima volta partecipai ad una gara di scacchi. Eravamo nel 1973, se non ricordo male. L’eco della grande sfida tra Fischer e Spassky aveva risvegliato un discreto interesse nella città. All’Università mi parlarono di un torneo domenicale, nella Villa Pamphilj, all’aperto e aperto a tutti. Decisi, per curiosità, di prendervi parte. E poi era una buona occasione per visitare la Villa, da pochi mesi in larga parte accessibile al pubblico.

(nella foto di apertura, Villa Algardi con il giardino segreto)

Una visita guidata in Villa

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