Site icon Uno Scacchista

Abbiamo perduto anche Igor Naumkin

Addio Naumkin (foto di Alexander Tsvetkov)

(Riccardo M.)
Il Grande Maestro Igor’ Gennad’evič Naumkin era nato a Mosca il 10 agosto del 1965. Non aveva ancora compiuto 57 anni. Il destino lo ha portato a spegnersi troppo presto, ieri 13 luglio 2022, in terra italiana, ad Asti.

Non c’è forse appassionato italiano che non ricordi la sua figura, anche perché difficilmente il suo profilo fisico ‘importante’ poteva sfuggire nelle manifestazioni scacchistiche cui partecipava. La notizia ha sconvolto il movimento italiano, sia per l’età ancora giovane sia per la simpatia che la sua persona e la sua figura, quella di un impagabile e inarrestabile “giramondo degli scacchi”, ha spesso saputo suscitare.

Lo ha subito ricordato il G.M. Shirov, con queste parole: “He was a good hearted guy. Still it’s hard to understand hwhat he did with his life. Why to playso much, instead of teaching for example”. (“Era un ragazzo di buon cuore. Ma è difficile comprendere ciò che ha fatto della sua vita. Perché ha giocato così tanto, ad esempio, invece di insegnare?”).

Noi abbiamo appreso la notizia ier sera da altre parole, quelle del circolo Luigi Centurini di Genova, che ha scritto: “E’ un duro colpo per tutti… Aveva appena vinto a Genova, il 3 luglio, il secondo Festival di Pegli, e si trovava temporaneamente ad Asti ospite di amici… doveva rientrare a Genova per completare delle pratiche presso il consolato russo e poi ripartire”.

Le note del “Centurini” non danno ulteriori particolari intorno agli ultimi momenti di Igor, ma segnalano come le sue condizioni di salute fossero già precarie, e così continuano: “ …E’ diventato maestro internazionale nel 1988 e grande maestro nel 1990. Nella sua carriera ha battuto due miti come Bronstein e Tal e pattato anche con Carlsen. L’Italia è stata la sua seconda patria, ma probabilmente è stato di più quello che lui ha dato di quello che ha ricevuto … La vita non è mai stata semplice per lui, sempre sotto stress e in movimento … e nella valigia non aveva computer o smartphone, ma tanti formulari di partite … aveva già manifestato la volontà di giocare per il nostro circolo…”.

Il Team Junior di Mosca, con gli allenatori, a Novogorsk nel 1982 (Naumkin è il primo a sinistra)

Non a caso si accenna al fatto che Naumkin ha avuto dall’Italia meno di quanto lui abbia dato. Evidentemente si riferiva anche ad un episodio di qualche anno fa, quando venne squalificato per 6 mesi dalla FSI a seguito di un’accusa che lui ha sempre tenuto a rigettare. Non dimentichiamo che Igor spesso non disdegnava, a tavola, di concedersi qualche mezzo litro di vino, a volte perfino a pranzo prima di una partita, e forse qualche battuta in certi momenti potrebbe essere stata fraintesa da qualcuno. Una battuta come quest’altra: “Quando provano a farmi bere di più, è peggio per loro: gioco anche meglio!“.

E mi piace sottolineare il richiamo alla ‘valigia’ di Naumkin, quella valigia che ha rappresentato un po’ l’immagine e il simbolo della vita del grande maestro russo: “omnia mea mecum porto” (porto con me tutte le mie cose).

Tempo fa lessi anche di un simpatico aneddoto, indimenticabile, che lui stesso ebbe a raccontare e che fu riportato addirittura sul “Corriere della Sera”, in un articolo a firma di Riccardo Bruno. Perdere la Donna non è proprio il massimo della soddisfazione per un giocatore di scacchi, lo sappiamo bene tutti, ma ciò che capitò al povero girovago d’Europa Igor Naumkin fu ben peggio: “Anni fa avevo una fidanzata a Mosca, poi una volta sono tornato e mi ha detto che aveva trovato marito!”. Incredibile!

Naumkin a Novi Sad nel febbraio 2022

Non preparo le partite, sennò arrivo già stanco“, confessò Igor quel giorno al Corsera.

Incrociai molti anni fa Igor Naumkin in alcune manifestazioni, quanto è bastato per averne una piacevole memoria, ravvivata da alcuni curiosi particolari che lo contraddistinguevano, quali il vestirsi sempre con giacca e cravatta ma con una cravatta portata su camicie invariabilmente slacciate e un po’ disordinate, magari in precedenza schiacciate tra i formulari nella sua valigia, quasi che Igor si preparasse affrettatamente in zeitnot prima di correre in sala gioco.

Ecco, ormai Igor non avrà mai più da temere lo zeitnot, ora la sua bandierina è tristemente e spietatamente caduta, ma non cadrà mai il buon ricordo che tanti giocatori e appassionati di scacchi, in Italia e fuori, serberanno di lui.


(Uberto D.)
Una terribile notizia per chi lo aveva conosciuto e ne aveva apprezzato la generosità e, ahilui, la tragicità del personaggio giramondo e senza futuro che aveva deciso di ritagliarsi addosso. Buon viaggio e buon riposo, Maestro.

Exit mobile version