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Gli Scacchi alla XXV Festa dei “Lampioni” di Calimera

(Roberto Cassano)
Siamo alla fine del mese di ottobre e la caldissima estate italiana è finita e se non è praticamente calato del tutto il sipario sulle numerose feste paesane, sia laiche che religiose, sicuramente sono di molto diminuite. Frequento da oltre trenta anni il Salento e in particolare Calimera in provincia di Lecce, uno dei dodici comuni della cosiddetta Grecìa salentina nei quali le persone più anziane parlano il griko, una varietà linguistica di origine greca parlata in un’area ellenofona della provincia di Lecce, ma qui voglio ricordare un evento socio-ludico-culturale organizzato dalla Pro Loco che si è svolto dal 13 al 21 giugno 2026, nove giorni di concerti straordinari, cultura locale e gioco per dare il benvenuto all’estate salentina, la XXV edizione della “Festa dei Lampioni, le cui origini risalgono probabilmente al periodo bizantino, che si tiene tradizionalmente intorno al solstizio d’estate, iniziata il 13 giugno in onore di Sant’Antonio è terminata il 21 giugno in onore di San Luigi Gonzaga.

Qui, l’inizio dell’estate coincide con uno degli eventi più affascinanti, luminosi e attesi del territorio: per nove giorni, il borgo salentino si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove l’energia della comunità incontra l’arte, la musica e le radici più profonde della tradizione locale. In uno scenario da fiaba, la festa si svolge con musiche e danze popolari.

Ma cosa sono i ‘Lampioni’? Non sono di certo i lampioni stradali e nemmeno le maestose luminarie delle feste religiose, sono dei piccoli e grandi manufatti artistici luminosi, delle “sculture” di carta velina colorata e canne di bambù, legate da colla, spago e filo di ferro per consolidare la struttura, realizzate artigianalmente dalla comunità locale. Sono delle grandi lanterne decorative, costruite appositamente per la festa con la duplice funzione di illuminare e creare una scenografia. Quando vengono accesi contemporaneamente, le strade si trasformano in una sorta di grande installazione artistica all’aperto: vengono posizionate in terra o appese per le vie del paese, creando di giorno e di notte un’atmosfera sospesa nel tempo quando con il buio la luce avvolgerà la grande centrale Piazza del Sole, le corti delle case e l’intero centro storico di Calimera.

Informazioni e immagini tratte principalmente dal profilo Facebook della Pro Loco di Calimera.

E adesso passiamo alla parte scacchistica: dalle ore 18 di venerdì 19 Giugno in Via Costantini è stata inaugurata e aperta la mostra “Zugzwang” di Mattia Manco Gregoriadis e iniziato i “Matti sotto i Lampioni”, torneo amatoriale di scacchi, nelle vicinanze di una scacchiera gigante.

Nella locandina della mostra gratuita e aperta al pubblico c’è scritto:


Zugzwang

Mostra di Mattia Manco Gregoriadis

Nel linguaggio degli scacchi, “Zugzwang” indica quella condizione sospesa in cui ogni mossa diventa inevitabilmente decisiva, e il semplice obbligo di agire può trasformarsi in una condanna.

Figure sospese e spazi impossibili abitano le opere come frammenti di un sogno, in cui strategia e inconscio si intrecciano continuamente.

I pezzi perdono la loro funzione tradizionale per diventare simboli di desiderio e trasformazione.

“Zugzwang” è un viaggio tra razionalità e immaginazione, dove ogni quadro racconta il momento fragile che precede una scelta, quando il confine fra realtà e visione si fa sottile e ogni mossa diventa, inevitabilmente, umana.


All’ingresso della piccola mostra veniamo accolti dal ‘Lampione” del Matto di Legal con la posizione dopo la mossa 5.Cxe5.

Questo il famoso sonetto che descrive in modo brillante la celebre partita giocata nel 1750 al Cafè de La Regence di Parigi tra Legal de Kermur (1702-1792) e il cavaliere di Saint Brie:

Scacchisti udite! Un’immortal tenzone
in brevi tratti il verso mio dipinge;
inoltra il Re dei bianchi il suo pedone,
quel del Re nero contro lui si stringe.

l’assalta un cavalier, ma gli si oppone
quel della Donna e i colpi suoi respinge.
Alla quarta d’Alfier l’Alfier si pone,
la Donna il suo pedon di un passo spinge.

L’altro Cavallo accorre. Al primo è sopra
L’Alfiere e il preme. Egli il pedone uccide,
benché al nemico acciar la Donna scopra.

Ed essa muor ma non indarno. In fallo
cadde il duce dei neri: ei non previde
scacco d’Alfiere e matto di Cavallo!

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All’interno dei locali una dozzina di scacchiere con i pezzi in esposizione della collezione di Ros Quarta (Acqua e fuoco, Maghi e Stregoni, Angeli e demoni, ecc.) e alcuni quadri di Gregoriadis a tema scacchistico e non:

Scacchiere in esposizione della collezione di Ros Quarta

Due delle opere su carta realizzate dall’artista Mattia Manco Gregoriadis

E adesso passiamo alla parte agonistica riportando quanto ci ha inviato Giulio Candelieri, Presidente e Istruttore di “Lecce Scacchi A.S.D.” che ringrazio:


Il circolo Lecce Scacchi ASD è stato coprotagonista durante l’affascinante “Festa dei Lampioni” di Calimera con tre giorni di bellezza, partite, magie e arte sulle scacchiere e non solo: nella prima giornata, venerdì 19 giugno, c’è stata infatti l’inaugurazione della mostra di scacchiere tematiche del nostro direttore tecnico Ros Quarta insieme alle bellissime opere su carta disegnate da Mattia Manco Gregoriadis (molte delle quali a tema scacchistico) e Chiara Arcadi, con gioco libero dal vivo in vico santa Filomena fino alle 2 di notte alla luce dei lampioni e scacchiera gigante.

Vico santa Filomena, Calimera (Lecce) – Fotografia di Giulio Candelieri

Nella seconda, sabato 20 giugno, ben due simultanee su 20 scacchiere complessive (con la 1N, poi diventato Candidato Maestro, Rizzo Gabriele e la 2N, poi diventata 1N, De Donno Giacomo) e ancora gioco libero sempre nel suggestivo vico santa Filomena; nell’ultima giornata, infine, domenica 21 giugno, il vico stretto e lungo è strabordato di giocatori fra il gioco libero e il torneo blitz promozionale gratuito di ben 22 turni.

Un progetto di immersione culturale e contaminazione fra i vari generi, spinto dal vicepresidente del circolo Sergio Rollo in collaborazione con il Circolo Culturale ARCI Ghetonìa e la Casamuseo della Civiltà Contadina di Calimera, per portare la tradizione e l’immaginazione dalla luce (del pensiero e non solo) sulle 64 case (dipinte e reali), che continua la mission di riappropriazione antropica degli spazi urbani e di socialità diffusa del circolo scacchistico leccese.


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