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Scacchi in Armenia: una divertente cosa seria

(UnoScacchista)
E’ ben nota la passione degli armeni per gli scacchi. Passione che ha portato questa piccola nazione caucasica ad ottenere risultati eclatanti, specialmente a partire dalla vittoria nel campionato del mondo di Tigran Petrosian nel 1963, per continuare con l’ascesa di Levon Aronian e con le tre vittorie alle Olimpiadi (2006, 2008 e 2012). Ma l’aspetto più importante del movimento scacchistico è l’insegnamento degli scacchi a scuola, materia obbligatoria dal 2011.

Un breve filmato di NAS Daily ce ne parla in 1 minuto, durante il quale Nuseir Yassin (con la partecipazione di Levon Aronian) spiega bene il valore educativo degli scacchi: disciplina, pazienza, strategia e concentrazione.

Ecco la traduzione del video:

COME L’ARMENIA INSEGNA AI BAMBINI

Nuseir:
Tutti sanno che i bambini imparano molto rapidamente e qualunque cosa imparino la ricordano per tutta la vita.
Ecco perché qui, in Armenia, sono rimasto affascinato nel vedere che, oltre a matematica e scienze, i bambini studiano anche… gli scacchi.
Qui, ad ogni bambino vengono insegnati gli scacchi, in classi e scuole dedicate. Questo insegna loro a concentrarsi, competere e sviluppare le loro abilità cognitive, in modo da crescere e diventare Grandi Maestri, come questo tipo, con una mente molto sviluppata …

Levon:
E tutto a partire dal gioco degli scacchi!

Nuseir:
L’Armenia è una delle migliori nazioni scacchistiche al mondo, basta chiedere al loro Presidente.

President Armen Sarkissian:
Si, sono il Presidente e noi amiamo gli scacchi.

Nuseir:
Ma questo non riguarda solo gli scacchi, riguarda quello che insegnamo ai bambini.
Se gli insegniamo la disciplina, la pazienza, la strategia e la concentrazione a partire dai primi anni, possiamo creare un mondo dove ognuno è un Grande Maestro.


A corollario di questo simpatico video, vi riporto qualcosa che Aronian ha recentemente detto durante un incontro con gli alunni di un centro educativo a Erevan (potete trovare la notizia tradotta e commentata sul NewsGroup de “IlMusso”).

Come traduce “IlMusso”, Aronian ha detto che “Il successo di un giocatore di scacchi è determinato per il 50% dall’applicazione nello studio, per il 40% dal desiderio e per il 10% dal talento“. E’ possibile che questa affermazione sia legata al tentativo di motivare gli studenti indipendentemente dal talento che sentono di possedere (e quindi non permettergli di usare la scusa “ma io non ho talento per gli scacchi”, come si sente dire fin troppo spesso a proposito della matematica), ma molto dipende dalla definizione di “successo” secondo me.

Personalmente ho messo piede per la prima volta in un circolo di scacchi a 18 anni, quindi del mio eventuale talento non ho potuto fare molto. Diverso sarebbe stato se mi fosse stata data la possibilità di imparare a giocare e misurarmi con gli scacchi alle scuole elementari: allora sì che avrei potuto verificare se la mia passione per gli scacchi, unita alla voglia di studiare, si poteva appoggiare su un talento naturale. Ecco, questo è il motivo per il quale se si vogliono coltivare i talenti scacchistici bisogna cominciare presto; e se poi non ne usciranno fuori campioni, almeno i bambini avranno imparato quelle caratteristiche comportamentali e quegli atteggiamenti mentali di cui parla Nuseir Yassin.

Non so come la pensiate voi in merito al bilanciamento degli ingredienti per avere successo negli scacchi: commentate e dite la vostra, è un argomento interessante.

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