(del GM Sergio Mariotti)
I grandi del passato ci hanno sempre insegnato che non è possibile gestire una partita di scacchi senza un piano.
Di solito gli scacchisti tracciano in apertura un piano di gioco orientativo, che viene poi precisamente dettagliato e a volte modificato durante il gioco, e la stabilità del piano adottato è dovuta a diversi fattori, fra cui la verifica nella pratica, soprattutto tenendo conto delle risposte dell’avversario.
Al momento di definire il piano di gioco in apertura è però pressoché impossibile prevedere l’evoluzione della partita, anche se a grandi linee, e quindi conta molto l’esperienza che ci si è fatta nelle partite precedenti, esperienza che permette eventualmente di superare le difficoltà in cui ci si imbatte e raggiungere il proprio obiettivo.
A tal fine ho scelto oggi una partita di esempio dove il piano del bianco è ben preciso ed è, secondo me, uno dei migliori applicabili a tale apertura.
Golovko – Mitin
Campionato a squadre dell’Armenia, 1968
Vorrei precisare infine che io sono stato un buon specialista di questa apertura con il nero e ci ho ottenuto molte importanti vittorie, però contro questo sistema di gioco che applica il bianco nella partita sopra commentata, non sono mai riuscito a vincere, il che significa che è un piano più che ottimo e che è consigliabile adottarlo contro il sistema olandese stonewall del nero.
La partita ed alcuni commenti sono stati presi dalla collana “Piccola biblioteca degli scacchi” della casa editrice Caissa Ltd.
Un caro saluto a tutti.
