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Semplificare significa solo cambiare i pezzi?

Eduardo Iturrizaga Bonelli

(GM Herminio Herraiz Hidalgo)
In questo post voglio affrontare un tema a mio avviso molto interessante, quello della “semplificazione“. È un concetto molte volte mal interpretato e vale la pena di discuterne alcuni aspetti. Partiamo da una posizione di mediogioco avanzato e analizziamo quale potrebbe essere il modo migliore di proseguire per il Bianco.

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Il Bianco ha un pedone di vantaggio, però deve stare molto attento al possibile controgioco del Nero. Sto parlando di due aspetti concreti:

  1. La debolezza dei pedoni f3, e3 e h3
  2. La possibile vulnerabilità del Re bianco in caso di ingresso della seconda Torre in seconda traversa o di spinta in b4

Il Bianco deve quindi valutare le diverse opzioni che ha a disposizione:

  1. Td8+ (per cambiare più pezzi possibile)
  2. Dxb5 (catturando il pedone e cercando il cambio delle Donne)
  3. Df5 (mettendo in comunicazione le Torri e attaccando la Torre in c8)
  4. Rxb5 (guadagnando il pedone e attaccando la Donna nera)

Quale dovremmo scegliere?

È qui che entra in gioco il concetto di semplificazione, e di come dovremmo realmente intenderlo.
In molte occasioni il concetto di semplificazione viene inteso (erroneamente) come la necessità di cambiare pezzi quando si è in vantaggio di materiale. In realtà dovremmo applicare l’idea di semplificazione in modo diverso:

Semplificare = Rendere le cose più semplici, ovvero facili

Cambiare i pezzi non è necessariamente la soluzione migliore (anche se in molti casi può essere l’opzione migliore). Torniamo alla posizione del diagramma, tratta dalla partita tra i GM Eduardo Iturrizaga Bonelli e Tiberiu-Marian Georgescu (Karpos Open, Skopje 2014): quale mossa giochereste?


Cominciamo con la prima opzione, 1. Td8+. Se il Bianco intendesse “semplificazione” come cambio di pezzi, questa sarebbe sicuramente la mossa da scegliere. Vediamo come si potrebbe svolgere il gioco:

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Passiamo alla seconda possibilità 1. Dxb5, con la quale il Bianco cerca nuovamente di cambiare pezzi e cattura anche un pedone.

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Diamo un’occhiata alla terza opzione, 1. Df5.

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Sulla base di queste considerazioni, Iturrizaga Bonelli optò per la mossa 1. Txb5!, catturando il pedone e rinforzando la difesa del punto “b2”, senza cercare (per il momento) di cambiare pezzi.

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Una mossa precisa, che dà al Bianco un vantaggio più definito. Esploriamo ora una prima possibilità per il Nero, non giocata in partita.

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A questo punto il Bianco può consolidare il vantaggio in due modi, entrambi precisi e istruttivi.


3. Df5!

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3. Ka2!

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Continuiamo con le mosse della partita.

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La regina si attiva, ma permette l’ingresso in settima: perché? Perché all’ingresso delle Torri nere in settima seguirebbero solo dei cambi:

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Il Nero evitò di entrare in questo finale e preferì

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Una dimostrazione pratica che la semplificazione non sempre si ottiene con il cambio dei pezzi.


La partita di cui abbiamo seguito la parte finale è un’ottima dimostrazione tecnica da parte di Iturrizaga Bonelli, che mostra come  il concetto di semplificazione si possa declinare in due diversi modi:

  1. Cambiare i pezzi, quando il finale che si ottiene è semplice, facile (e non diamo controgioco all’avversario)
  2. Non cambiare i pezzi, se il finale risultante non è semplice, facile

Spero che il post vi sia piaciuto e, soprattutto, abbia fatto un po’ più di chiarezza su questo interessante concetto, così importante nei momenti chiave della partita. Ricordate:

Semplificare = Rendere le cose più semplici, ovvero facili


(Nota di Uberto Delprato)
Questo post è basato sul thread pubblicato da Herminio Herraiz Hidalgo sul suo canale X/Twitter. La traduzione è fedele all’originale ed ho solamente inserito qualche spiegazione ed adattamento linguistico, oltre a strutturare la sequenza di post in forma di articolo unico. Ringrazio Herminio per l’eccellente contenuto e per averlo condiviso.


Herminio Herraiz Hidalgo è un Grande Maestro spagnolo. Nato a Las Pedroñeras (Spagna) nel 1978, è diventato Grande Maestro nel 2008. E’ co-autore del libro “Il metodo Zugzwang” (due volumi) e collabora con la scuola di scacchi online “The Zugzwang Member“.

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