(Uberto Delprato)
Ma davvero si può giocare di tutto in apertura? Dopo essersi sentiti dire per anni di sviluppare i pezzi, occupare o conquistare il centro, di evitare doppiature inutili di pedoni e di non aprire il gioco con il Re ancora non arroccato, ecco che arriva Carlsen e alla terza mossa gioca la mossa più brutta che si possa immaginare contro la Rossolimo e… ne esce addirittura meglio contro il giocatore del momento, quel Javokhir Sindarov che tra qualche mese sfiderà Gukesh per il titolo mondiale.
La scena di questa incredibile performance è la Global Chess League che si sta svolgendo a Bangalore in questi giorni. Una manifestazione costruita all’insegna dello spettacolo (e gli indiani da questo punto di vista ci sanno fare!), alla quale giocano quasi tutti i giocatori migliori del mondo. In lizza 6 squadre che si affrontano in match su 6 scacchiere alla cadenza Rapid 20’+ 2″ (a partire dalla mossa 41) con in prima scacchiera (“Giocatori icona”) niente meno che Carlsen, Sindarov, Firouzja, Anand (!), Vachier-Lagrave e Nepomniachtchi.
Al quarto turno della fase preliminare, si sono affrontati Sindarov (con il Bianco) e Carlsen. Vediamo cosa ha deciso di giocare il norvegese.
Javokhir Sindarov – Magnus Carlsen
Tech Mahindra Global Chess League 2026, Fase preliminare, 4° turno
Match FYERS American Gambits – Alpine APL Pipers, 1ª scacchiera
Bangalore (India), 7 settembre 2026
Insomma, torniamo alla mia domanda iniziale: “Ma davvero si può giocare di tutto in apertura?“. Con i dovuti distinguo sembra proprio di sì. Dopo la partita è stato chiesto a Carlsen “Cos’era 3… f6?” La sua risposta è stata “hmm… una mossa“, ma Giri, dietro di lui ha espresso quello che abbiamo pensato tutti “Una vergogna!”
Forse la nostra sorpresa è simile a quella delle prime apparizioni della Difesa Alekhine (per fare un esempio), o forse, semplicemente, gli scacchi sono un gioco molto più ricco di quanto i libri di teoria delle aperture ci hanno sempre detto.
Anche perché “tra l’apertura e il finale gli dèi hanno creato il mediogioco” diceva Tarrasch.
[Nota 1] vedi post “Sinquefield Cup: la prima di Ding Liren!“
