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La calda estate della FIDE e la candidatura del presidente Maggi

(UnoScacchista)
Le elezioni della nuova presidenza della FIDE si avvicinano e sono già note tre diverse candidature. In uno dei cosiddetti “ticket” spicca un nome ben noto agli scacchisti italiani: quello del Presidente della FSI Luigi Maggi. Oltre alla presentazione delle candidature, fa discutere anche la riammissione della Russia da parte del CIO, che avrà quasi certamente implicazioni sulle decisioni della FIDE.

Ecco qualche breve notizia sulle candidature alle elezioni FIDE, che si svolgeranno durante le Olimpiadi di Samarcanda (Uzbekistan) a settembre.

Dvorkovich si ricandida – con lui anche Luigi Maggi

Arkady Dvorkovich

Il presidente della FIDE degli ultimi due periodi, il russo Arkady Dvorkovich, ha deciso di candidarsi per un terzo mandato. Lo ha potuto fare dopo che nel 2023 l’Assemblea Generale aveva approvato una modifica dello statuto che fissava a due il massimo dei mandati. Fin da allora era chiaro che quella modifica avrebbe aperto la strada alla terza candidatura, dopo quelle di Batumi (2018) e Chennai (2022), quindi questo annuncio non era inatteso. Si potrebbe discutere sul fatto che la limitazione a due mandati fu introdotta proprio da Dvorkovich dopo la sua prima elezione, a mantenimento di un punto del suo programma elettorale, ma, come noto, la vita dei politici è fatta di idee e decisioni volubili.

È però importante per il movimento scacchistico italiano l’annuncio del suo “ticket”, ovvero dei nomi di chi coprirà cariche di vertice in caso di vittoria elettorale. Dvorkovich ha infatti inserito nella sua squadra Timor Turlov, imprenditore e Presidente della Federazione del Kazakistan, come vicepresidente vicario e, come membri del  direttivo, Viswanathan Anand, ben noto a tutti a già ai vertici FIDE, Mahir Mammedov, Presidente della Federazione dall’Azerbajan, Bouchra Kadiri, Presidente della Federazione del Marocco, e Carol S. Williams Pesqueira, della Federazione di Aruba.

Luigi Maggi

Assieme a loro, c’è anche Luigi Maggi, Presidente della FSI, che, con una mossa abbastanza inattesa, si candida a portare la Federazione e il movimento scacchistico italiano sui “tavoli che contano”. Al di là del prestigio che l’eventuale carica che andrà a ricoprire comporta, è evidente che la sfida raccolta da Maggi è di enorme complessità. La FIDE è un’organizzazione complicata e molto criticata da più parti, per cui oltre alla normale necessità di apportare aggiornamenti e miglioramenti al suo funzionamento, ci saranno delicati rapporti da gestire sia internamente sia con la Federazione Russa, da sempre una presenza ingombrante dietro la FIDE.

Un’avventura comunque di grande importanza, sia personale che per la FSI: i prossimi mesi saranno sicuramente faticosi e richiederanno un grande sforzo per bilanciare le giustificate ambizioni personali con le necessità organizzative e politiche della nostra Federazione.


La candidatura di Jan Henric Buettner – con lui Malcolm Pein

Jan Henric Buettner

Il personaggio Buettner è salito agli onori della cronaca degli ultimi anni grazie alla sua iniziativa di fondare e finanziare il Freestyle Chess. Questa sua attività imprenditoriale è andata in rotta di collisione con la FIDE più di una volta, fino ad una tregua raggiunta a fatica anche grazie a buoni uffici di Magnus Carlsen.

Non è quindi un mistero che Buettner si sia candidato in aperta competizione con Dvorkovich, come testimoniato anche dall’inserimento di Malcolm Pein nel suo “ticket”. Pein, inglese, Maestro internazionale e organizzatore di importanti manifestazioni in Inghilterra come il London Chess Classic, è sempre stata una voce critica verso Dvorkovich e la sua gestione della FIDE, in particolare per i legami stretti con la Federazione Russa.

Per sua stessa dichiarazione, la sua non sarà una campagna elettorale in senso stretto, quanto una lunga tessitura di rapporti con tutte le Federazioni. Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi e chi altro si unirà alla sua squadra.


La candidatura di Wadim Rosenstein

Wadim Rosenstein

Quasi in contemporanea con la candidatura di Buettner, ha annunciato anche la sua candidatura un altro imprenditore tedesco, Wadim Rosenstein. Noto per aver organizzato e sponsorizzato molte manifestazioni di alto livello, come il recente World Rapid & Blitz Team Championship e il WR Women Chess Tour.

Per il momento Rosenstein è affiancato solamente dal miliardario cinese Gordon Tang ed è impegnato in una serie di visite ed incontri in giro per il mondo.

Viste le affinità tra le due candidature di imprenditori tedeschi, mi fa pensare alla possibilità che ad un certo punto del cammino ci possa essere una sorta di unione di intenti (come già successo in passato) ma di sicuro i tempi non sono maturi per questo tipo di discorsi e molto deve ancora succedere perché le candidature vengano costruite in un dettaglio tale da poter essere confrontate con quella di Dvorkovich.


La decisione del CIO di riammettere la Russa nelle competizioni ufficiali

In vista dei Giochi olimpici del 2028 a Los Angeles, l’Esecutivo del CIO ha revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo, che era stata stabilita nel 2023 in risposta alla guerra in Ucraina. Ciò significa che gli atleti e le squadre russi potranno tornare a competere nelle qualificazioni olimpiche, mentre non è stata ancora presa alcuna decisione in merito alla possibilità per la Russia di esporre la propria bandiera e suonare il proprio inno ai Giochi.

E’ di tutta evidenza che questa decisione avrà un riflesso diretto sulla posizione della FIDE sul divieto di partecipazione dei giocatori e delle squadre russi nelle competizioni internazionali, anche se l’effetto della squalifica a seguito della sentenza del TAS dovrebbe rimanere in vigore. A meno di sorprese, quindi, alle Olimpiadi di Samarcanda non saranno presenti le nazionali russe.

Di certo le “sorprese” non sono mai mancate in questi frangenti…

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