Quasi banale sulla grande diagonale (2)

(Riccardo M.)
Ci siamo lasciati nella prima puntata con un paio di indovinelli. Un plauso perciò a chi ha azzeccato (o trovato) entrambi i nomi.

(Samara, Russia, in una foto di Valerian Kadyshev)

Nella prima foto, col nero contro Predke, c’è “il vecchio” campione siberiano (classe 1949) Yuri Balashov, oro olimpico a Malta nel 1980.

La ragazza “nera” della seconda immagine è la WFM russa, Lubov Markelova, classe 1992, Elo 2155, proveniente da Kazan, l’affascinante capitale del Tatarstan (la foto di lei è tratta dal sito ufficiale dello stesso torneo, il Memorial Polugaevsky, di cui si è parlato nella prima parte dell’articolo).

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Lubov Markelova – Foto tratta dal sito del Memorial Polugaevsky 2016

Balashov non giocava il Memorial Polugaevsky. La Markelova sì. Ma non ha vinto (comunque si è ben difesa con 5 pts su 9). Alexandr Predke, che era tra i favoriti, neppure. E neanche il numero uno del seeding, il GM Andrey Stukopin (2587) da Rostov sul Don, appena quindicesimo.

Ha prevalso invece, e meritatamente, il meno attraente (rispetto alla Lubov non c’era partita …) Mikhail Demidov (M.I. moscovita, 24 anni, Elo 2534), imbattuto e con 7,5 punti su 9. A mezzo punto da lui sono giunti il kazako Utegaliyev (giocatore senza titolo FIDE!) e i due GM russi Sergei Yudin e Ivan Rozum.

Tanti i giovanissimi partecipanti, e questa penso sia stata la nota più lieta del torneo. Un dato è particolarmente significativo: l’età media dei primi 25 classificati non raggiunge i 24 anni, e solo tre dei citati 25 hanno più di 30 anni.

Da segnalare i 6,5 punti (5°-11°) del sedicenne (MF di Chot’kovo, Elo 2365) Boris Ofitserian. Il ricambio ad alto livello in Russia, almeno negli scacchi, è ancora una volta assicurato.

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Mikhail Demidov – Foto tratta dal sito del Memorial Polugaevsky 2016

Il Memorial Polugaevsky si è giocato nel 2016 a Samara, grande città russa sull’omonimo fiume (foto di testa), luogo dove a lungo visse Tolstoj e che in verità i non più giovani come me ricordano con un altro nome, ovvero quello che aveva avuto nello scorso secolo fra il 1935 e il 1990: Kujbyshev.

Nell’ultima e decisiva partita Demidov con il nero ha dato una sonante lezione a Nikolay Konovalov, con il quale fino a quel momento condivideva il primato in classifica. E l’ha data, curiosamente, proprio sfruttando, alla rovescia, quel tema dell’alfiere sulla grande diagonale.

Siccome l’alfiere è importante pure in chiave difensiva, ecco che eliminare quello dell’avversario con un sacrificio di qualità e poi veder dominare su quella diagonale il nostro corrispondente alfiere può dare belle soddisfazioni, come qui l’ha avuta un molto sveglio e convincente Mikhail:

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Konovalov-Demidov, Samara 2016

La posizione del Bianco è assai compromessa, ma qui egli agevola il compito del Nero con 20. f3?, cui segue 20. … Txg2! 21. Rxg2 Th2+ 22. Rf1 Cxf3 23. Cxf3 Axf3 (eccolo, il bazooka!) 24. Re1 Cxe3 25. Axe3 Axe3. E’ arrivato anche l’altro alfiere: 0-1, il matto è pressoché inevitabile. Potenza degli alfieri-bazooka!

Quasi banale, vero?

P.S.: i punteggi Elo riportati sono quelli aggiornati a febbraio 2017

One thought on “Quasi banale sulla grande diagonale (2)

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  1. A margine del precedente articolo ho parlato del mio amichetto d’infanzia che mi mangiava la Torre con l’alfiere in fianchetto, una volta aperta completamente la grande diagonale. Da allora sviluppai un grave trauma psichico tanto che fui costretto a ricorrere ad uno psichiatra. Dopo infinite sedute che mi sono costate un occhio della testa, il mio disturbo si è solo attenuato tanto che quando gioco con un avversario che adotta il fianchetto comincio a sudare freddo, a tremare e mi devo allontanare dal tavolo per andare in bagno a liberare lo stomaco. Talvolta escono grumi a forma d’alfiere.
    Devo proporre il tema a Dario Argento per un film horror che potrebbe avere come titolo “La Diagonale del terrore”

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