(Riccardo Moneta)
Stanley, chi era costui? No, non si tratta di Stanley Kubrick, l’autore di Arancia Meccanica, né di Morgan Stanley, la banca d’affari che da novant’anni non smette mai di fare affari. Parliamo invece oggi di uno Stanley molto meno noto: Charles Henry Stanley (Brighton 1819 – New York 1901).
Quando, 200 anni fa, non c’era Internet, non c’era l’Enciclopedia delle Aperture, non c’erano riviste e non c’erano libri, il gioco degli scacchi s’imparava soltanto per caso ed era per caso che si finiva per essere conosciuti e lo si è ancora un poco dopo 200 anni.
E’ stato il destino ad aiutare (o a condannare) Charles Henry Stanley, un destino che portò il nome di Wilhelm Popert, uno scacchista di Amburgo che, di passaggio per pochi mesi a Londra, incontrò il ventenne Stanley e gli diede le prime preziose nozioni di scacchi al Simpson’s Divan. Il giovanotto imparò molto rapidamente.
Nel 1843 Stanley si trasferì a New York, dove lavorava nel Consolato britannico, e lì iniziò a sconfiggere tutti i rivali che gli venivano posti di fronte, fino a che, nel 1845, fu organizzato un match fra lui e quello che fino a quel momento veniva considerato il miglior giocatore americano, ovvero Eugene Rousseau (1805-1870), che era (chiaramente) di origine francese. Il match venne in pratica considerato valido per il titolo di ‘campione nazionale’ e in palio c’era un premio di mille dollari. Stanley, assistito da Ernest Morphy, lo zio di Paul, batté facilmente Rousseau con 15 vittorie a 8, con 8 patte: un gran bel match!
Stanley divenne segretario del New York Chess Club e nel 1855 riuscì ad organizare il primo primo World Problem Tournament.
Il predominio di Stanley durò all’incirca una decina di anni, nel corso dei quali pattò due match con due fra i migliori giocatori europei quali Lowenthal (1850) e Saint Amant (1852), poi venne l’era di Paul Morphy e tutto cambiò all’improvviso: Il ‘Primo Congresso Scacchistico Americano’ (1857) vide il trionfo a mani basse di Morphy, che in un successivo match batté Stanley per 4 a 1 dandogli, a conferma della sua superiorità schiacciante, un pedone di vantaggio. Stanley per un paio d’anni, tra il 1860 e il 1862, volle tornare in Inghilterra, dove per breve tempo curò anche una rubrica di scacchi sul “The Guardian”, e provò senza troppo successo a giocare lì, quindi rientrò negli Stati Uniti e lasciò definitivamente il gioco attivo dopo aver perso per 1 a 2 un piccolo match con G.H. Mackenzie.
Purtroppo su qualche libro egli appare ingiustamente raffigurato soltanto come un incallito bevitore, addirittura alcolista, e non viene a lui dato troppo merito di aver fatto davvero molto per gli scacchi negli Stati Uniti, solo in minima parte come giocatore.
E’ bensì probabilmente veritiera la fama che lo vide perseguitato dall’alcool per buona parte della sua vita. Quando Morphy lo sconfisse nel match che ho appena citato, volle devolvere l’intera vincita alla moglie di Stanley (e non a lui personalmente altrimenti -disse Paul- “se la sarebbe bevuta tutta e in fretta”). Quest’ultima, Sarah Weir, che Charles Henry aveva sposato nel 1850, per riconoscenza mise alla seconda figlia il nome di Pauline, in onore di Paul, e Charles volle ringraziare il nuovo campione pubblicando nel 1859 un volume dal titolo “Morphy’s Match Games“, che ebbe un enorme successo.
I problemi con l’alcool tuttavia non possono nascondere tutto ciò che di buono realizzò Charles Henry Stanley per gli scacchi, risultando un antesignano e formidabile propagandista del nostro gioco. Nel 1846 pubblicò il primo libro americano sugli scacchi, dal titolo “Trentuno partite”. Quasi contemporaneamente aprì una rubrica scacchistica sul giornale di New York “The Spirit of the Times“, e quindi, nel 1848, un’altra sul “The Albion“, che durò fino al 1856. Sono state queste le prime rubriche di scacchi apparse sulla stampa statunitense. Purtroppo pochissimo tempo ebbe a durare la prima rivista di scacchi americana: “The American Chess Magazine”, da lui fondata, ma Stanley dev’essere applaudito ugualmente per il coraggioso e anticipatore tentativo.
Il ruolo di Stanley nella diffusione del nostro gioco nel continente americano fu pertanto notevole e troppo spesso è stato dimenticato, forse perché il giocatore è stato oscurato, negli anni immediatamente successivi alla sua affermazione e alle sue opere, dall’esplosione di un campione luminoso quale Paul Morphy.
Charles Henry Stanley visse purtroppo all’interno di alcuni istituti gli ultimi vent’anni della sua vita, fra il 1880 circa e il 6 ottobre del 1901.
Vediamo integralmente un paio di brevi partite vinte da Stanley e brindiamo idealmente alla storia e al valore del primo campione di scacchi degli Stati Uniti.
Charles Henry Stanley – Eugene Rousseau
New Orleans 1845
Charles Henry Stanley – Paul Morphy
New York 1857
