R I S T A M P A
(UnoScacchista)
“Perchè dovrei preoccuparmi di morire?
Non accadrà mai durante la mia vita!”
Questa battuta scherzosa e profondissima mi colpì molto quando la lessi per la prima volta. Era l’essenza di una brillante mente matematica, logica, paradossale e divertente.
(foto di Eddie Hausner, da “The New York Times“)
Raymond Smullyan ci ha lasciato il 6 febbraio 2017, dopo 97 anni trascorsi a ricercare sempre un modo per stimolare, incuriosire e far scoprire con un sorriso sorpreso le profondità del pensiero logico.
“Matematico, logico, filosofo taoista, scrittore, pianista e prestigiatore”, come lo descrive Wikipedia, molto è stato detto e molto si dirà su di lui; non mi avventurerò in una sua biografia (che potrebbe facilmente sconfinare in un’agiografia scopiazzata da qua e là), ma voglio ricordare qui due suoi libri che a lungo mi hanno divertito.
Sono i suoi due libri ad argomento scacchistico, in particolare di problemi di logica scacchistica, nei quali Smullyan ha portato all’estremo l’arte dell’analisi retrogada e dei problemi con pezzi mancanti. Dicevo che i suo libri, “The Chess Mysteries of the Sherlock Holmes” (1979) e “The Chess Mysteries of the Arabian Knights” (1981) mi hanno divertito, ma mi hanno anche fatto sudare sette camicie per scavare nelle tante particolarità delle posizioni e della presentazione dei quesiti. Come in una reincarnazione moderna del logico oxfordiano Charles Dodgson, a noi tutti noto come Lewis Carroll, Smullyan creava ambientazioni da favola e posizioni surreali all’interno delle quali seminava il dubbio di un quesito apparentemente irrisolvibile, obbligando il lettore e percorrere percorsi logici poco abituali per scovare la gemma, la particolarità, la chiave che l’autore aveva nascosto.
Vi presento quindi due (relativamente) semplici problemi, che, come sempre, erano inseriti in storie funzionali alla descrizione dei vincoli del problema: promozioni, scacchi ricevuti o no, invisibilità di un pezzo, ambiguità di un pezzo e così via.
I pensieri di un logico
(da “The Chess Mysteries of the Sherlock Holmes”)
(dopo una lunga introduzione con un dialogo tra Holmes, il logico Fergusson e il dr. Watson)
Fergusson: “Io affermo che in questa posizione, dove deve muovere il Bianco, si possa provare che il Bianco dà scacco matto in due mosse, ma che nessuno possa mostrare come verrà dato lo scacco matto.”
Holmes (dopo parecchi minuti): “Per Giove, Mr. Fergusson, Lei ha ragione, assolutamente ragione! Veramente brillante!”
Watson (narratore): “Se il lettore a questo punto si sentirà confuso, sarà piacevolmente sorpreso quando leggerà la soluzione.”
Perchè Holmes dà ragione e Fergusson?
Invisibile ma non invincibile!
(da “The Chess Mysteries of the Arabian Knights”)
Il Re Nero, Kazir, si è reso invisibile.
Sebbene nel bel mezzo della battaglia e molto preoccupato dal non poter vedere Kazir, il Re Bianco Horoun ha eccellenti capacità logiche, che gli permettono di dare scacco matto al Re Nero come se fosse perfettamente visibile – e di farlo in una sola mossa!
Qual è la mossa che dà scacco matto?
Grazie di tutto, Professor Smullyan.
