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Franceschino Scafarelli, enfant prodige ante litteram

(Antonio Felice)
Lo confesso a volte sono attratto dall’idea di rinascere nel terzo millennio per vedere di nascosto l’effetto che fa. L’effetto che fa per uno scacchista vivere in un periodo dove non passa mese dove non giunge notizia di un nuovo bambino prodigio con risultati strepitosi, dove il record di precocità nel diventare Grande Maestro Assoluto e Grande Maestro Femminile di scacchi si avvicina sempre di più ai dieci/undici anni con dei punteggi Elo di primissimo ordine:

Tanto per fare un minimo di confronto, ecco come si posizionano i quattro scacchisti più precoci di sempre nel raggiungere il titolo di GM Assoluto:


Posizione Giocatore Paese Età esatta Anno
1 Abhimanyu Mishra Stati Uniti 12 anni, 4 mesi, 25 giorni 2021
2 Faustino Oro Argentina 12 anni, 6 mesi, 26 giorni 2026
3 Sergey Karjakin Russia 12 anni, 7 mesi, 0 giorni 2002
4 Gukesh Dommaraju India 12 anni, 7 mesi, 17 giorni 2019

A questi si possono senz’altro aggiungere:

Mosca il 30 giugno, «Bobby gioca contro Tigran Petrosian al Moscow Central Chess Club nell’estate del 1958, mentre Evgeny Vasiukov (con gli occhiali), Yakov Estrin (tra Fischer e Vasiukov) ed Efim Geller (accanto a Estrin) assistono alla partita.»
[Fonte: John Donaldson, “Bobby Fischer and His World”, 2020]
Nel secolo scorso, circa 70 anni fa, gli scacchi andavano decisamente più piano e questi eventi erano molto rari; il caso più eclatante è stato sicuramente quello di Bobby Fischer che nel 1958, stupendo il mondo scacchistico dell’epoca, diventò Grande Maestro a soli quindici anni, sei mesi e un giorno, un record di precocità rimasto imbattuto per ben 33 anni, fino a quando l’arrivo di un altro fenomeno, questa volta declinato al femminile, l’ungherese Judit Polgar dopo esser diventata nel 1988, all’età di soli 12 anni, la più giovane scacchista a entrare nella lista dei migliori 100 giocatori di scacchi al mondo e appena tre anni dopo, nel 1991, superò quel precedente record portandolo a 15 anni 4 mesi e 28 giorni.
Copertina del libro “Judit Polgàr còmo batì el récord de Bobby Fischer” [Link alla fonte]
Ma prima ancora di tutti questi giovani prodigi il primo italiano che può sicuramente essere menzionato in questo elenco è il fiorentino Francesco Scafarelli (Firenze, 23 ottobre 1933 – Bernalda, 3 dicembre 2007) quando il mondo degli scacchi in Italia di quel periodo non può certo essere paragonabile ai protagonisti prima citati, si parla degli anni ’40 del Novecento e di conseguenza anche le prestazioni potranno sembrare non alla altezza di tali esempi. Voglio tuttavia ricordare ai lettori più giovani che il titolo di Grande Maestro fu introdotto dalla Federazione Scacchistica Internazionale degli Scacchi (FIDE) nel 1950, con la nomina dei primi 27 Grandi Maestri, quando Scafarelli aveva già 17 anni e che finiti gli studi universitari entrò subito nel mondo del lavoro abbandonando gli scacchi agonistici. Inoltre, nell’Italia dell’immediato prima e dopo il secondo conflitto mondiale, gli scacchi non erano certo tra le priorità (in quegli anni il Campionato italiano si svolse saltuariamente: nel 1939 a Roma, nel 1943 a Firenze e poi nel 1947 nuovamente a Roma). Vediamo chi è il nostro enfant prodigio ante litteram.
L’Italia Scacchistica, n.5 Maggio 1946, p.83

‘Franceschino’ si dimostrò fin da piccolo delle capacità non comuni, tanto da essere considerato un bambino prodigio. Abitando in una delle città italiane più evolute scacchisticamente, l’incontro tra lui e gli scacchi era inevitabile. Si appassionò molto presto al nobil gioco, con progressi così rapidi, che destò scalpore: siamo nell’ottobre 1943, quando aveva dieci anni ottenne due prestigiose vittorie nel Campionato Assoluto del Circolo Scacchistico Fiorentino, con il Maestro Giuseppe Primavera e con il fortissimo Vincenzo Castaldi, già Campione Italiano nel 1936 e 1937. Questa la convincente vittoria con Castaldi:

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Proviamo ad immaginare dove e come un bambino di dieci anni potesse apprendere e migliorare i rudimenti dell’arte scacchistica durante i precedenti cinque anni di guerra; ebbene giocava in famiglia (con il padre che batteva regolarmente) e non frequentava ancora il circolo scacchistico fiorentino, altrimenti Castaldi avendo avuto qualche sentore del talento di questo ragazzino, sarebbe stato più prudente e probabilmente non avrebbe perso. E’ vero che era un torneo di circolo, ma battere quello che all’epoca era sicuramente il più forte giocatore italiano dimostra che il talento già c’era.

