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L’Angolo del Finale/28

(del GM Sergio Mariotti)
Andiamo ad analizzare un finale dove la qualità di vantaggio potrebbe non essere sufficiente per vincere la partita. Il bianco dovrà manovrare con pazienza per far saltare la linea difensiva dell’avversario.

AdF/SM-111

  Genov – Loffler
Berlino, 1992

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Un interessante finale, dove la presunta superiorità dell’alfiere sul cavallo in campo aperto, viene messa in discussione dai tatticismi che le caratteristiche evoluzioni di quest’ultimo crea con una serie di minacciati scacchi doppi e interferenze che sovvertono la logica della posizione. Sarebbe sufficiente che il nero ponesse, nel diagramma seguente, l’alfiere sulla grande diagonale che tutto sarebbe sotto controllo, ma la mossa è al bianco.

AdF/SM-112

H. Rink
150 studies de finale, 1909

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Ora una fine manovra di torre, con lo sfruttamento della cattiva posizione del re e dei pezzi rimanenti del nero, dà la dimostrazione di come negli scacchi bisogna porre attenzione fino alla fine e che non sempre quello che sembra in realtà è.

AdF/SM-113

Rivista “Shachmatny”
1921

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Infine, vediamo come in finale l’attività del re sia determinante anche in presenza di pezzi pesanti. Qui l’azione coordinata di quello bianco e delle torri, hanno ragione della posizione passiva del re e delle torri avversarie.

AdF/SM-114

Rivista “La Strategie”
1921

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Fini e precise manovre, strategie da applicare ed elementi tattici pur sempre presenti, rendono i finali meno sterili e noiosi di quanto si possa pensare!

Un caro saluto a tutti.

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