(Riccardo Moneta)
Se “I gambetti di Re di Rudolf Charousek” fosse il titolo di un film, e se dovessi scegliere un film da gustare tra quel film e altri 10 titoli contenenti i nomi di Lasker, Capablanca, Alekhine, Botvinnik, Tal, Spassky, Fischer, Karpov, Kasparov e Carlsen, io avrei pochi dubbi: sceglierei Charousek! Charousek perché con i gambetti di Re di Charousek il divertimento è grande, incomparabile (e gli scacchi sono prima di tutto un divertimento) e un po’ anche perché degli altri citati sappiamo già quasi tutto.
Ricorre oggi il centoventicinquesimo anniversario della morte di Rudolf (Rezső in ungherese) Charousek, avvenuta il 18 aprile 1900 a Nagytétény, dove venne sepolto.
Rudolf Charousek è stato fra i primi dieci giocatori al mondo nell’ultimo quinquennio del XIX secolo; purtroppo ebbe una brevissima carriera, spezzata all’età di 26 anni da una tubercolosi. Reuben Fine scrisse di lui “Guardare le sue migliori partite è come leggere le poesie di Keats: non puoi fare a meno di provare un senso doloroso e opprimente di perdita, di promessa non mantenuta”. John Keats morì anche lui a 26 anni, come Charousek.
Charousek era nato a Klein Lometz (oggi Lomeček), nei pressi di Praga, il 19 settembre 1873. Ancora giovanissimo, la sua famiglia si trasferì a Debrecen, in Ungheria, e in seguito a Miskolc dove soltanto all’età di 16 anni e 7 mesi imparò a giocare a scacchi. Studiava legge e studiava scacchi, ma non aveva grosse possibilità economiche per comperarsi dei libri di scacchi, e allora si racconta che, non potendo acquistare l’Handbuch des Schachspiels di von Bilguer, decise di compiere una bella impresa, quella di copiarselo per intero a mano.
All’età di 20 anni Charousek si trasferì a Budapest e qui apparvero subito le sue ottime qualità di scacchista dopo che pareggiò un match con Geza Maroczy. A 23 anni, nel 1896, giocò il suo primo torneo internazionale, a Norimberga. Fu solo 12°, ma sconfisse Lasker e quell’esperienza lo lanciò nei tornei successivi, dove ottenne risultati strepitosi: primo con Chigorin nel 1896 a Budapest, primo assoluto nel 1897 a Berlino (dove vinse ben 9 partite consecutive!), 2°-4° con Chigorin e Cohn a Colonia 1898, dietro il vincitore Amos Burn ma davanti a Steinitz e Schlechter.
Qui, a proposito del torneo di Budapest 1896, lasciatemi richiamare cosa scrisse Claudio Sericano nel nostro “I luoghi degli scacchi”, vol. 2°, pag. 80-81: “Nel 1896, in occasione del millenario della conquista dell’Ungheria da parte dei magiari del leggendario re Arpad, si disputò a Budapest un grande torneo internazionale, il quarto in poco più di un anno, dopo Hastings, San Pietroburgo e Norimberga… Pillsbury, Chigorin, Tarrasch e Schlechter si dividevano i favori del pronostico, mentre fra gli ungheresi il solo Maroczy sembrava in grado di poter lottare per il primo posto. Dopi i 13 turni la classifica disse che i vincitori erano Chigorin e il giovane ungherese Rudolf Charousek, la sorpresa del torneo. Avendo quest’ultimo vinto lo scontro diretto, aveva diritto di essere proclamato vincitore, ma lo smaliziato Chigorin insistette a tal punto che venne organizzato uno spareggio, che fu vinto dal russo per 3 a 1… Charousek divenne ugualmente un eroe nazionale, e la sua presenza divenne un obbligo er i salotti mondani della nobiltà di Budapest e di Vienna”.
Il grande talento e la profondità delle idee di Charousek esaltarono la stampa europea, che era alla ricerca di un suo genio scacchistico da contrapporre e paragonare alla figura mitica dell’americano Paul Morphy, al gioco del quale lo avvicinavano la capacità di intraprendere attacchi micidiali e l’abilità nel trovare quasi sempre la corretta interazione fra pedoni e pezzi. Un’altra coincidenza fra lui e Morphy: entrambi erano laureati in giurisprudenza. La diversità fra lui e Morphy era purtroppo che l’americano fu un bambino prodigio mentre un po’ tardi Charousek poté avvicinarsi agli scacchi.
Un quarto di secolo dopo Richard Reti nel suo libro “Nuove idee nel gioco degli scacchi” descrisse così Rudolf Charousek: “per natura doveva portare fino in fondo le sue idee, dimenticandosi dell’avversario e perseguendo il suo obiettivo attraverso un gioco sempre diretto ed estremamente semplice, così semplice che nessuno poteva imitarlo.”
Giocava costantemente dei gambetti: gambetto di Re, gambetto scozzese, gambetto Evans, e contro chiunque senza paura, anche contro i più forti giocatori del suo tempo: Lasker, Steinitz, Chigorin, Tarrasch, Pillsbury, Maroczy, Schlechter…, sacrificando, da grande combattente, pezzi e pedoni per un solo scopo: vincere! In Europa si cominciò a pensare a Charousek come a un possibile sfidante per il titolo mondiale, ma la sua stella brillò soltanto per un brevissimo triennio e l’ultima sua apparizione fu in un piccolo torneo nella sua Budapest, torneo che vinse precedendo Maroczy. Fu sconfitto dalla tubercolosi ad appena 26 anni, il 18 aprile del 1900.
Rudolf Charousek vive ancora attravero le sue partite. Ne presentiamo oggi due, naturalmente si tratta di due affascinanti gambetti di Re che fanno due vittime importanti.
R.Charousek – Em.Lasker
Norimberga 1896
La partita precedente è giustamente famosa perché è quella che ha fatto conoscere al mondo le qualità indubbie di Charousek, tuttavia le doti tattiche del campione cecoslovacco-ungherese emergono meglio dalla partita che segue:
R.Charousek – A.Burn
Colonia 1898
