(UnoScacchista)
Ricorderete forse le speranze di riconoscimento del bridge come sport create dal pronunciamento di uno degli Avvocati Generali della CGUE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea). E’ di pochi giorni fa la notizia che la Corte di Giustizia ha poi comunque disconosciuto quel parere: il bridge, e quindi gli scacchi, non sono uno sport. Ma per fortuna c’è il Comitato Olimpico Internazionale!
Cosa ha fatto il CIO? Ha dichiarato di considerare seriamente i cosiddetti eSports (che noi chiamiamo volgarmente videogiochi): potrebbero entrare fra le discipline olimpiche. Certo con alcuni vincoli da rispettare, ma insomma, visto che “gli eSports competitivi potrebbero essere considerati come un’attività sportiva, i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità paragonabile a quella degli atleti degli sport tradizionali“, essi soddisfano i requisiti fondamentali per essere ammessi alle Olimpiadi: sono uno Sport.
Certo, la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che uno sport per essere tale deve essere “caratterizzato da una componente fisica non irrilevante”, ma immaginiamo che schiacciare bottoni o usare freneticamente joysticks o altri dispositivi di interazione ludica soddisfi pure questa caratteristica.
Insomma, grazie al “combinato disposto” di CGUE e CIO, abbiamo capito che gli scacchi sono uno sport solo se giocati col computer: ottima notizia! Gettate via quelle obsolete scacchiere e quegli antiquati pezzi di legno o plastica con i quali vi ostinate a giocare e cominciate a sfidarvi a colpi di click sui mouse o di ditate su uno schermo: il futuro degli scacchi come eSport è radioso!
