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Spareggi: come orientarsi fra tanti criteri?

(UnoScacchista)
Con questo post vorrei condividere qualche mio ragionamento sulle modalità di spareggio adottate e adottabili nei tornei e nei match di scacchi. Lo spunto, ovviamente, sono le conclusioni degli ultimi 3 mondiali del 2016: quello classico (vinto da Carlsen dopo lo spareggio rapid), quello rapid (vinto da Ivanchuk per spareggio tecnico su Grischuk e Carlsen) e quello blitz (vinto da Karjakin per spareggio tecnico su Carlsen).

Un modo per dividere chi arriva appaiato al termine di una competizione va trovato, questo è ovvio; non tanto per l’aspetto dei premi in denaro, quanto per l’assegnazione del titolo e, talvolta, dei privilegi che ne conseguono (come ad esempio la qualificazione a una manifestazione successiva). Una delle battute migliori che ho sentito dopo la conclusione in parità tra Carlsen e Karjakin del mondiale Blitz, è stata: “Visto che nel mondiale classico lo spareggio è stato effettuato con partite Rapid, lo spareggio del mondiale Rapid avrebbe dovuto essere organizzato con partite Blitz e lo spareggio del mondiale Blitz risolto con quattro partite a cadenza classica!“.

Assieme ad alcuni di voi ho già discusso alcuni aspetti dello spareggio per il mondiale classico in un post precedente: qui vorrei tentare un approccio più di principio, diciamo più analitico. Alcune premesse:

Come prima classificazione, dividerei le competizioni in tre grosse categorie: match, torneo all’italiana e torneo col sistema svizzero. Il motivo è semplice:

Mi viene naturale pensare che i criteri per rompere la parità (tie-break) debbano essere diversi, perché diverse sono le modalità con le quali si è creata la situazione.

Da Star Wars, un suggerimento interessante per designare il vincitore

Proviamo adesso a classificare i diversi criteri che sono stati negli anni proposti e applicati. Credo si possano suddividere in quattro categorie: quelli che si basano sui risultati precedenti al torneo, quelli che si basano sui risultati del torneo, quelli che prevedono partite aggiuntive, e quelli che si basano sul caso. Vediamoli un po’ più da vicino:

  1. una prima possibilità è assegnare la preferenza in funzione dei risultati ottenuti nei tornei precedenti il torneo in questione: il campione in carica mantiene il titolo, si calcola la media Elo degli avversari incontrati (con possibile eliminazione dei punteggi più bassi e/o più alti), si classifica meglio il giocatore con Elo più basso e via inventando;
  2. un altro criterio per separare gli ex-aequo è considerare un qualche aspetto legato al torneo appena concluso: il risultato del confronto diretto, il numero di partite giocate con il nero, il numero di vittorie, assegnare un punteggio alla vittoria maggiore del doppio del punteggio assegnato alla patta (esempio 3-1-0), dare un punteggio diverso alla patta col bianco da quella col nero (esempio 0.45-0.55), confrontare i risultati ottenuti dagli avversari (con possibile eliminazione dei punteggi più bassi e/o più alti), dare peso maggiore a seconda del turno in cui sono state ottenuti i punti, calcolare la performance Elo ottenuta dai giocatori e così via;
  3. viene anche molto naturale pensare di risolvere i pari merito con alcune partite in più; i vantaggi sono evidenti (i contendenti risolvono la parità sulla scacchiera), ma anche gli svantaggi: quante partite servono per rompere la parità? Come bilanciare bianchi e neri? Come fare se ci sono più di due giocatori a pari merito? Volendo aggiungere un’ulteriore variabile, è possibile considerare partite di spareggio a cadenze diverse da quella del torneo, in modo da sveltire la procedura, ma ciò non scioglierebbe la parità tramite un gioco diverso da quello con cui si è giocato il torneo?;
  4. infine, si possono inventare le modalità più fantasiose di sorteggio: ne ho dato alcuni esempi nel mio post sullo spareggio per il Campionato del Mondo di New York, ma sono sicuro che molti altri modi possono essere inventati, proposti e finanche accettati.

A questo punto potrei andare avanti con molti esempi pratici, con la descrizione delle molte modalità codificate dalla FIDE (Play-off, Scontri diretti, Partite con il Nero, Partite vinte, Media Elo degli avversari, Buchholz, Koya , Sonneborn-Berger) nelle declinazioni per tornei individuali o a squadre, ma ve lo risparmio. Oppure potrei citare le riflessioni fatte da Yasser Seirawan, che, in una serie di interventi su ChessBase.com, suggerisce un modo originale di decidere un match in caso di parità. O anche discutere la proposta di giocare le partite di spareggio (a cadenze rapide) per i match prima dell’inizio dell’incontro: un po’ come suggerire che i rigori debbano essere calciati prima dei novanta minuti regolamentari di una partita di calcio.

Mi fermo invece qui e do spazio alle vostre considerazioni su quale sia il principio più equo per sciogliere la parità in testa ai tornei o in un match. I dettagli applicativi (ad esempio come gestire i forfait o i giocatori senza Elo) potranno essere discussi in seguito, ma io ci voglio immaginare come organizzatori di un evento che devono decidere su quale base logica scegliere i criteri di spareggio da inserire tra le regole del nostro torneo.

I norvegesi sembrano avere chiaro il problema sin dal 1968
(foto della SAS, nell’aeroporto di Bodø)

Inizio con quello che penso io:

La materia è tendenzialmente noiosa, lo so, ma ha un suo fascino: in fin dei conti decidere come distinguere due risultati apparentemente equivalenti in maniera equa, indubbia, concordata e nota a priori fa parte delle regole fondamentali di una competizione.

So anche che ogni possibile metodo ha vantaggi e svantaggi non direttamente collegati a una correttezza concettuale: i match di spareggio a cadenze ridotte (fino all’obbrobrio delle partite “Armageddon”) ottengono ampi consensi per gli aspetti emozionali e per la loro immediatezza, mentre criteri più astratti sollevano sempre critiche:

Ma… che vi devo dire? La questione mi affascina al di là dei tecnicismi. Forse per gli aspetti più concettuali e filosofici che per quelli pratici. Volendo infatti riassumere la questione con una domanda, potrei chiedervi: uno spareggio va determinato sulla base del passato (1), del presente (2), estendendosi al futuro (3) o affidando la decisione al caso (4)?

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