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Antoine de Saint-Exupéry, il ‘piccolo principe’ e gli scacchi

(Adolivio Capece)
Antoine de Saint-Exupéry, autore del celebre romanzo ‘Il piccolo principe’, giocava volentieri e frequentemente a scacchi. Era anzi considerato uno scacchista esperto.

Saint-Exupéry morì a 44 anni sul finire della Seconda Guerra mondiale, quando non fece più ritorno da un volo di ricognizione: il suo aereo, un F-5 (una versione da ricognizione del Lockheed P-38 Lightning), fu abbattuto precipitando nel mar Mediterraneo vicino all’isola di Riou in circostanze non chiarite con assoluta certezza. Era decollato dalla base militare di Borgo in Corsica in direzione di Lione, era il 31 luglio 1944.

La sua scomparsa restò per molti anni avvolta nel mistero, anche perché non fu mai trovata traccia del suo corpo.
Ma finalmente il 7 aprile 2004 la stampa francese riportò con grande evidenza la notizia del ritrovamento, al largo dell’Île de Riou (nella zona di mare dove avvenne la tragedia), a sessanta metri di profondità, dei rottami dell’aereo su cui si trovava Saint-Exupéry: così in seguito è stato possibile accertare che fu un caccia tedesco della Luftwaffe ad abbatterlo.

Sul quotidiano ‘Il Giornale’ del 31 luglio 2004, in occasione dei 60 anni della morte, si legge: “Nella zona di mare dove il suo aereo fu abbattuto è stata recuperata una sacca contenente anche una piccola scacchiera. È risaputo che giocava volentieri e frequentemente a scacchi.”
E non solo giocava volentieri e frequentemente, ma era anche considerato uno scacchista esperto e non solo dai suoi avversari, tra i quali ricordiamo a Perpignan il collega istruttore di volo Jean Gonord e ad Algeri il poeta André Gide, amico e revisore dei suoi testi, con il quale giocò spesso nel 1943, battendolo regolarmente.
Usò gli scacchi come allegoria nel romanzo ‘Citadelle’ pubblicato postumo nel 1948 e scrisse “Colui che a causa della vanità trascura di considerare il cerimoniale degli scacchi come essenziale, non ne gusterà la vittoria.”

Antoine de Saint-Exupéry nel 1942 – © Coll. Succession Saint Exupéry-d’Agay

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry, in famiglia detto Tonio (Lione, 29 giugno 1900 – Largo dell’Île de Riou, 31 luglio 1944 ?), aviatore e scrittore francese, è conosciuto nel mondo per essere stato l’autore del romanzo ‘Il piccolo principe’, che nel 2017 ha superato il numero di 300 traduzioni in lingue e dialetti diversi, e poi per i suoi racconti sul mondo dei primi voli aerei, tra i quali Volo di notte, Terra degli uomini e L’aviatore.
Durante la sua vita vinse vari premi letterari, sia in Francia sia all’estero.

Nato da una famiglia cattolica di nobili origini, terzo di cinque figli del visconte Jean de Saint-Exupéry e di Marie Boyer de Fonscolombe, rimase a quattro anni orfano di padre.
Da Lione la famiglia si trasferì a Le Mans: fu allevato dalla madre (che vivrà fino ai 96 anni), ottima pittrice, insieme ai quattro fratelli nel castello di Saint Maurice de Remens e trascorse una infanzia felice.
Frequentò poi il collegio gesuita di Notre-Dame de Sainte-Croix, dove imparò a giocare a scacchi. Era il più fantasioso, ma anche il più prepotente e viziato degli alunni. Solo, malinconico, affermò: “C’è una cosa che mi rattristerà sempre, ed è di diventare grande.“

In ‘Rubare la notte’ la scrittrice Romana Petri racconta la vita straordinaria di Saint-Exupéry:
Nulla sapevo di Antoine come uomo, della sua vita, del suo carattere, dei suoi amori. E ora invece mi sembra di averlo conosciuto personalmente. Ora so il modo in cui parlava e come si ubriacava. Quanto era attaccato alla madre. Come s’innamorava in continuazione, compulsivamente, soltanto guardando l’ondeggiare di una gonna. I gesti che faceva e quanto fosse ossessivo e logorroico. Era un irresistibile prestigiatore, un osannato famosissimo autore, un aviatore spericolato, un compagno di serate alticce e conviviali, un uomo non bello ma irresistibile, un amante tenero e misteriosamente disperato e un bravo giocatore di scacchi.”

