(Riccardo M.)
Ci siamo lasciati nella prima puntata con un paio di indovinelli. Un plauso perciò a chi ha azzeccato (o trovato) entrambi i nomi.
(Samara, Russia, in una foto di Valerian Kadyshev)
Nella prima foto, col nero contro Predke, c’è “il vecchio” campione siberiano (classe 1949) Yuri Balashov, oro olimpico a Malta nel 1980.
La ragazza “nera” della seconda immagine è la WFM russa, Lubov Markelova, classe 1992, Elo 2155, proveniente da Kazan, l’affascinante capitale del Tatarstan (la foto di lei è tratta dal sito ufficiale dello stesso torneo, il Memorial Polugaevsky, di cui si è parlato nella prima parte dell’articolo).
Balashov non giocava il Memorial Polugaevsky. La Markelova sì. Ma non ha vinto (comunque si è ben difesa con 5 pts su 9). Alexandr Predke, che era tra i favoriti, neppure. E neanche il numero uno del seeding, il GM Andrey Stukopin (2587) da Rostov sul Don, appena quindicesimo.
Ha prevalso invece, e meritatamente, il meno attraente (rispetto alla Lubov non c’era partita …) Mikhail Demidov (M.I. moscovita, 24 anni, Elo 2534), imbattuto e con 7,5 punti su 9. A mezzo punto da lui sono giunti il kazako Utegaliyev (giocatore senza titolo FIDE!) e i due GM russi Sergei Yudin e Ivan Rozum.
Tanti i giovanissimi partecipanti, e questa penso sia stata la nota più lieta del torneo. Un dato è particolarmente significativo: l’età media dei primi 25 classificati non raggiunge i 24 anni, e solo tre dei citati 25 hanno più di 30 anni.
Da segnalare i 6,5 punti (5°-11°) del sedicenne (MF di Chot’kovo, Elo 2365) Boris Ofitserian. Il ricambio ad alto livello in Russia, almeno negli scacchi, è ancora una volta assicurato.
Il Memorial Polugaevsky si è giocato nel 2016 a Samara, grande città russa sull’omonimo fiume (foto di testa), luogo dove a lungo visse Tolstoj e che in verità i non più giovani come me ricordano con un altro nome, ovvero quello che aveva avuto nello scorso secolo fra il 1935 e il 1990: Kujbyshev.
Nell’ultima e decisiva partita Demidov con il nero ha dato una sonante lezione a Nikolay Konovalov, con il quale fino a quel momento condivideva il primato in classifica. E l’ha data, curiosamente, proprio sfruttando, alla rovescia, quel tema dell’alfiere sulla grande diagonale.
Siccome l’alfiere è importante pure in chiave difensiva, ecco che eliminare quello dell’avversario con un sacrificio di qualità e poi veder dominare su quella diagonale il nostro corrispondente alfiere può dare belle soddisfazioni, come qui l’ha avuta un molto sveglio e convincente Mikhail:
La posizione del Bianco è assai compromessa, ma qui egli agevola il compito del Nero con 20. f3?, cui segue 20. … Txg2! 21. Rxg2 Th2+ 22. Rf1 Cxf3 23. Cxf3 Axf3 (eccolo, il bazooka!) 24. Re1 Cxe3 25. Axe3 Axe3. E’ arrivato anche l’altro alfiere: 0-1, il matto è pressoché inevitabile. Potenza degli alfieri-bazooka!
Quasi banale, vero?
P.S.: i punteggi Elo riportati sono quelli aggiornati a febbraio 2017