Campionato Italiano 1947, partita Marigliano-Scafarelli
[L’Italia Scacchistica, n. 5 Maggio 1947, p.108]
Quattro anni dopo nel 1947 a soli 14 anni partecipò al suo primo campionato italiano assoluto, dove però non superò il girone di qualificazione, mentre a 19 anni nel Campionato Italiano del 1952 di Ferrara ottenne il titolo di Maestro.

Scafarelli partecipò a numerosi tornei internazionali: fra i migliori risultati il 3° posto ottenuto nei tornei di Southsea e Lucerna nel 1952; sempre nel 1952 rappresentò l’Italia al Campionato Mondiale dei giovani a Helsinki nel 1952 arrivando 3°-4° ex-aequo.

Scafarelli gioca col Bianco e P. A. Ursell sullo sfondo
[Link alla fonte: BritBase info Photo Collection]
SOUTHSEA INTERNATIONAL CONGRESS, dietro W. H. Pratten. Al centro: B. Reilly, D. Parkes, F. Scafarelli, K. Gumprich, A. H. Trott, J. T. Boyd. Davanti: R. G. Wade, H. Meek (dietro Wade), Dr. S. Fazekas, Mme. C. Chaudé de Silans, D. A. Yanofsky
[Link alla fonte: BritBase info Photo Collection]
Ecco cosa scrisse R. G. Wade nell’articolo “SOUTHSEA INTERNATIONAL CONGRESS” pubblicato sulla rivista CHESS, June 1952, Vol.17, n.201, p.172: “Il piazzamento a pari merito per il terzo e quarto premio rappresenta un risultato assai lodevole per il giocatore del Lancashire, Rhodes, e per il ventenne italiano Scafarelli. Entrambi hanno saputo riprendersi brillantemente dopo un avvio piuttosto incerto, chiudendo il torneo in crescendo; Scafarelli, in particolare, si è mostrato assai spietato nei confronti degli avversari che occupavano le posizioni di coda in classifica. (…) L’intento dell’organizzatore Pratten di trasformare lo “Swiss” Stevenson in un banco di prova per le giovani promesse dei paesi limitrofi ha trovato conferma nel piazzamento finale del fiorentino Francesco Scafarelli.” [Fonte: https://www.saund.co.uk/britbase/pgn/195204southsea-viewer.html]

Sempre nel 1952 partecipò alla sua prima Olimpiade ad Helsinki senza grande successo (+0 =2 -6), ma si rifece ampiamente nell’edizione successiva del 1954 ad Amsterdam dove in quarta scacchiera ottenendo 12,5 punti su 17 (+9 =7 –1) conquistò il bronzo: per l’Italia fu la nostra prima storica medaglia olimpica!

Nel 1953, a venti anni, vinse la Finale B del 2nd World Junior Chess Championship di Copenhagen con 5 punti (+3 =4 -0) e nel Torneo Internazionale di Beverwjik del 1956 conseguì il titolo di Maestro Internazionale a 23 anni. Poi si laureò Campione Italiano dei giovani nel torneo 1958-59 a Varazze e nel 1962 vinse il torneo di Madrid e fu secondo a Napoli e di nuovo a Beverwijk.

E quanto sia stato importante per lo sviluppo scacchistico di Scafarelli, il livello di forza della Firenze scacchistica di quel periodo lo spiega bene questo evento: nel 1957 grazie all’interessamento del conte Gian Carlo Del Verme (più volte Presidente della FSI) organizzò una tournèe italiana per la squadra di Riga capitale della Lettonia, a quel tempo all’interno dell’Unione Sovietica, che dominava incontrastata da anni il mondo scacchistico grazie anche alla scelta di farne uno sport nazionale e dove i campioni erano supportati a tutti i livelli dallo stato centrale. Nella squadra di Riga giocava un talento di tre anni più giovane del nostro Scafarelli, Mikhail Tal che appena tre anni dopo sarebbe diventato Campione del Mondo.