Le testimonianze della passione per il gioco degli scacchi di Saint-Exupéry sono molteplici.
Ricordiamo per esempio una lettera che il giovane Antoine scrisse alla madre, in cui si legge: “Scrivo dalla mia stanzetta. C’è un disordine rassicurante. La mia scacchiera, i miei libri, il mio calamaio e il mio spazzolino sono ammucchiati sul tavolo .”
Possiamo anticipare che la scacchiera in questione venne inventariata negli effetti personali di Saint-Exupéry quando fu recuperato il relitto del suo aereo.
E tra l’altro la ricostruzione retrospettiva dei fatti sembra aver dimostrato ciò che qualcuno aveva sospettato subito: nell’agonia Antoine aveva preso la scacchiera e morì mentre la teneva in mano.
Gli scacchi gli sono serviti da compagni negli ultimi istanti della sua ultima escursione solitaria.

Ma prima di proseguire a parlare di Antoine de Saint-Exupéry come scacchista, vediamone la carriera come aviatore.

Il 12 ottobre 1926 venne assunto come pilota dalla Compagnia Generale di Imprese Aeronautiche Latécoère (poi Aéropostale): cinquemila chilometri per trasportare la posta, da Tolosa a Dakar.
Nel 1929 pubblicò il suo primo libro, ‘Corriere del sud’ (Courrier Sud), seguito due anni dopo da Vol de nuit (premio Femina 1931).

Dopo l’avventura africana, Saint-Exupéry nel 1930 approdò a Buenos Aires come direttore della linea aeropostale Argentina-Francia. Il lavoro che fa è ottimo ed il servizio è molto elogiato.
E proprio a Buenos Aires incontra l’amore della sua vita, Consuelo Suncin-Sandoval Zeceña de Gomez, scrittrice, pittrice e artista salvadoregna, che sposa nel 1931. Consuelo diverrà la musa ispiratrice di Saint-Exupéry, ma il matrimonio sarà abbastanza turbolento: i lunghi periodi di assenza e le relazioni extraconiugali di lui, il sodalizio artistico di lei con il gruppo dei surrealisti (André Breton, Marcel Duchamp, tra l’altro entrambi scacchisti, ai quali sarà ispirata la sua pittura) saranno narrati in un’autobiografia che verrà ritrovata dopo la sua morte (avvenuta nel 1979) e pubblicata vent’anni più tardi, divenendo in Francia un best seller.

In piena Seconda Guerra mondiale (1943) saranno proprio gli statunitensi a pubblicare, per primi e in inglese, ‘Il piccolo principe’, ancor oggi uno dei libri più venduti.
Romanzo in forma di favola sulla educazione sentimentale divenuto poi un best-sellerIl piccolo principe ha avuto una notorietà internazionale, è compreso nelle principali liste dei libri più venduti al mondo ed è il libro più tradotto al mondo se si escludono i testi religiosi.
Ripresa nello stesso anno l’attività aviatoria e tornato in Europa, gli venne affidata una serie di cinque missioni di ricognizione fra la Sardegna e la Corsica. Dall’ultima non farà più ritorno: come abbiamo detto era il 31 luglio 1944 e lui aveva 44 anni, un mese e 2 giorni.

I rottami dell’aereo furono dunque ritrovati solo ai primi di aprile 2004, come riportato dalla stampa francese. In realtà già nel 1996 si era avuto un primo ritrovamento di parte dei rottami grazie a un sub di Marsiglia.
Poi nel 1998 un pescatore di nome Jean-Claude Bianco aveva ritrovato ad est dell’isola di Riou un braccialetto d’argento che portava il nome di Saint-Exupéry, di sua moglie e quello del suo editore americano, agganciato ad un pezzo di metallo presumibilmente del suo aereo.
Il ritrovamento del braccialetto a considerevole distanza dal luogo del presunto inabissamento dell’aereo fece inizialmente ritenere ai discendenti del pilota che si trattasse di un falso e alimentò speculazioni sulla vera causa della morte dello scrittore.

