Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Ricordo di un amico: Robert Hubner

(Adolivio Capece)
Uffi, ancora una triste notizia. Il 5 gennaio scorso ci ha lasciati Robert Hubner: era nato a Colonia il 6 novembre 1948 e a Colonia è spirato dopo un paio di anni di malattia.
Lo avevo conosciuto quando eravamo due ragazzi. Lui era già un promettente giocatore e infatti in poco tempo avrebbe scalato le vette non solo tedesche ma internazionali; ma non era soltanto scacchista: divenne infatti uno dei maggiori esperti di papirologia, noto per saper leggere anche i geroglifici. Per questa sua attività lavorativa non è mai stato considerato pienamente professionista, pur avendo combattuto anche per le qualificazioni al Mondiale.
Lo ricorderò sempre con grande stima e affetto.

Conseguii la Maturità nel luglio 1965. Avevo da poco finito gli esami, stavo ancora riprendendo fiato (all’epoca si portavano tutte le materie e per di più degli ultimi tre anni; feci perfino l’esame orale di Ginnastica…!) quando – erano i primi di agosto – mi arrivò la telefonata dalla Federazione: “Vuoi andare al Mondiale Under 20? Devi partire tra due giorni”.

E così, senza la minima preparazione, partii per Barcellona, in Spagna.
Nonostante tutto non fu un torneo negativo, in fondo molti dei partecipanti erano già giocatori affermati per esempio Tukmakov, Keene, Farago, Kuraijka.

Lo yugoslavo Bojan Kurajica, premiato per la vittoria nel torneo

E c’era Robert Hubner. Uno dei più giovani in gara, serio, distinto, già in evidenza per i suoi risultati. Ma anche futuro importante papirologo e già allora parlava con entusiasmo di questi suoi studi.

Barcellona 1965, la sala di gioco

Piccolo aneddoto curioso: tra i giocatori c’era il finlandese Hannu Broman, che si presentò disperato perché parlava solo finlandese e rischiava quasi di non sopravvivere; ci trovammo in una decina la mattina del sorteggio dei turni e ciascuno provò a parlargli nella sua lingua; a un certo punto, più per ridere che per reale convinzione, io tirai fuori un ‘loquerisne latine?” e lui si illuminò; in seguito scoprimmo che studiava lingue morte e quindi il latino.
Stavo già temendo di dover passare qualche settimana a parlare in latino, ma arrivò Hubner che si aggiunse al gruppo e si rivolse a Broman in finlandese (!), lingua che parlava abbastanza bene! Così Broman fu salvo, ma fui salvo anch’io che non fui più costretto a proseguire con il mio ‘latinorum’.

Barcellona 1965, Robert Hübner all’8° Campionato del Mondo Under 20

Il sorteggio mi mise nel girone di qualificazione proprio con Hubner e giocammo al primo turno (vedere immagine sotto il titolo).
Forse a causa dell’emozione di essere ad un Mondiale, forse per la presenza di un folto pubblico cui proprio non ero abituato (giocavamo in un grande salone, le nostre scacchiere erano poste tutte in fila leggermente sopraelevate e un cordone ci separava dal pubblico), forse per i fotografi che continuavano a riprendere, a fine apertura avrei potuto fare un sacrificio di pezzo correttissimo, ma pur avendo visto che per il pezzo avrei preso tre Pedoni non riuscii ad analizzare a fondo, ebbi paura (anche per il ‘nome’ dell’avversario), così giocai una mossa passiva e alla fine ovviamente persi.

Capece – Hubner
Siciliana B42
Barcellona (Spagna) agosto 1965, Mondiale Giovani Under 20

Barcellona 1965 – foto autografate di Robert Hubner e di Adolivio Capece dal libretto di presentazione dei giocatori
[NdA: “La correzione del cognome (Lapece!) avvenne solo successivamente, dopo aver visto quanto comunicato dalla FSI, ma la cosa più buffa è che all’inizio mi chiamavano tutti ‘Lucio Antonio’, più vicino alle usanze iberiche!”]

Ci siamo successivamente incrociati nel 1972, alle Olimpiadi di Skopje, ma alloggiavamo in sedi diverse e quindi non ci furono occasioni per salutarci; né era possibile mentre le partite erano in corso; per di più lui era la prima scacchiera della Germania (anzi vinse l’oro per il miglior punteggio individuale e tra l’altro battè Petrosjan, infliggendogli l’unica sconfitta in dieci Olimpiadi e 129 partite!).

