(Uberto Delprato)
Devo ammettere che non sempre riesco a capire bene le partite di Caruana. Sarà per una innata capacità di Fabiano di mantenere le partite “vive” anche quando sembrano in parità, sarà per la sua capacità di aggiustare in corsa i piani di gioco in funzione delle scelte dell’avversario, ma dopo aver guardato una sua partita spesso rimango con il dubbio di non aver colto davvero i suoi pìani di gioco. La sua ultima partita del Campionato USA 2024, che lo ha visto laurearsi campione statunitense per la quarta volta, mi è sembrata invece più chiara: una lunga attesa dello spiraglio giusto e poi un’ottima applicazione dei concetti del “restraint“.
Secondo i principi storici del gioco posizionale, bisogna “prima limitare, poi bloccare e infine distruggere” (“Mein System“, Aaron Nimzowitsch, 1925). Questo piano in tre fasi si applica molto bene alle strutture pedonali e ci sono molti esempi di successo nella pratica scacchistica, in particolare con le strutture con i pedoni doppiati, il pedone isolato o i pedoni sospesi che sono un ottimo esempio dal punto di vista didattico.
Il concetto di “restraint” (o limitazione della mobilità) si applica però molto bene anche ai pezzi, in particolare quelli leggeri. Senza arrivare alle conseguenze estreme con la “dominazione” di un pezzo, è possibile adottare la strategia di “giocare contro un pezzo”, nel senso di scegliere mosse e micro-piani con in mente l’obiettivo di far giocare poco e male un pezzo avversario. Un esempio è giocare per far diventare “cattivo” un alfiere avversario o costruire una microstruttura pedonale che limiti fortemente le possibilità di un Cavallo avversario. Con Torre e Donna il ragionamento è ovviamente più complicato e raro, anche se non inapplicabile.
Bene, vediamo assieme come Caruana è riuscito ad applicare questi concetti nella partita contro Sam Shankland all’11° e ultimo turno del Campionato USA. Come Antonio ci ha raccontato nel suo post di commento al torneo, Fabiano era in testa al torneo, ma per assicurarsi la vittoria finale avrebbe dovuto battere Shankland. Alla prova dei fatti avrebbe vinto indipendentemente dal risultato, visto che il suo diretto inseguitore Awonder Liang ha perso, ma di certo non si può impostare la partita scommettendo su un risultato degli avversari.
Veramente una bella vittoria, a suggello di un ottimo torneo e di uno stato di forma eccellente, come dimostrato anche dal fatto che, anche grazie a questa vittoria, Caruana è tornato sopra i 2800 punti Elo e al secondo posto nella classifica Elo, a soli 26 punti da Carlsen, ed è riuscito a contenere, almeno nella classifica ufficiale di novembre, l’assalto di Erigaisi.