Così le ricerche furono intensificate.
Poi, visto che tra rottami dell’aereo furono ritrovate delle mitragliatrici anziché una cinepresa e una macchina fotografica per la ricognizione, alcuni hanno ipotizzato che quello non fosse il suo aereo, anche perché, come abbiamo detto, non fu mai trovata traccia del corpo dello scrittore.
Data la fama leggendaria e romantica del personaggio, nacquero diversi miti, come quello secondo cui l’aereo che fu visto precipitare al largo dell’Île sarebbe stato un altro aereo francese abbattuto dalla contraerea, mentre il P-38 guidato il 31 luglio da Antoine de Saint-Exupéry sarebbe scomparso portando con sé il mistero della fine del pilota e scrittore francese.
Tuttavia successive approfondite indagini hanno permesso di accertare che si trattava realmente dell’aereo con il quale Antoine era decollato, ovvero un Lockheed P-38 Lightning di produzione statunitense.

E veniamo agli scacchi con le testimonianze della passione di Saint-Exupery per il Nobil Giuoco.

A Perpignan, Saint-Exupéry soggiornava in albergo e giocava a scacchi ogni sera con il suo collega istruttore Jean Gonord:
Tutte le sere, dopo cena, si incontravano alla scacchiera. Antoine verso mezzanotte interrompeva la partita per telefonare alla moglie. Mezz’ora dopo tornava e in poche mosse dava scacco matto a Gonord “.

Altro avversario, a Casablanca (Marocco), Jean-Marie Conty, pilota, collega in Aéropostale, grande sportivo (aveva giocato nella nazionale francese di basket):
Alla fine della partita, ansioso di avere la sua opinione, Antoine gli leggeva lunghi brani dei suoi manoscritti”.

È noto poi che ad Algeri nel 1943 giocò spesso con l’amico André Gide, il famoso poeta, che era un grande appassionato di scacchi: si sa per esempio che a Firenze Gide andò più volte a giocare al Caffè delle Giubbe Rosse, sede del circolo scacchistico.
Rifugiato in Tunisia nel 1942, Gide si recò ad Algeri dopo la liberazione del Nord Africa; visse ad Anne Heurgon-Desjardins, una grande casa dove conobbe, nel 1943, Antoine de Saint-Exupéry.
Gide e Saint-Exupéry giocavano molto a scacchi: da ricordare che Max Pol-Fouchet, poeta, scrittore, personaggio televisivo, testimoniò di aver sorpreso una volta Gide a barare mentre giocava con Saint-Exupéry, cercando così di vincere almeno una partita contro il più forte avversario!

A proposito di Gide, va detto che la loro amicizia preoccupò la mamma di Saint-Exupéry, Marie, data la sua cattiva reputazione.
Più volte nelle sue lettere alla madre, Antoine dovette difenderlo.
Maestro pensatore delle nuove generazioni degli Anni Venti, André Gide aveva acquisito grande prestigio e fu sotto la sua autorità che si collocò il gruppo di giovani che fece pubblicare la Nouvelle Revue Française da Gaston Gallimard nel 1908.
Saint-Exupéry non ignorava l’influenza di André Gide nei circoli letterari, tanto che gli sottopose il suo primo manoscritto, Courrier Sud.
Due anni dopo, al suo ritorno dall’Argentina, Saint-Exupéry gli consegnò il suo secondo manoscritto, Vol de nuit, per il quale André Gide propose di scrivere una prefazione.
Poi Saint-Exupéry gli raccontò la storia di Henri Guillaumet, il cui aereo si era schiantato sulle Ande nel bel mezzo dell’inverno australe, la sua lotta per sopravvivere e la sua camminata verso un luogo abitato. Gide rimase impressionato tanto dall’avventura di Guillaumet quanto dalla storia e incoraggiò Saint-Exupéry a scriverla. Sarà questo un primo passo verso la stesura del suo nuovo libro Terre des hommes.

Tra gli scritti di Saint-Exupéry si legge:
Giocare a scacchi è come essere sospinti fuori dal tempo”.

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