(Uberto Delprato)
C’è stato un tempo in cui gli scacchi sono stati per me solo un gruppo di strane statuine all’interno di una scatola. Una di quelle confezioni con dentro molti giochi da tavolo che mio nonno tirava fuori durante le feste, quando passavamo con lui e mia nonna qualche giorno delle vacanze natalizie. Penso che il fascino di quelle figurine ci abbia catturato tutti in quegli anni in cui, da bambini, tutto era fantasia, immaginazione senza bisogno di regole, che verranno dopo o, per qualcuno, mai.
E poi c’erano i libri, quelli con parole, diagrammi e strane sequenze di simboli che mi venivano mostrati per farmi capire che quei “pezzi”, come mi avevano insegnato a chiamarli, potevano creare movimenti, spostarsi in maniera diversa ma ordinata per cercare di catturare il “Re”. Tutti libri che sembravano interessanti ma anche un po’ minacciosi, così apparentemente noiosi e ripetitivi ai miei occhi. Tutti tranne uno, che aveva un fascino del tutto particolare, con i pezzi che avevano forme strane e che volavano tra lettere sconosciute e personaggi buffi.
Era un libro scritto in un’altra lingua, mi spiegava il nonno, ma le figure … quelle non avevano bisogno di spiegazioni! Raccontavano di viaggi, sfide, paura e allegria… insomma di tutto ciò che una bella storia deve contenere.
Nulla sapevo allora di quel libro, scritto da Evgeny Roitman, poeta moscovita con la passione di scrivere libri di scacchi per bambini che, per sfuggire alle “Grandi Purghe” del 1937-1938, decise di cambiare il cognome in Ilyin (scelto in onore di Ilyin Zhenevsky e della sua storia). Igor Sokolov, pittore e illustratore, amava accompagnare i versi e le storie di Evgeny con le sue caricature e le sue rappresentazioni infantili degli scacchi.
Un sodalizio che produsse molti bei libri per i ragazzi a partire da quel “Ваш ход” (La tua mossa) del 1966. Come resistere ad un libro con questa divertente copertina?
Anni dopo ho scoperto altre eccellenti collaborazioni tra Ilyin e Sokolov, in particolare “Il Gambetto di Pegaso” (Гамбит Пегаса) del 1981, una raccolta di poesie a tema scacchistico rappresentate attraverso il viaggio di un particolare pezzo degli scacchi, un Cavallo alato: Pegaso, appunto. Ecco come lo introduce Ilyin:
| Проигрывал поэт, судьбу кляня, Но искорка надежды не погасла: Удачи не принёс гамбит коня — Попробую теперь гамбит Пегаса! |
Il poeta perse, maledicendo il destino, Ma la scintilla della speranza non si spense: Il gambetto del cavallo non portò fortuna – Ora proverò il gambetto di Pegaso! |
E Pegaso si libra tra l’introduttiva “Ballata di un eccentrico” e otto capitoli che si chiudono con “Un gioco”, attraversando monologhi, giochi, caricature ed epigrammi a soggetto scacchistico.
Avete letto bene, caricature: è qui dove l’alchimia tra l’estro figurativo di Sokolov e la penna virtuosa di Ilyin si uniscono per alcuni ritratti spassosi dei grandi campioni sovietici di quegli anni. Tra le 34 totali, ecco quelle dei 7 Campioni del Mondo, a cui ho aggiunto quella di Bronstein, una delle migliori secondo me. Sotto ogni caricatura riporto l’epigramma relativo, con l’avvertenza che, non conoscendo il russo, la (povera) traduzione è di uno dei vari traduttori automatici disponibili.
Ma il tempo invano
vola davanti a lui:
Essere considerato un'”epoca” non è un male, naturalmente,
Ma lui non ha fretta di fare la storia.
provocare polemiche e discussioni,
Il suo coraggio,
Il suo coraggio mi è caro
Perché lui, gettando via
la banale sedia,
ora siede
sulla pietra filosofale!
Anche se la voce di Smyslov è deliziosa -.
Nelle tranquille battaglie di scacchi
A voce piena ha cantato.
Fuori servizio,
Ma dicono che
che sia tornato in riga.
Guidando con mano di ferro,
ci crede fermamente: in ogni tempesta
Troverà una pace benefica
Schiacciava il nemico in una sola seduta.
Ma spesso gli veniva la voglia
Andava a caccia per cambiare posto.
Nel mondo dei marchi (=francobolli), affascinante e colorato,
E nel mondo degli scacchi che difende,
Come si dice,
l’onore del marchio sovietico.
In una discussione disperata.
Sono pronto a dire,
senza un briciolo di imbarazzo
“Sì, il Volga sfocia
nel Mar Caspio,
“Solo per intravedere Garik
Solo per intravedere Garik!”.
E’ come un’eco lontana che arriva a noi con il nostalgico aspetto di molti anni fa e ci fa tornare bambini, assieme al protagonista de “L’avventura del pedone” (Приключение пешки) del 1974 o ai personaggi che vivono “Nel paese dei re di legno” (В стране деревянных королеи) del 1985.
Grazie Evgeny (a sinistra) , grazie Igor (a destra) per il vostro sguardo fantasioso ed ironico sugli scacchi.
