(Riccardo Moneta)
Saranno pure bravini gli ultimi due campioni del mondo, il cinese e ora l’indiano, sì, certamente saranno bravi, ma le sensazioni e il piacere che trasmetteva il gioco di Mikhail Tal, pur non avendolo potuto purtroppo seguire in diretta su internet, erano uniche, particolari, universali.
Le sue combinazioni erano veri e propri fuochi d’artificio, tali da oscurare i celebrati fuochi del Palio dei Castelli di Castiglione Olona (Varese), la Luminaria di Locorotondo (Bari) o la Festa del Mare di Levanto (La Spezia) o tutti e tre messi assieme. Gli scacchi fanno certamente meno rumore dei fuochi, ma accidenti come brillano quando scendono in campo e in pista personaggi come Tal!
Scrive Sergio Mariotti: “Il mio idolo di giocatore è sempre stato il grande Mikhail Tal, un personaggio che ha sempre adottato uno stile di gioco audace e pieno di brillanti combinazioni, uno stile che faceva perdere ai suoi avversari la lucidità necessaria per fronteggiare quello che avveniva sulla scacchiera”. Parole sante.
E il nostro Antonio Monteleone così si esprime: “Tal … Il Re dell’attacco, il genio delle combinazioni, l’attaccante per antonomasia, il giocatore dagli occhi magnetici che quando ti si posavano addosso ti lasciavano quel senso d’inquietudine di un qualcosa che stava lì lì per accadere e che non sapevi come e quando sarebbe accaduto”.
E oggi cosa facciamo? Oggi vediamo in azione Tal nel 1987, un maturo Tal già oltre la cinquantina (e sono trascorsi ben 25 anni da quando perse il titolo mondiale) contro il malcapitato giovane islandese Johann Hjartarson. Siamo a Reykjavik.
Tal – Hjartarson
Reykjavik, 20.02.1987
Il Bianco ha appena giocato 19.b4, la posizione deriva da una partita spagnola. Qui poteva venire in considerazione per il Nero
Si poteva tentare anche l’escursione di Donna con
L’islandese invece sfodera un’interessante e coraggiosa …