L’Italia Scacchistica, n.11 Novembre 1957, p.251

Tal nei cinque incontri giocò 10 partite in prima scacchiera vincendone 8 e pareggiandone 2, uno dei due pareggi fu ottenuto proprio da Scafarelli, l’altro dal romano Giustolisi, già Campione Italiano nel 1952. Questi i risultati degli incontri di squadra: Riga battè Milano 8 a 2; Venezia 9½ a ½; Reggio Emilia 7½ a 2½; Firenze 6½ a 3½; Roma 8½ a 1½ e come si vede Firenze ottenne la sconfitta meno pesante grazie alla patta di Scafarelli ma anche ad una vittoria di Brizzi (con Solmanis) e le doppie patte di Castaldi e Mondaini (con Gipslis e Kliavin).


Scafarelli e Castaldi si sarebbero incontrati in totale cinque volte, in perfetta parità (+2 =1 -2):

1943, Firenze, Torneo del Circolo Scafarelli-Castaldi 1-0
1945, Firenze, Torneo di Preparazione I Categoria Castaldi-Scafarelli 1-0
1952, Ferrara, Campionato italiano Castaldi-Scafarelli patta
1957, Firenze, Campionato di Firenze Scafarelli-Castaldi 1-0
1965, Firenze, Campionato italiano Castaldi-Scafarelli 1-0

L’ultima volta in occasione del torneo Hotel Carlton giocato a Firenze nel 1965 dove a vincere fu il vecchio leone Castaldi che molto probabilmente ancora non gli aveva perdonato lo sgarbo precedente.


Scafarelli, non essendoci ancora in Italia le condizioni per poter sperare di trovare sostentamenti economici dignitosi con la carriera scacchistica, laureatosi in ingegneria si ritirò non ancora trentenne dalle competizioni e si trasferì a Napoli dove iniziò la sua carriera lavorativa come ingegnere. Non abbandonò mai del tutto la sua passione preferita, continuando sporadicamente a giocare qualche partita, specialmente nei Campionati Italiani a squadre, dove riuscì a conquistare ben 3 titoli, anche se mai con una squadra fiorentina: aveva già vinto il Campionato italiano a squadre nel 1960 a Lerici con l’Accademia Scacchistica Napoletana e nel 1969 col Circolo Centurini di Genova e lo rivinse nel 1991 sempre con il Centurini; questa la sua vittoria con il MF Carlo Micheli, due volte Campione Italiano nel 1972 e 1973.

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Scafarelli gioca con il Bianco a sessanta anni (1993)
[Fotografia di Antonio Felice]
Nel 1993 a sessanta anni giocò nella sua Firenze ma contro una squadra fiorentina, il DLF. Il suo avversario era quello che all’epoca era molto probabilmente il più forte giocatore della città, il Maestro FIDE Alan Mauro, che vinse la sfida. Mi ricordo che ebbi la fortuna di assistere all’incontro, e quello che mi colpì fu che a fine partita Scafarelli si complimentò con il suo avversario per la partita ben condotta, quando si dice i signori di una volta. Scafarelli, avendo il nero, ovviamente giocò la sua difesa preferita la siciliana, sulla quale scrisse un breve trattato “Le mie 50 siciliane” (Editrice scacchistica internazionale s.r.l., 1980) dove non ebbe remore a pubblicare alcune sue sconfitte.
Copertina del libro del MI Francesco Scafarelli “LE MIE 50 SICILIANE”

E ritornò anche a giocare nella massima serie del Campionato Italiano a squadre con i colori dell’Accademia Scacchi Potenza nel 2001, stabilendo un record molto singolare: dopo ben 54 anni dalla sua prima partecipazione, disputò la finale del Campionato Italiano individuale. È scomparso a Bernalda (Matera) il 3 dicembre 2007.


Antonio Felice, nato a Ravenna nel 1956, vive a Firenze. Impara il gioco durante il match Spassky-Fischer del 1972. Dal 1978 si dedica agli scacchi a tavolino conquistando la Prima Categoria Nazionale poi, per motivi di lavoro, passa al gioco per corrispondenza ottenendo il titolo di Maestro e nella Finale del 53° Campionato Italiano ASIGC si classifica 4° assoluto imbattuto. E’ un collezionista di oltre mille volumi. Gioca on line e dal 2016 è Maestro Internazionale Arena, titolo rilasciato dalla FIDE.

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