(Riccardo Moneta)
“Sono Alekhine, il campione del mondo, è questo è Chess, il mio gatto”, così il funzionario di Budapest si sentì dire da un Alekhine che aveva dimenticato a casa i documenti. Fu fatto passare lo stesso, e con lui Chess.
I gatti vedono anche al buio. E Aleksandr Alekhine (1892-1946, campione del mondo fra il 1927 e il 1935 e dal 1937 fino alla morte) non si staccava mai dal suo amatissimo gatto siamese, forse perché da lui aveva appreso i segreti per muovere i pezzi alla cieca e squarciare quelle tenebre che per altri umani erano invalicabili.
Chess un giorno sparì all’improvviso a Varsavia nel corso delle Olimpiadi del 1935, ma la polizia polacca fu in gamba e lo ritrovò in tempo per consentire ad Alekhine di giocare e di vincere. Merito anche di Chess se nelle oltre 400 simultanee alla cieca giocate il russo parve quasi imbattibile. Ecco un esempio.
Aleksandr Alekhine – Rudolf Mikulka
Olomouc 1925
Nel 1924, 1925 e 1933 Aleksandr Alekhine superò per tre volte il record mondiale in simultanee alla cieca. Sulla sua tomba a Parigi c’è giustamente la piccola scultura di un gatto.
P.S.: Chi volesse adottare la stupenda gatta dell’ultima foto (Dea) insieme alla sua inseparabile compagna Lea, può contattare l’autore del presente articolo.