Facciamo un altro salto nel tempo fino al 1980. Hubner giocava ad Abano Terme la Semifinale del Torneo dei Candidati (allora a eliminazione diretta).
Decisi di fare una visita alla sede di gioco anche per salutarlo e vedere se si ricordava di me.
Quando finì la partita potei finalmente parlargli e chiedere se si ricordava di me: rimasi orgogliosamente stupito quando disse … :
Ma certo che mi ricordo! Barcellona 1965. Abbiamo giocato al primo turno. Anzi ti devo dire che ho poi analizzato approfonditamente la partita: dopo 10 mosse ho commesso un errore (la spinta in b5) ma tu non ne hai approfittato; se avessi dato il pezzo sul Pedone ti saresti ritrovato in posizione vinta!”
Beh, lasciatemi dire che fu una cosa che mi fece molto piacere!

Dopo Abano Terme, anche la finale del Torneo dei Candidati fu giocata in Italia: a Merano (dove poi sarebbe stato giocato il Mondiale) dal 20 dicembre 1980 all’8 gennaio 1981. Ebbe una conclusione imprevista: Hubner si ritirò dopo 8 partite ultimate e due sospese (e non riprese) contro le 16 previste dal regolamento; la FIDE omologò il risultato come 4.5 a 3.5 per Kortschnoj. Hubner motivò il ritiro con l’impossibilità di sostenere la troppa tensione nervosa.

Ancora Torneo dei Candidati, 20 aprile 1983, Velden. Primo turno (quarti di finale). Dopo 14 partite parità tra Vassilij Smyslov, 62 anni, e il tedesco Robert Hubner, alla vigilia nettamente favorito: le dieci partite regolamentari erano finite in parità con una vittoria per parte (Smyslov vinse la quarta, Hubner la nona); pari anche le successive quattro partite di spareggio.
Era stato deciso che in caso di parità dopo le 14 partite si sarebbe ricorsi al sorteggio e dato che si giocava nel Casinò ci si affidò alla roulette. Rosso per Smyslov, nero per Hubner.
Al primo lancio del croupier la pallina si fermò pigramente sullo ZERO! Fu quindi necessario effettuare un secondo lancio e questa volta la pallina si fermò sul 3 ROSSO, e così Smyslov passò il turno qualificandosi per la semifinale.

Dopo Abano, un’altra mia occasione di incontro con lui poteva essere il World Master del giugno 1982 a Torino.
Avevo programmato la visita in occasione del girone di ritorno, ma purtroppo alla fine del girone di andata Hubner si ritirò e tornò a casa e così l’incontro sfumò.

Hubner – Adorjan
Bad Lauterberg 1980
Torneo dei Candidati, quarti di finale, 3ª partita del match

Mi sembra di aver visto Robert l’ultima volta a Laveno (Varese) nel 2003 per la finale del campionato Italiano a squadre.
Robert Hubner in quegli anni (dal 2001 al 2004 e poi 2007, in seguito si è praticamente ritirato dall’attività agonistica) giocava per il Vimar Marostica; nel 2003 diede un apporto determinante alla vittoria battendo prima Laketic (ingaggiato da Potenza) e poi il GM Luther, giunto appositamente per rinforzare Palermo nella sfida finale decisiva.

Credo di poter – a distanza di un po’ più di vent’anni – ricordare un episodio che caratterizzò la semifinale, proprio l’incontro tra Hubner e Laketic.
Ci fu un problema quando l’orologio di Hubner segnalò ‘tempo scaduto’ e si fermò, ma in realtà dal formulario risultava che erano state giocate 42 mosse, come del resto fu confermato dalla ricostruzione della partita.
Probabilmente Hubner si era ‘dimenticato’ di premere il pulsante dell’orologio e quindi il segna-mosse incorporato non era scattato.
Risolta la questione (anche Laketic non ebbe da ridire) nacque il problema di rimettere in funzione l’orologio …
Gli Arbitri si dimostrarono impreparati e trafficarono inutilmente per un po’ di minuti: Hubner, che mi aveva visto, allora mi lanciò uno sguardo che posso definire ‘implorante’ affinché intervenissi.
Pur essendo anch’io arbitro non avevo alcuna veste ufficiale, ma – fortunatamente senza che nessuno se ne accorgesse – trovai il modo per sistemare l’orologio nel modo corretto e far sì che venisse messo in mano agli arbitri del match che lo posero sulla scacchiera con aria trionfante quasi lo avessero messo a posto loro…
In questo modo la partita – alla fine rivelatasi decisiva per il passaggio alla finale del Vimar – proseguì regolarmente.
Fui ricompensato da un sorriso di intesa di Hubner.

Addio amico Robert, riposa in pace.

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