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SCC24 – Carlsen strapazza Firouzja in finale

(UnoScacchista)
Carlsen venerdì aveva detto che per battere Firouzja nel match finale dello Speed Chess Championship 2024 avrebbe dovuto alzare il livello di gioco fatto vedere contro Niemann e… accidenti se lo ha fatto! Dopo un inizio insicuro, Carlsen è entrato nel “flow” ed ha letteralmente demolito un sempre più demoralizzato Firouzja. Il risultato finale di 23,5 a 7,5 non ha bisogno di molti commenti. Nel match di consolazione, Nakamura ha battuto seccamente Niemann col punteggio di 21 a 9.

So bene che un giorno verrò superato da uno di questi giovanotti, ma so di poter giocare ancora di tanto in tanto ai miei livelli migliori, quindi… se lo devono guadagnare, perché io non mi tirerò indietro ancora per un po’.” Con (all’incirca) queste parole un raggiante Carlsen ha risposto alle domande post-match. Ed in effetti i due incontri contro Niemann e Firouzja hanno proprio detto questo: quando Carlsen decide di giocare non ce n’è (ancora) per nessuno.

(Foto di Maria Emelianova per chess[dot]com)
E’ chiaro che Firouzja quando si è reso conto di come stava andando il match e di come stava giocando Carlsen si è demoralizzato, col risultato di commettere sempre più errori. La “striscia” finale di 8 vittorie consecutive per il norvegese alla cadenza bullet in realtà non dice nulla, visto che il risultato finale era già scritto.Questo anche quello che ha detto Carlsen, che si è complimentato con Firouzja definendolo “uno dei giocatori migliori al mondo” e spiegando che il motivo della sua larga vittoria è stata la capacità di calcolare bene e rapidamente nelle situazioni complesse e con poco tempo a disposizione, proprio una delle caratteristiche migliori di Firouzja, secondo Carlsen.

Anche Firouzja ha avuto parole gentili per Carlsen, confessando, tra il serio e il faceto, di essere contento che un giocatore come Carlsen lo abbia battuto in questo modo perchè “Può sembrare strano, ma sarebbe stato piuttosto deprimente se a questa età avessi vinto tutte le partite – ho una bella motivazione per migliorare ancora“.

Un atteggiamento ben diverso da quello di Niemann (e del suo attuale mentore Kramnik) il quale, ad onor del vero, ha rilasciato un’intervista molto matura dopo la sconfitta patita contro Nakamura. Dopo aver dichiarato prima dei match di “essere entrato nella testa di Carlsen” e di non vedere l’ora di “assistere al declino del quasi quarantenne Nakamura“, ieri il ragazzo ha ringraziato per l’opportunità che ha avuto di confrontarsi con i migliori giocatori del mondo e capire dove deve ancora migliorare. Niemann ha anche annunciato di essere stato invitato, finalmente, ad un “torneo chiuso”, il Gashimov Memorial di fine mese.

Un passaggio secondo me importante di quell’intervista è stato quando, in un certo modo, Niemann ha spiegato il perché di certi suoi atteggiamenti “delusional” (parola difficile da rendere in italiano, ma che indica qualcuno che crede in qualcosa di irrealistico). Il ragazzo (ricordiamoci che ha 21 anni, come Firouzja) è sicuro che per ottenere risultati importanti bisogna avere la massima fiducia in se stessi e porsi obiettivi molto ambiziosi. “Quando dicevo che avrei battuto certi GM, o che sarei diventato GM tutti ridevano; quando alla fine di un camp fu chiesto di indicare chi dei ragazzi avesse le migliori potenzialità, nessuno indicò me, eppure… eccomi qui“. Senza nessuno che ha dimostrato fiducia in lui, Niemann è diventato il più ardente fan di se stesso per una sorta di “necessità” per raggiungere gli obiettivi che si è prefissato. Interessante, come è interessante il motivo del suo recente sodalizio con Kramnik: “E’ stato importante trovare qualcuno che crede in me“.

Alla fine, nonostante le due sconfitte subite, questa strana manifestazione, organizzata da Chess[dot]com online e nel formato eSport in presenza, può essere stata quella della svolta per Niemann: per il suo ingresso nel giro dei grandi e per le possibilità di crescita affrontando i migliori.

Lo stesso Carlsen alla fine del torneo ha detto che “Niemann è diventato un buon giocatore, anche un giocatore molto bravo e gli auguro di poter dimostrare il suo potenziale“. Pace fatta quindi? Sì e no, qualche sassolino nelle scarpe c’è ancora (“Pensare che i nostri livelli fossero vicini non era realistico e non credo che si sia scoperto nulla di particolare sulla nostra forza di gioco in questa settimana.“). Nulla di paragonabile alla guerra fredda di qualche tempo fa, comunque, e ciò è sicuramente un bene.

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