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Un Alekhine stellare a Margate 1938

(Riccardo Moneta)
Quando vediamo stilare le classifiche dei migliori giocatori di tutti i tempi, sappiamo che queste dipendono più che altro dalle simpatie e dai gusti dei redattori delle stesse. Sappiamo altre cose. Ad esempio sappiamo che quando c’era Morphy (il migliore di sempre secondo Fischer) lui non aveva tanta concorrenza, come quella che negli ultimi decenni hanno avuto ad esempio prima Kasparov e poi Carlsen.

Se vediamo poi i risultati degli incontri valevoli per il Campionato del Mondo, balza agli occhi quello straordinario che ottenne nel 1937 ad Amsterdam Alexander Alekhine nel match di rivincita contro l’olandese Max Euwe. Dopo la sconfitta di misura del 1935 (14,5 a 15,5), Alekhine trovò la forza per uscire da quel momentaneo torpore, dove cadde anche per colpa dell’alcool, e nel 1937 dominò come raramente si era visto e sarebbe stato visto, stravincendo col risultato finale di 15,5 a 9,5.

La partita Alekhine-Böök a Margate 1938 (foto dal sito del circolo di scacchi di Helsinki)

Lo stato di grazia del russo proseguì nel 1938, quando in aprile vinse il torneo di Margate sfoderando una micidiale partita contro Book, la più bella del torneo e tra le più belle mai giocate da lui. Vediamola.

Alexander Alekhine – Eero Einar Böök
Margate (ING), 25.04.1938

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Böök (Helsinki 1910-1990) è apparso in questa partita quasi un misero allievo, eppure si trattò di un giocatore assai in gamba che nella sua carriera seppe battere gente del calibro di Euwe, Reshevsky, Najdorf e Keres. Di lui torneremo senz’altro a parlare.

A qualche lettore potrebbe interessare la classifica finale di Margate 1938, che vide la partecipazione anche della campionessa mondiale Vera Menchik e che fu questa:

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