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UnoScacchista a Malaga

UnoScacchista a Malaga (Foto di Salvatore Marchese)

(Uberto Delprato)
Chi mi legge da tempo sa che viaggio spesso per lavoro. Già in passato, quando ho potuto, vi ho raccontato dei miei incontri scacchistici in varie città in cui ho passato qualche ora di svago. Anzi, ho ancora da parte qualche “appunto di viaggio” che magari organizzerò in altri brevi post tra scacchi e turismo. Oggi vi porto con me a Malaga, dove sono stato qualche giorno fa per l’inizio di un nuovo progetto.

E’ stata la mia prima volta in Andalusia e sono consapevole che, prima o poi, dovrò colmare questa lacuna e visitare quanto meno anche Granada, Cordoba e Siviglia. Malaga è la città meno considerata tra quelle andaluse e, probabilmente, abbastanza a ragione. Il motivo dei suoi pochi siti storici e culturali, per come mi è stato spiegato, è stato il trattamento imposto da Re Ferdinando dopo la “riconquista” della città nel 1487. Come monito verso i musulmani che avevano a lungo resistito, gli abitanti furono quasi tutti uccisi o resi schiavi e i principali edifici della città distrutti. Questo spiega perchè, di una città così fiorente come l’araba Mālaqa, porto naturale dell’Andalusia, non siano rimaste che poche tracce.

UnoScacchista a Malaga (Foto di Salvatore Marchese)

La mia passeggiata comoda per la città, accompagnata da un sole caldo e da una brezza gentile, mi ha portato a visitare le rovine del Teatro Romano, le rovine della fortezza di Gibralfaro e della cittadella moresca di Alcazaba, ma soprattutto mi ha permesso di vagare senza una meta precisa per l’ampia zona pedonale del centro città.

Interno dell’Alcazaba (Foto di Uberto Delprato)

Da Plaza de la Merced (nelle cui vicinanze c’è la casa natale di Pablo Picasso), alla Plaza de la  Constitución, alla Cattedrale dell’Incarnazione, si cammina per ampie e luminose strade, fino alla più importante, Calle Marqués de Larios. Con i suoi negozi, gli alti palazzi a delimitarla e, in questo periodo, grandi teli a ripararla dal sole diretto, la strada è un ambiente, rigorosamente pedonale, gradevole sia per il turista sia per chi voglia semplicemente godersi una passeggiata.

Ed è qui che il mio cammino si è incrociato, quasi inevitabilmente, con gli scacchi. Già, perché stavolta non sono stato io ad andare alla ricerca di qualcosa di particolare, ma sono stati gli scacchi a venirmi incontro!

Scacchi a Calle Marqués de Larios (Foto di Uberto Delprato)

Nel tratto di Calle Marqués de Larios che va verso Alameda Principal, le lunghe panchine di marmo che fiancheggiano la strada sono occupate da molte persone, parte in piedi ad osservare, parte sedute su piccoli sgabelli a… giocare a scacchi! Persone di tutte le età che giocano senza orologio, cedendo il posto o continuando le sfide singole senza che, apparentemente, ci sia nessuno che regoli il loro svolgimento.

In realtà qualcuno c’è dietro questo piccolo angolo del centro di Malaga che sembra un circolo di scacchi all’aria aperta: è José Antonio Sánchez, un appassionato spagnolo ormai in pensione, che ha deciso di “importare” dalla Francia, dove è vissuto a lungo dall’età di 7 anni, una tradizione che si potrebbe chiamare “Scacchi urbani”. Semplicemente, José ha deciso di offrire uno spazio libero e gratuito a chiunque abbia voglia di giocare a scacchi, senza chiedere nulla in cambio se non condividere la passione e scambiare qualche parola.

UnoScacchista e José (Foto di Salvatore Marchese)

Da anni ormai, ogni martedì e giovedì a partire dalle 17 circa, José sistema 7 scacchiere e sufficienti piccoli sgabelli nella Calle Marqués de Larios e… non rimane mai da solo! Anche grazie all’immancabile passa-parola dei media, ci sono sempre molti appassionati pronti a iniziare le sfide e a concedere i pezzi a chi, passeggiando, si fa incuriosire e prendere dalla voglia di provare la magia degli scacchi.

Pur essendo arrivato attorno alle 19 non ho avuto letteralmente modo anche solo di avvicinarmi alle scacchiere tanti erano i giovanotti, i pensionati, i ragazzini e i passanti in attesa del loro turno. Solo nel dopo cena, non lontano dalla mezzanotte, ho potuto anche io sedermi e incrociare i pezzi con un ragazzo che mi è stato subito indicato da José come il mio “avversario” o, meglio, il mio compagno di giochi per i successivi minuti. Il risultato, una facile vittoria, è stato sicuramente meno importante delle piacevoli parole scambiate  dopo la partita usando l’immancabile e infallibile “itañol” che ci accomuna.

UnoScacchista gioca a scacchi a Calle Marqués de Larios, Malaga (Foto di Salvatore Marchese)

Insomma, se verrete a passare qualche giorno di vacanza in Costa del Sol o in Andalusia, trovate il modo di passeggiare per il centro di Malaga nel pomeriggio di un martedì o di un giovedì: troverete i molti amici del gruppo “Ajedrez en Calle Larios” pronti a stringervi la mano sorridendo e ad accogliervi come amigo ajedrecista.

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