(Riccardo M.)
Riprendiamo oggi un curioso documento storico, emblematico di un particolare momento della vita del nostro Paese. Esso è tratto da una pagina della “Associazione Scacchistica Italiana” (A.S.I., già F.S.I. e poi di nuovo F.S.I.), pubblicata sul numero di febbraio 1928 de “L’ Italia Scacchistica” col titolo “Comunicazioni del C.O.N.I” e con sottotitoli: “Accordo con la Milizia” ed “Epurazione”, a firma del Presidente del CONI Lando Ferretti.
Leggiamoli insieme:
“Accordo con la Milizia”
L’accordo stipulato in questi giorni tra il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, rappresentata dal suo capo di Stato Maggiore (il valoroso generale Bazan competente e appassionato sostenitore dei vantaggi dell’educazione sportiva), è una nuova pietra aggiunta all’edificio dell’unità che, anche in questo campo, ha saputo erigere il Segretario Generale del P.N.F. Sua Eccellenza Augusto Turati.
Fissati, ormai, i reciproci rapporti col Dopolavoro, coi Gruppi Universitari e con la Milizia, le Società Sportive, che da anni con sacrificio e fede si dedicano all’elevazione fisica e morale della gioventù, possono continuare la loro opera, sicure di portare un modesto ma valido contributo alla grande opera ricostruttrice del Regime.
Specialmente l’ultimo patto, che porta nelle nostre file l’impeto di giovinezza delle Camicie Nere del Duce, rimane a documento dell’ormai raggiunta armonica fusione tra l’organizzazione tecnica dello sport e l’appassionata anima del Fascismo.
“Epurazione”
Richiamo l’attenzione di tutte le Federazioni sulle disposizioni impartite dal segretario generale del Partito circa l’epurazione dalle Società Sportive:
Da oggi in avanti dovranno essere radiati da tutte le Società Sportive (e perciò le Federazioni provvederanno a togliere loro cariche e titoli eventualmente posseduti) tutti coloro che saranno stati espulsi dal P.N.F. per indegnità, o che, comunque risultino di dubbia moralità.
Le Federazioni sono perciò autorizzate a riprendere in esame la posizione di quei pochi i quali per essere stati espulsi dal Partito per indisciplina, furono, in dipendenza di ciò, messi fuori anche dai ranghi sportivi.
F.to il Presidente Lando Ferretti
Rammento che Lando Ferretti fu presidente del CONI dal 1925 al 1928, che nel 1931 venne espulso dal P.N.F. e che poi fu senatore della Repubblica per tre legislature dal 1953 al 1968.
Chi volesse approfondire intorno a quei momenti storici e ai successivi, fino alla seconda guerra mondiale, può andare ad esempio a leggersi le parole del professore francese, storico dello Sport e in particolare del Calcio, Paul Dietschy (qui di seguito alcune), dall’incontro-dibattito “Sport, sportivi e giochi olimpici nella Europa in guerra” tenutosi presso il Liceo Candiani Bausch di Busto Arsizio il 15 febbraio del 2015.
Nel 1925 Lando Ferretti è nominato presidente del Coni; è un fascista, certo perbene – se esistono fascisti perbene – chiamato a dirigere questo ente per conto del regime ….. Nel 1926 viene istituita la “Opera nazionale balilla” e nel 1928 c’è la promulgazione della “Carta dello Sport”. Il Coni passa sotto il diretto controllo del partito – il segretario del partito nazionale fascista diventa di diritto il presidente del Coni – e i presidenti delle diverse federazioni sportive vengono nominati e non più eletti, perfino per la federazione degli scacchi ….. Ecco come il Ferretti definisce i giochi Olimpici del 1928: “Le Olimpiadi, rassegna quadriennale delle stirpi, sono di questa grandezza, cioè della patria”.
Insomma, un po’ come dire: “scacchi e moschetto”, o meglio, come più concretamente e meno spiritosamente scrive il Dietschy: “…. l’uso dello Sport come metodo di controllo ed esclusione”. Non ci sembra che sia un buon uso.
