(Topatsius)
Diceva Thomas Edison che la somma di tutti gli errori della nostra vita si chiama esperienza. L’esperienza negli scacchi è fondamentale. Ma non ditelo a chi ha appena commesso un errore madornale: non lo ammetterebbe mai. Eppure è proprio e soltanto l’errore dell’avversario ciò in cui contiamo quando una partita volge al brutto.
E gli errori possono arrivare da parte di chiunque, in qualunque momento. Li hanno commessi, e di indimenticabili, anche tanti campioni. Manca forse ancora quello di Magnus Carlsen, per la nostra bacheca, ma prima o poi arriverà anche il suo, non dubitate.
Per intanto gustiamoci questa nefandezza commessa nel secolo scorso da un tipo dal quale non ce la saremmo mai aspettata: il campione sovietico e mondiale Vassily Smyslov.
Il giocatore svedese Erik Lundin (1904-1988), noto per aver dato il suo nome ad una variante della Difesa di Merano, probabilmente stava per abbandonare nella seguente posizione e non dovette credere ai suoi occhi quando invece fu generosamente graziato dal futuro campione del mondo:
Lundin-Smyslov, Groningen 1946
Smyslov si accontentò invece della patta derivante dallo scacco perpetuo 1… Cf2+ 2.Rg1 Nh3+. Un particolare curioso è che in quella posizione era giunta anche, quarant’anni prima (Lodz 1906) e a colori invertiti, la partita Chigorin-Rubinstein, ma allora il russo seppe giocare il corretto e facilissimo seguito.
