Site icon Uno Scacchista

Lukasz Nowak: la forza e il coraggio di vivere e vincere

(Riccardo Moneta)
Lukasz Nowak è un maestro internazionale polacco. Mentre inizio a scrivere queste righe è il n. 4270 delle classifiche mondiali FIDE. Ma è stato assai più in alto pochi anni fa. Il suo punteggio Elo migliore lo troviamo nel 2023, quando toccò i 2408 punti. Talvolta a noi, abituati a leggere di ben altro e a inseguire effimeri esempi e obiettivi, potrebbero non sembrare nulla 2408 punti, e invece Lukasz è un vero campione, un eccezionale ed esemplare campione di coraggio e volontà.

Ho scoperto la sua storia grazie a un post di David Llada su Twitter; Llada riprendeva un post di un altro giocatore polacco, Filip Zielinski, che così descrive Lukasz Nowak in un suo recente articolo su @przeglad: “il MI Łukasz Nowak è un gigante. Doveva vivere appena due anni, e invece 26 anni dopo gioca ai campionati europei di scacchi con avversari pienamente abili. La sua malattia è irreversibile: atrofia muscolare spinale, e poi ha avuto due ictus. ‘La malattia progredisce’, spiega la mamma dello scacchista”.

Si tratta della SMA, una grave malattia neuromuscolare genetica che provoca la progressiva perdita della massa muscolare e limita sempre di più i movimenti.

E così continua la mamma, Malgorzata: “Quando Łukasz nacque, nel 1997, i medici furono spietati. Dopo la diagnosi di atrofia muscolare spinale, ci fu detto che sarebbe vissuto solo due anni… Per Łukasz gli scacchi sono molto più di un semplice gioco, sono una forma di terapia, una passione che lo tiene in vita. E lui ha sorpreso il mondo… Le condizioni di Łukasz sono peggiorate negli ultimi anni a causa della progressione del male e degli ictus. Ne ha avuti due in tre anni e gli hanno fatto perdere la capacità di parlare, il suo cervello non è più in grado di tradurre i pensieri in parole. Nonostante ciò, i medici affermano che, esercitando la mente con gli scacchi, si riprende più velocemente dagli ictus. A volte rimane stabile per parecchio tempo, e poi ha un improvviso peggioramento…”.

Quando nel 2023 Lukasz Nowak (che imparò il gioco dal nonno all’età di 7 anni) conquistò la definitiva norma di Maestro Internazionale, ebbe un’intervista da parte di Chess News, dove l’autore sottolineava come i movimenti lontano dalla scacchiera potevano essere giocoforza molto limitati, ma che i movimenti dei suoi pezzi sulla scacchiera erano superiori a quelli della maggior parte dei giocatori. Ne riporto qualche passo:

“Essere un giocatore di scacchi con la mia disabilità non è facile… perché non lo è anche la vita. Devo sempre viaggiare con qualcuno e trovare una sistemazione accessibile alle sedie a rotelle, il che di solito è costoso. Mio padre mi ha accompagnato nella maggior parte dei tornei, ma ultimamente non è più riuscito a conciliare lavoro e viaggi. Perciò devo assumere un assistente … Fortunatamente posso usare un portatile da solo, il che mi dà un minimo di autonomia. Durante una partita, dico le mosse, il mio assistente le esegue sulla scacchiera, preme il pulsante dell’orologio e le trascrive.

Dopo aver ottenuto la prima norma di Maestro Internazionale nel 2016, ci sono voluti altri cinque anni per conquistare la seconda e fortunatamente sono bastati solo altri due anni per ottenere l’ultima norma. L’essere stato allenato dalla leggenda polacca GM Bartosz Socko negli ultimi cinque anni ha dato i suoi frutti… e conseguire il titolo di Maestro Internazionale è stato un meraviglioso sogno per me…”

Restiamo con lui”, dice la mamma, “la malattia avanza, ma noi la combattiamo. E vorrei che tutti noi fossimo forti mentalmente come Łukasz”.

Lukasz Nowak spiegava a Chess News come cercasse di voler essere trattato da tutti come una persona qualsiasi e assicurava che la comunità scacchistica lo ha sempre aiutato in ogni maniera a sentirsi tale.

In questi giorni di aprile 2026 Lukasz ha partecipato ai Campionati europei individuali di Katowice, cui hanno preso parte una cinquantina di fortissimi grandi maestri: ha concluso ieri con 4,5 punti su 11 partite (3 vittorie e 3 patte), incredibilmente bravissimo come sempre nonostante l’avanzare del male. Il suo fedele assistente è da parecchi anni Marcin Pawłowicz-Pawłowski, un soldato dell’esercito polacco. Lukasz non può più trasferirsi fisicamente per i vari tornei; pertanto gli è stata data l’opportunità di trasmettere le mosse dalla sua casa vicino Varsavia, accompagnato dall’arbitro, tramite uno speciale convertitore di movimento oculare.

Chiudo queste brevi righe dedicando a un vero campione come Lukasz alcune bellissime parole scritte (in questi giorni e per un’altra occasione) da una sconosciuta blogger giapponese: “Prego affinché possano continuare per te i giorni in cui sentire di esser nati è comunque una felicità”.

Exit mobile version